Lo scorso dicembre, si è festeggiato il cinquantesimo anniversario di quello che in medicina viene considerato uno dei più grandi traguardi: il trapianto di cuore.

Il chirurgo sudafricano Christiaan Barnard osò fare quello che altri chirurghi dell’epoca non immaginavano neanche, colui che trasformò Louis Washkansky “ nell’uomo con il cuore di una giovane donna.”

Louis infatti soffriva di una grave insufficienza cardiaca che da lì a poco avrebbe significato la sua condanna a morte ma quando l’improvviso decesso di una giovane donna, Denise Darvall, mise a disposizione un cuore perfettamente funzionante si provò a fare l’impossibile.

Fu così che nelle prime ore del 3 Dicembre del 1967 un team di venti persone, tra infermieri, chirurghi, anestesisti e perfusionisti, trapiantò a Louis un cuore nuovo perfettamente funzionante.

Il paziente riprese a parlare solo 33 ore dopo l’intervento riferendo di sentirsi molto meglio. Purtroppo la pesante dose di farmaci immunosoppressori indebolì il suo sistema immunitario tanto da provocargli una grave polmonite che lo uccise diciannove giorni dopo.

Barnard divenne il chirurgo più famoso in tutto il mondo e gettò le basi per quello che ancora oggi viene considerato uno degli interventi più straordinari nella storia della medicina.

È solo grazie a lui se ancora oggi milioni di persone possono raccontare cosa vuol dire ascoltare nel proprio petto il battito di qualcuno che dopo la propria morte ha voluto generosamente donare qualcosa di così prezioso.

 

1 commento

  1. Avevo 17 anni, quando Il Grandissimo Cardiochirurgo Christiaan (Kris) Barnard ha eseguito il primo trapianto di cuore, studente del Liceo Scientifico ha rappresentato un forte stimolo ad iscrivermi dopo la Maturità Scientifica alla Facoltà di Medicina e Chirurgia. Non ho avuto la possibilità economica di specializzarmi in Cardiochirurgia perché le Scuole di Specializzazione in Cardiochirurgia in Italia erano poche e bisognava specializzarsi prima in Chirurgia Generale . In Sala Operatoria, quando terminato l’intervento, nella mia stanza, rispondevo alle telefonate dei Pazienti che mi avevano cercato, mi sentivo protetto dalla sua fotografia che avevo posizionato sul frontespizio del telefonino. Sono arrivato alla soglia dei settanta anni, dopo una carriera ospedaliera di provincia intensa, sono ONORATO di avere ancora sul mio telefonino la sua rassicurante FOTOGRAFIA!

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