Il dibattito sulle vaccinazioni è quotidianamente all’ordine del giorno. Molto spesso, le credenze e la mancanza di informazioni vere e certificate su questo tema indirizzano la popolazione verso errate considerazioni ed errati comportamenti sanitari. L’obiettivo di questo semplice articolo sarà quello di informare tutti coloro che, essendo disposti a riflettere su questa importante tematica, vorranno unirsi alla comunità scientifica nel discutere insieme alcuni importanti passaggi e dati, riguardo la vaccinoterapia, che spesso rimangono segregati nei luoghi comuni del quotidiano o mascherati da false superstizioni.

                              “VACCINOTERAPIA: tra frode e verità!”

Iniziamo con un pò di storia:

La storia narra che, avendo preso conoscenza della diffusa pratica di vaccinazione, effettuata dall’esercito inglese, anche Napoleone, Imperatore di Francia, intraprese una vasta campagna di vaccinazioni che estese non solo all’esercito ma anche a tutta la popolazione. Egli fece vaccinare anche suo figlio Napoleone II, suo erede. Napoleone aveva, dunque, già capito la grande importanza e la grande innovazione che tali pratiche costituivano per la tutela della salute dei propri sudditi.

Il termine “vaccino” (derivato dal termine “vacca” poichè i primi vaccini vennero ottenuti dopo lo studio sul vaiolo bovino) fu coniato da Louis Pasteur, ricercatore francese, considerato padre fondatore della microbiologia. Pasteur si era ispirato alle ricerche di Edward Jenner, medico e naturalista britannico, il quale, nel 1796, utilizzò una tecnica particolare per sconfiggere l’agente infettivo, considerato responsabile dell’insorgenza del Vaiolo: al giorno d’oggi, sappiamo che tale patologia è causata dall’infezione da parte del virus Variola.

Jenner notò che, gli allevatori che avevano contratto il vaiolo bovino (chiamato “cowpox”), dopo essere guariti da tale malattia, non contraevano la variante umana del vaiolo (chiamata “smallpox”), di gran lunga più grave. Jenner fece allora un esperimento, considerato alla base della scienza dei vaccini: iniettò del materiale preso da una pustola di vaiolo bovino, contratto da una giovane donna, ad un ragazzo di 8 anni. Dopo alcuni mesi, il ragazzo venne nuovamente inoculato, quest’ultima volta con il vaiolo umano, ma, come ci si aspettava, non successe nulla. Jenner dedusse allora che, qualcosa si fosse scatenato nel corpo del ragazzo e che questo “qualcosa” lo preservasse dal contagio. Jenner, naturalmente non aveva gli strumenti per capire che quel “qualcosa”, in realtà, fosse il risultato della risposta del sistema immunitario all’invasione da parte del Virus del Vaiolo.

Definizione:

Un vaccino è una preparazione artificiale in grado di fornire un’immunità acquisita, somministrata a scopo di immunoprofilassi. Questa pratica, denominata anche vaccinoprofilassi, è in grado di sfruttare attivamente la memoria immunologica del sistema immunitario, consentendo all’organismo di sviluppare un sistema di difesa ancor prima di venire a contatto con un agente patogeno.

Al di là della patologia da cui proteggono, la distinzione tra vaccini è legata al modo con cui sono ottenuti e prodotti i componenti in grado di scatenare la risposta immunitaria. Esistono vaccini costituiti da:

  • organismi attenuati, come il vaccino per la poliomielite;
  • organismi inattivati o uccisi, come il vaccino per il colera o la rabbia;
  • antigeni purificati (o vaccini a subunità), come il vaccino contro il tenano e la difterite;
  • antigeni ricombinanti e peptidi sintetici, come il vaccino contro l’epatite;
  • virus vivi o vaccini a DNA;
  • miscele e coniugati.

Molti dei vaccini in uso oggi sono formati da virus attenuati o da virus inattivati e inducono una risposta umorale o anticorpo-mediata. Nei vaccini, insieme agli antigeni, vengono somministrate delle sostanze adiuvanti e conservanti che, tuttavia, non sono tossici per il nostro organismo. Queste sostanze sono particolarmente utili poiché, per innescare una risposta immunitaria in grado di eradicare i patogeni, non basta il semplice legame dell’antigene con il recettore dei Linfociti T o gli anticorpi (Immunoglobuline), ma serve anche una risposta dell’immunità innata in grado di garantire la produzione delle molecole costimolatorie, indispensabili per stimolare la proliferazione e la differenziazione dei linfociti.

