Avete mai desiderato di volare? E se vi dicessi che avete avuto da sempre la possibilità di farlo? Basta solo riuscire a prendere coscienza mentre si sta sognando: essere svegli pur continuando a sognare.

Cosa succede se si riesce a essere perfettamente consapevoli di essere in un sogno? Si vive il “sogno lucido”, così definito da Frederik van Eeden nel 1913, ossia la capacità di muoversi consciamente all’interno della realtà onirica, dimensione in cui tutto è possibile.

Sognare ed essere svegli si è sempre pensato fossero due azioni opposte, distinte e inconciliabili, appartenenti a due realtà diverse. La verità è che l’una non esclude l’altra, si tratta di due avvenimenti compatibili: possono verificarsi contemporaneamente. E’ proprio questo che avviene durante il sogno lucido. La realtà che conosciamo si fonde con quella onirica e il sognatore, anche chiamato onironauta, può, con la pratica, esplorare e modificare a piacere il proprio sogno.

Secondo lo scienziato Stephen LaBerge, si tratta di “sognare sapendo di star sognando”. Egli ha studiato i diversi modi per indurre un sogno lucido e come ciò accade. Infatti, per diventare consapevoli di essere in un sogno e poterlo controllare, facendo ciò che si vuole in una realtà senza regole né fisiche né morali, è fondamentale eseguire un RCT (Reality Control Test), un test della realtà. Esso non è altro che un modo per verificare di essere in un sogno.

Come si effettua? Si pratica da svegli. Durante la giornata, bisogna “testare la realtà” assumendo piccoli atteggiamenti che poi verrano ricreati nel sogno. Nel momento in cui essi verranno ricreati, il sognatore capirà la differenza tra realtà e dimensione onirica e si renderà conto di essere in un sogno.

Delineiamo alcuni di questi atteggiamenti, che svolti più volte al giorno, garantiscono un probabilità di successo del sogno lucido, durante la notte seguente, del 90%. Per cui, com’è possibile notare non è affatto difficile indurre un sogno lucido.

  • Guardarsi le mani – Può succedere che in un sogno la mano possa apparire sfocata o con più dita. Per cui durante la giornata, guardatevi le mani o contatevi le dita. Durante il sogno quando, per puro caso, vi guarderete le mani, vedendole sfocate e non riuscendovi a contare le dita, prenderete coscienza e sarete in grado di modificare il sogno e la realtà onirica.
  • Leggere – Un test efficace consiste nel leggere una scritta qualsiasi, distogliere lo sguardo e poi provare a rileggerla. Nei sogni spesso le parole cambiano.
  • Guardare l’orologio – Nei sogni l’ora su un orologio digitale non rimane la stessa se la si legge più volte di seguito. Stranamente, di rado questo fenomeno si ha con gli orologi analogici (a lancette). Per cui guardarsi più volte l’orologio analogico è uno degli atteggiamenti che permetteranno la presa di coscienza.
  • Urlare – Spesso mentre si sogna si nota di non riuscire ad urlare ma si emette solo una voce rauca.

Questo funziona perché nei sogni tendiamo a riprodurre i comportamenti e le operazioni che siamo più abituati ad assumere nel mondo reale.

Altri metodi che, se effettuati contemporaneamente a quello precedente, aumentano notevolmente la probabilità che si verifichi un sogno lucido e la sua durata, sono: svegliarsi per 5 minuti e poi riaddormentarsi e ripetersi “La prossima volta che sognerò saprò di star sognando”. Quest’ultimo è definito induzione mnemonica del sogno lucido (MILD).

Cosa fa il corpo mentre il sognatore è consapevole di star sognando?

LaBerge ha condotto vari esperimenti che gli hanno fatto capire che esistono corrispondenze tra ciò che accade durante un sogno lucido, nella dimensione onirica e nella realtà. Come ad esempio:

  • La respirazione: se una persona trattiene il respiro in sogno, ciò si verifica esattamente anche nel suo corpo fisico.
  • Il battito cardiaco: si modifica in base alle situazioni vissute in sogno;

Dal punto di vista cerebrale, è stata individuata una maggior presenza di onde cerebrali alfa e beta nel sogno lucido rispetto al sogno normale. Le onde deltha e theta si notano in quantità uguali nei due stati. Mentre nel sogno lucido si riscontrerebbe una maggior frequenza di onde gamma, concentrate maggiormente  nell’area frontale. Secondo il neurologo Allan Hobson, quest’area cerebrale si riattiva, riacquistando funzioni paragonabili a quelle della veglia.

La tecnica del sogno lucido potrebbe essere usata per il disturbo da stress post-traumatico, innescando il sogno lucido durante gli incubi, in modo da cambiarne attivamente il contenuto. Può essere d’aiuto anche nella cura della schizofrenia, o nell’alleviamento dei sintomi del disturbo ossessivo-compulsivo.

Più semplicemente, esso può anche essere solo un modo per fare ciò che le leggi della fisica nella realtà non ci permettono di fare. Come ad esempio volare.

 

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