La depressione è una condizione psicologica che interessa fasce di popolazione di diversa età e sempre più numerose. Sembra che lo stress intervenga nel favorire l’esordio ma è stata accertata una incidenza genetica.

La depressione si manifesta con stanchezza psicofisica, totale disinteresse per tutte le attività vitali, tristezza, mancanza di appetito, insonnia. Viene paragonata a una batteria scarica, definita il tunnel della disperazione che in molti casi porta al suicidio. La sofferenza del depresso spesso è travisata come mancanza di volontà, indole introversa. Le esortazioni dei familiari ed amici sono: “Dai, reagisci! Esci! Impegnati!!!” Non è con le esortazioni che si esce dal tunnel ma affidandosi ad un esperto psichiatra e ad uno psicoterapeuta. Infatti la causa dei sintomi è una scarsa produzione di ammine biogene: dopamina, noradrenalina e serotonina. Quest’ultima è definita la molecola del buon umore, prodotta dall’organismo a partire dall’amminoacido essenziale triptofano. Lo psichiatra, dopo colloqui col paziente, prescrive psicofarmaci in grado di ripristinare i normali livelli biomolecolari dei predetti neurotrasmettitori.

Gli antidepressivi più usati sono gli inibitori della ricaptazione della serotonina detti SSRI, o della noradrenalina o di entrambi. SSRIPurtroppo sono necessarie almeno tre settimane, con variazioni individuali, per percepire un miglioramento della sintomatologia. In tandem è indispensabile il supporto dello psicoterapeuta che seguirà il paziente tramite un percorso di durata variabile, basato su colloqui, per estrinsecare eventuali cause imputabili ad errati stili di vita, traumi fisici, psicologici cpsicoterapia di gruppoome la morte di una persona cara o un rapporto finito. Inoltre si sono rivelati di grande ausilio i gruppi di auto-aiuto tra coloro che hanno vissuto la depressione con la presenza di uno psicoterapeuta. I gruppi non sostituiscono la terapia ma istruiscono i pazienti e i familiari sulle regole da seguire, in un circuito di solidarietà che conferisce più tranquillità ed energia per affrontare la malattia. Purtroppo la terapia farmacologica e il supporto psicologico, la cosiddetta parola che guarisce, vanno praticati per un congruo periodo, di alcuni mesi anche dopo la remissione sintomatologica, per prevenire eventuali ricadute.

Sulla depressione, tutt’ora permangono pregiudizi, ma con le cure adeguate si può uscire dal tunnel e riprendere in mano la vita ritornando a sperare fiduciosi nel futuro.

 

 

  • Sono anni in terapia farmacologia,ma pochi risultati. È scoraggiante…!!!

    • Giovanni D’Amiano

      Importante è affidarsi a un centro di eccellenza, dove, variando le varie molecole, si possa individuare quella realmente efficace, da utilizzare per molti anni e, eventualmente, alla dose minima efficace, per tutta la vita.

  • JackBald

    Le benzodiazepine sono ancora utilizzate?

  • demi

    Anni di terapia antidepressiva e stabilizzatori dell’umore, ma pochi risultati! Da poco ho iniziato col Provigil, sembra funzionare…

  • demi

    Si, le benzodiazepine sono largamente usate per l’insonnia e l’ansia!