 

Le prime critiche alla scienza dei vaccini:

Subito dopo le deduzioni di Jenner, nacquero delle opposizioni alla teoria secondo la quale la vaccinazione fosse un valido metodo per la lotta contro l’insorgenza di malattie infettive. Le motivazioni che spingevano gli “antivaccinisti” dell’epoca a contrastare le teorie riguardanti le vaccinazioni, erano soprattutto di natura ideologica (perché, come sappiamo, i diversi tipi di vaccino prevedono l’ingresso di materiale estraneo, di tipo “animale”, nel nostro organismo) e di natura religiosa (entravano in campo le concezioni riguardanti il “Male”, quelle riguardanti la predestinazione e quelle concernenti il diritto di opporsi al normale processo della natura). Queste convinzioni persistevano nell’immaginario di coloro che furono, successivamente, definiti “antivaccinisti”, benché fossero diffuse le conoscenze riguardo i vantaggi che queste terapie stavano apportando nella società: i decessi a causa del Vaiolo diminuirono in modo esorbitante nel corso del XIX secolo (e non dobbiamo dimenticare che, dal 1980, è stata dichiarata l’eradicazione del Vaiolo, con certificazione da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità: tutto questo grazie alla scoperta ed alla messa a punto dei vaccini).

No-Vax Theory: la storia si ripete?

Studi più recenti mostrano che i motivi degli oppositori odierni dei vaccini sono analoghi ai motivi degli oppositori di cinquant’anni fa: essi sono convinti che

  1. si tratti di un pratica dannosa per la salute;
  2. che siano nascoste le reazioni avverse;
  3. che tale pratica sia attuata solo per fare arricchire le aziende produttrici di vaccini.

Tali teorie, tuttavia, sono generate, a parere di molti, dalla scarsa conoscenza in materia di vaccini e di prevenzione, argomenti di fondamentale importanza per la tutela della salute nell’epoca in cui viviamo. Siamo infatti circondati da microbi, alcuni dei quali, nel corso degli anni, rafforzano le loro difese e continuano ad attaccarci dall’esterno. Se non ci tuteliamo con i metodi che la scienza stessa ci propone (la stessa scienza che, grazie ai suoi sviluppi, scopre ogni giorno nuove tecniche per sconfiggere tutte le condizioni che non consentono il normale e corretto funzionamento del nostro organismo, vedi tumori), finiremo per veder ripresentarsi patologie quali morbillo, rosolia, poliomielite, dalle quali, al giorno d’oggi, ci si può tutelare grazie proprio alle vaccinazioni!.

La menzogna dilaga… Vaccinazioni e Autismo: il caso di Wakefield!

Non sempre le opinioni ed i risultati della scienza delle vaccinazioni sono condivise e, spesso, questo è causato da scarse conoscenze o infondate considerazioni, riguardanti i vaccini. Sebbene molti sostenitori delle teorie antivacciniste possano essere ritenuti in buona fede, si son verificati casi in cui medici, ricercatori ed esperti del settore hanno ricevuto somme di denaro per sostenere un nesso causale tra vaccini e varie patologie. Andrew Wakefield fu uno di quei medici (ormai radiato dal Medical Register Britannico) ad essere pagato da un avvocato che si occupava di risarcimenti per danni da vaccino. L’avvocato si serviva di questa falsa teoria così da avere una ricerca su cui appoggiare le sue richieste di denaro. In questo modo, l’ex medico britannico, nel 1998, iniziò a diffondere l’ipotesi di un nesso tra vaccini e autismo: potè farlo solo falsificando i dati delle sue ricerche perché, naturalmente, qualche tempo dopo, si scoprì che tali ricerche erano infondate e che Wakefield aveva, nel frattempo, brevettato un sistema di vaccini per sostituire quello trivalente (contro morbillo, parotite e rosolia), considerato causa di autismo. E’ chiaro che nel 1998 si conosceva ancora molto poco dell’autismo. Tuttavia, fortunatamente, la scienza fa passi da gigante in pochissimo tempo! Oggi, infatti sappiamo che l’autismo è un disturbo dello sviluppo neurologico, caratterizzato da:

  • compromissione dell’interazione sociale;
  • deficit della comunicazione verbale e non verbale.

