La Spondilolistesi, condizione che può essere correlata alla discopatia degenerativa lombare, è uno scivolamento di una vertebra su quella superiore. Esistono diverse definizioni di spondilolistesi, come nella letteratura anglosassone dove viene definita come una condizione di “developmental”,   legata alla ortogenesi del soggetto, cioè al suo sviluppo.

Dunque una prima classificazione prevede:

  • Spondilolistesi congenita, dovuta ad anomalie della giunzione lombo-sacral; in questo caso anche gli elementi posteriori vertebrali, restando solidali con i corpo vertebrale, migrano anteriormente, portando a una compressione della cauda equina:
  • Degenerativa, si verifica negli adulti secondariamente ad un’instabilità segmentaria da usura del disco intervertebrale (discopatia degenerativa);
  • Istmica, dovuta ad una lesione della pars interarticularis vertebrale (Spondilolisi) ed è la forma più frequente di spondilolistesi del bambino e dell’adulto. La lesione istmica può essere dovuta a una frattura acuta, a fratture da stress recidivanti o a un difetto congenito dell’istmo;
  • Traumatica, si verifica negli adulti secondariamente a una frattura interessante una porzione diversa dall’istmo con successivo scivolamento vertebrale;
  • Patologica, deriva da una patologia ossea locale o sistemica;
  • Post-chirurgica, si verifica per interventi di decompressione lombare con instabilità secondaria iatrogena e per eccessiva rimozione di strutture di supporto.

QUADRO CLINICO

Il quadro clinico è estremamente variabile, potendo andare da pazienti asintomatici, con riscontro radiografico occasionale, a soggetti con un’alterazione della postura, fino a casi con sintomi importanti ed invalidanti. Il dolore può essere alleviato dal riposo o dalla modificazione delle attività, esacerbato dagli sforzi. Una forma displasia di alto grado può esordire con una Sindrome della cauda equina.

SINTOMATOLOGIA

Negli adulti i sintomi più frequenti sono rappresentati da:

  • Lombalgia: sintomo più frequente, con caratteristiche differenti dalla lombalgia dovuta ad un’ernia del disco, in quanto è di natura meccanica a livello del rachide lombare basso, definita anche lombalgia da carico, accentuata dal movimento del tronco; può o n essere associata ad un dolore irradiato, cioè ad una radicolalgia.
  • Sciatica tronca, (cioè si ferma al sedere e non va giù alle cosce), sintomatologia  presente sotto carico, senza topografia radicolare precisa. Può essere bilaterale o tronca.
  • Disturbi sfinterici

SEGNI OBBIETTIVI

L’esame obbiettivo può rilevare:

  • tensione dei muscoli flessori, con anca e ginocchio flesse (segno di Phalen-Dickson), dovuta a verticalità del sacro e irritazione delle radici nervose;
  • Appiattimento del rachide lombo-sacrale                                                                  

  • Contrattura dei muscoli ischio-crurali, verificabile con la Manovra di Lasaguè, in quanto risulta impossibile al paziente flettere la coscia sul bacino fino a 90°, in quanto vi è una contrattura importante;
  • Segni neurologici, tra cui iporeflessia, ipotrofia muscolari, ipoestesie;
  • Iperlordosi lombare, presente nelle forme displasiche, che nelle forme nelle forme di spondlolistesi a grande scivolamento, può associarsi al cosiddetto segno del  “passo del pianoforte “, cioè alla presenza di una depressione mediana sulla linea spondiloidea che corrisponde alla zona dove è scivolata la vertebra.

DIAGNOSI

L’indagine con RX permette di valutare il grado di instabilità vertebrale; in particolare il grado di scivolamento è misurato con la tecnica di Meyerding, la quale divide in 4 gradi la spondilolistesi: da un grado lieve in cui non vi è oliatesi, fino ad un grado massimo per cui la vertebra tende a cadere oltre il limite anteriore della vertebra sottostante.

Per valutare la stabilità possono essere infine richieste radiografie dinamiche eseguite in proiezione laterale con il rachide in massima flessione ed estensione; lo spostamento vertebrale nelle due diverse proiezioni permette di identificare una condizione di instabilità responsabile del dolore.

RIABILITAZIONE E TERAPIA CHIRURGICA

I pazienti adolescenti con spondilolistesi di grado lieve o mediato, con o senza spondilolisi, sono inizialmente trattati con un programma conservativo di riposo e riduzione delle attività aggravanti la sintomatologia dolorosa, con eventuale aggiunta di farmaci antidolorifici. Risolta la sintomatologia acuta, i pazienti sono invitati ad eseguire esercizi di rinforzo della muscolatura paravertebrale e addominale, di retroversione del bacino e controllo posturale, con graduale ristorno alle attività.

I pazienti con spondilolistesi di grado 1 possono riprendere la loro normale attività senza particolari restrizioni. Diverso è il caso per i pazienti affetti da un forma di grado 2, che devono essere sottoposti a una restrizione di attività che comportino traumi ripetuti e movimenti di iperestensione fino al raggiungimento della maturità scheletrica.

I pazienti adulti con spondilolistesi, con o senza spondilolisi, devono essere tratti in base ai sintomi presenti (lombalgia e lombosciatalgia) a base di terapia fisica e controllo del dolore.

Il trattamento chirurgico è preso in considerazione negli adolescenti che presentano significative anomali posturali e durante la deambulazione; anche nel paziente adulto può essere presa in considerazione il trattamento chirurgico in base al grado di instabilità vertebrale.

Dott. Annunziata Giuseppe.                                                                                            Fisioterapista.

In Scienza e Coscienza.

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