Quando l’Oftalmologia incontra le più recenti applicazioni scientifiche nell’ambito Biomedico ecco la nascita di una lente a contatto davvero Smart nel rilevare variazioni giornaliere della pressione intraoculare, il cui innalzamento costituisce una delle più insidiose cause di lesioni al nervo ottico e di insorgenza del Glaucoma.

Il concetto fondamentale seguito per lo sviluppo della lente è stato quello di sviluppare un sensore capace di misurare i cambiamenti dimensionali dell’occhio che si verificano a seguito delle variazioni della pressione glaucomaintraoculare. Quest’ultima, se eccessivamente elevata, produce una compressione o uno schiacciamento del nervo ottico con conseguente danno e morte delle fibre nervose. La lesione del nervo ottico si traduce in una progressiva alterazione del campo visivo, il quale tende progressivamente a restringersi fino alla sua completa scomparsa.

In particolare nel Glaucoma, la seconda causa di cecità nel mondo dopo la cataratta, l’aumento di pressione è causato da un difetto nel deflusso dell’umore acqueo tra la camera posteriore e quella anteriore dell’occhio; ciò causa un difetto nel suo riassorbimento e il suo accumulo comporta progressivo aumento della suddetta pressione intraoculare. Tale condizione risulta inizialmente asintomatica, il campo visivo infatti si comincia a restringere alla sola periferia mentre la visione centrale risulta nitida, per cui quando il paziente si rivolge allo specialista il danno al nervo ottico potrebbe essere già abbastanza considerevole. Il solo modo per prevenire la perdita della vista è la diagnosi precoce.

È quindi consigliabile sottoporsi a visite di controllo a scopo preventivo anche se non ci sono sintomi manifesti dopo aver superato i 40 anni o se vi sono fattori predisponenti:
– Età avanzata
– Traumi oculari
– Predisposizione ereditaria (alcune forme di glaucoma sono più frequenti tra consanguinei)
– Diabete
– Ipertensione sistemica
– Prolungata terapia con farmaci cortisonici
– Miopia

A tal proposito l’introduzione di queste particolari lenti, sviluppate da un importante gruppo di ricerca Svizzero, possono agevolare il processo diagnostico ed evitare l’insorgenza dei sintomi più gravi della malattia mediante una rilevazione continua della pressione intraoculare nell’arco delle 24 h; il segreto delle lenti sta nella presenza di un microsensore che consente di monitorare i cambiamenti della circonferenza dell’occhio della zona corneosclerale. (1)
lente a contattoUn’antenna adesiva posizionata attorno all’occhio del paziente riceve regolarmente i dati dal sensore tramite connessione senza filo. (2)

I dati sono trasferiti via un cavo fine e flessibile dall’antenna al registratore portatile. (3)

Il registratore, portato dal paziente, raccoglie e registra tutti i dati durante la sessione di monitoraggio. Alla fine del periodo di registrazione, i dati vengono trasferiti tramite connessione Bluetooth al computer del medico. (4)

L’introduzione di queste speciali lenti a contatto possono essere di grande ausilio sia per i pazienti, nei quali si potrà realizzare una diagnosi più accurata di malattia, ma anche per i ricercatori che potranno comprendere meglio le cause che conducono al Glaucoma.

Per i più interessati ecco il link di un video di presentazione del gruppo di ricerca che ha ideato e sviluppato la tecnologia delle lenti.

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