Tutto ciò provoca ristrettezza d’interessi e comportamenti ripetitivi. I genitori di solito notano i primi segni entro i due anni di vita del bambino. La diagnosi certa spesso può essere fatta entro i trenta mesi di vita. Attualmente risultano ancora poco conosciute le cause di tale manifestazione: si ipotizza, infatti, una causa di tipo multifattoriale che comprende elementi genetici ed ambientali.

Andrew Wakefield si servì proprio del fatto che la diagnosi di autismo potesse essere fatta entro i primi tre anni del bambino, anni in cui si effettuano le prime vaccinazioni. Durante il periodo in cui Wakefield e l’avvocato escogitarono il loro piano, le vaccinazioni obbligatorie erano:  Antidifterica (Legge del 6 giugno 1939 n. 891 – Legge del 27 aprile 1981 n. 166); Antitetanica (Legge del 20 marzo 1968 n. 419); Antipoliomielite (Legge del 4 febbraio 1966 n. 51); Antiepatitevirale B (Legge del 27 maggio 1991 n. 165).

Tutte le altre vaccinazioni erano facoltative. Tuttavia, come è facile immaginare, dopo le false e gravi affermazioni di Wakefield, ci fu un drastico calo delle vaccinazioni, dovuto soprattutto al fervente e crescente timore riguardo l’ipotesi di un nesso tra vaccino e malattie quali l’autismo. Tutto questo portò ad un corrispondente aumento del numero di casi di morbillo, che hanno portato episodi gravi e morti. Nel maggio 2010 Wakefield venne radiato dal Medical Register con una dichiarazione di falsificazione disonesta delle ricerche sul “Lancet” e, da allora, non può praticare la professione medica nel Regno Unito. Nonostante questo, Wakefield continua a sostenere la validità delle sue teorie, negando si trattasse di una frode o una bufala, senza tenere conto delle evidenze scientifiche che dimostrano l’inconsistenza delle sue ipotesi. 

 

La situazione cambia:

Nell’estate 2017 è stata approvata in Italia la nuova Legge sui vaccini, con l’obiettivo di innalzare i livelli di copertura vaccinale, ormai troppo bassi per molte vaccinazioni. I vaccini obbligatori sono 10. Si tratta di:

  • anti-poliomelitica;
  • anti-difterica;
  • anti-tetanica;
  • anti-epatite B;
  • anti-pertosse;
  • anti Haemophilusinfluenzae tipo B;
  • anti-morbillo;
  • anti-rosolia;
  • anti-parotite;
  • anti-varicella.

Rimangono fuori dall’obbligo, ma eseguibili volontariamente, altre vaccinazioni comunque molto importanti per l’età pediatrica, e cioè:

  • anti-pneumococcica;
  • anti-meningococcica C (in forma monovalente, o tetravalente ACWY);
  • anti-meningococcica B;
  • anti-rotavirus;
  • anti-HPV.

 

Necessità di cambiamento!

L’efficacia e la sicurezza di ogni vaccino, come per i farmaci, vengono controllate tramite sperimentazioni cliniche, attente anche agli eventuali effetti collaterali. Possono naturalmente esservi delle complicanze (come reazioni allergiche, shock anafilattici dovuti ad ipersensibilità soprattutto alle sostanze adiuvanti, presenti nei vaccini) che sono ovviamente rare e che non influiscono sull’efficacia della vaccinazione, la quale quindi non comporta  (nella maggior parte dei casi) conseguenze gravi. Questo è stato dimostrato da numerosi studi ed è stato confermato dalla stessa Organizzazione Mondiale della Sanità. In particolare bisogna sempre ricordare che, per quanto i soggetti siano esposti agli stessi antigeni che causano la malattia, la quantità di antigeni presenti nel vaccino sarà sempre minore alla quantità di batteri vivi e microrganismi a cui si è esposti quotidianamente.

Non bisogna infine dimenticare che moltissime delle malattie infettive, che i vaccini hanno contribuito e contribuiscono ad eradicare, non sono più presenti da anni nei paesi sviluppati. 

Concludiamo con una citazione della famosa chimica e fisica polacca Marie Curie (Premio Nobel per la chimica, 1911), la quale ha saputo esprimere, con poche parole, il vero atteggiamento da assumere nei confronti della scienza:

“Niente nella vita va temuto, dev’essere solamente compreso. Ora è tempo di comprendere di più, così possiamo temere di meno”.

MgF

 

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