Indossare degli occhiali 3D prima di entrare in sala operatoria per eseguire complessi interventi di chirurgia laparoscopica video-assistita: è un gesto quotidiano per diverse equipe chirurgiche in diversi centri italiani ad elevata specializzazione. La vera rivoluzione nell’ambito della chirurgia mini-invasiva è il passaggio da una visione 2D, con l’importante deficit della mancanza di profondità, a nuove piattaforme con schermi in Full-HD 3D in grado di magnificare ogni piccolo dettaglio anatomico e assicurare una visione tridimensionale.

La disciplina chirurgica è un’arte in continua evoluzione: l’esigenza di ridurre i rischi intraoperatori e la degenza ospedaliera del paziente hanno fatto sì che si prediligesse un tipo di tecnica chirurgica mini-invasiva, tesa al minimo insulto meccanico e al massimo beneficio dell’atto operatorio. Ecco la nascita della Chirurgia Laparoscopica, una tecnica di intervento video-assistita nella quale le mani esperte del chirurgo, guidate dal supporto di sofisticati mezzi ottici e di appositi strumenti operatori, riescono ad accedere a particolari distretti anatomici praticando soltanto delle piccolissime incisioni.

Si tratta di una tecnica già da molti anni adottata nei maggiori centri di chirurgia del mondo. Uno dei limiti che fino ad oggi era maggiormente sentito dai vari utilizzatori della tecnica era la mancanza di tridimensionalità del campo operatorio: questo significava allungamento dei tempi operatori e curva di apprendimento più lunga.

Creazione dello pneumoperitoneo e tecnica chirurgica

L’intervento con approccio laparoscopico inizia insufflando gas (anidride carbonica) nell’addome del Paziente per creare una cavità in cui sia possibile operare con gli strumenti laparoscopici. Attraverso piccole incisioni nella cavità addominale si inseriscono una telecamera e gli strumenti (pinze, forbici, elettrobisturi, posaclip…) con cui eseguire le laparoscopiamanovre di dissezione, taglio e sutura, così come è possibile fare con la tecnica “aperta” laparotomica. La laparoscopia è inoltre un potentissimo strumento d’indagine: consente l’osservazione degli organi esplorabili di tutta la cavità addominale quali peritoneo parietale e viscerale, fegato, colecisti, stomaco, milza, intestino tenue e crasso, organi genitali interni femminili, vescica. È una metodica abbastanza semplice ma non scevra di pericoli (perforazioni, emorragie), molto utile per la diagnosi di tumori endoaddominali e specie endopelvici non sempre definibili con altri mezzi d’indagine, compresi quelli radiologici.

Campo di applicazione

Si passa dai “banali” interventi di colecistectomia e appendicectomia (rimozione di colecisti ed appendice) ai ben più complessi interventi di resezione intestinale per patologie benigne e maligne del colon e del retto o a patologie che interessano fegato e pancreas. Ulteriori ambiti di applicazione della tecnica laparoscopica che hanno già dato ottimi risultati sono la chirurgia toracica, la chirurgia ginecologica e l’urologia.

Quali sono i vantaggi della Laparoscopia?

  • Riduzione in modo significativo del trauma chirurgico;
  • Riduzione del dolore post-operatorio;
  • Minore probabilità di ernie (laparoceli) nella sede delle incisioni;
  • Rischio inferiore di contaminazione batterica e infezione delle ferite;
  • Ridotta possibilità di aderenze viscerali post-operatorie per la minore manipolazione chirurgica;
  • Ripresa post-operatoria più rapida, con tempi di degenza più brevi;
  • Migliori risultati estetici per la ridotta estensione delle cicatrici chirurgiche.
laparoscopia 3D
“Chirurgia laparoscopica 3D”

L’iniziale “limite” della visione in 2D e i tempi maggiori di apprendimento della tecnica sembrerebbero essere stati superati con l’avvento di nuove apparecchiature che permettono la visione in Full HD 3D che consente finalmente ai chirurghi di avere un’immagine completa e ben definita del campo operatorio. Ecco le parole del Professor Francesco Corcione, direttore del reparto di Chirurgia Generale ad alta specializzazione del Monaldi di Napoli e attuale presidente della Società Italiana di Chirurgia: “I vantaggi derivanti dalla visione tridimensionale full HD si rendono particolarmente evidenti in procedure di chirurgia oncologica – quale la resezione anteriore del retto per neoplasia effettuata in anteprima mondiale a Napoli – ove il chirurgo viene messo in grado di riconoscere più agevolmente, durante le estese dissezioni vascolari e viscerali, strutture nobili quali le formazioni nervose retro-peritoneali e pelviche il cui rispetto è essenziale per la preservazione di importanti funzioni genito urinarie…la magnificazione visiva consente di ben individuare i limiti delle sottili guaine peritoneali e fasciali che avvolgono i visceri e che contengono i collettori linfatici in cui drenano i tessuti neoplastici e che possono essere di conseguenza asportate con maggiore completezza ed accuratezza, con significativo vantaggio per la prognosi dei pazienti”.

Nuove speranze quindi per i pazienti affetti da neoplasie maligne difficilmente operabili per le quali un adeguato e preciso trattamento chirurgico rappresenta la più importante strategia terapeutica in associazione con la chemioterapia.

Il futuro è già vicino!

 

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