La prevalenza tra gli Stati europei tocca percentuali del 41% negli uomini e del 38% nelle donne, attestandosi come una delle cause di morbilità e mortalità tra le più alte in assoluto.

Risultati immagini per sindrome metabolicaLa sindrome metabolica, anche chiamata sindrome X o sindrome di Reaven, è stata riconosciuta e descritta come patologia vera e propria solo nel 1988 e si caratterizza per essere un disturbo comprendente obesità centrale, ipertensione, insulino-resistenza e dislipidemia (soprattutto ipertrigligeridemia); la sindrome in questione è direttamente associata ad un aumentato rischio cardiovascolare secondario all’importante aterosclerosi operata dalla patologia stessa.

Tra i principali fattori di rischio che possono portare allo sviluppo della sindrome metabolica vi sono:

  • Storia familiare positiva;
  • Fumo;
  • Alcol;
  • Età > 45 aa per l’uomo; età post-menopausale per la donna;
  • Obesità (soprattutto obesità “centrale”);
  • Basso status socioeconomico;
  • Inattività fisica;
  • Cattivi modelli alimentari
  • Uso di farmaci antiretrovirali o antipsicotici atipici.

Risultati immagini per sindrome metabolicaDi sicuro, tra i fattori sopracitati, il cardine è rappresentato dall’obesità; infatti, il tessuto adiposo, rilasciando acidi grassi non esterificati (NEFA) contribuisce allo sviluppo dell’insulino-resistenza, in quanto andando questi acidi grassi ad accumularsi sul tessuto muscolare ed epatico interferiscono sulla funzione insulinica, funzione esplicata proprio presso questi tessuti; inoltre, una maggiore presenza di acidi grassi, e dei loro metaboliti, favorisce la produzione di citochine pro-infiammatorie (causa di insulino-resistenza), in quanto ad una maggiore presenza di tessuto adiposo si ipotizza possa corrispondere una maggiore presenza di macrofagi, produttori delle citochine stesse. 

Risultati immagini per ldl hdlLa lipodistrofia, ovvero la carenza di tessuto adiposo sottocutaneo (tipico della donna pre-menopausale, considerato protettivo, è un’altra concausa importante di sindrome metabolica, poiché i depositi di grasso in questo caso avvengono presso regioni ectopiche, nello specifico muscoli e fegato.

I sintomi e segni principali, che poi rappresentano anche i determinanti di diagnosi, sono da ricondurre perlopiù proprio alla presenza di obesità centrale (obesità addominale a “forma di mela”, tipica dell’uomo), e di riscontro all’esame ematochimico di alti valori di trigligeridi e VLDL, bassi valori di HDL, alterata glicemia a digiuno ed ipertensione arteriosa.

Risultati immagini per bmiPonendo che prevenire sia meglio di curare, il trattamento risulta essere la gestione dell’obesità, con un aumento dell’attività fisica e una corretta alimentazione; ove la situazione sia particolarmente compromessa si può pensare ad un approccio di chirurgia bariatrica (bendaggio o bypass gastrico).

Il trattamento farmacologico, invece, ha l’obiettivo di incidere in particolare sulla dislipidemia, l’ipertensione, sullo stato pro-trombotico e sul diabete; di seguito alcuni farmaci:

  • statine, fibrati, ezetimibe;
  • ace-inibitori, betabloccanti, alfabloccanti, sartani, calcio-antagonisti, diuretici;
  • insulina, antidiabetici orali;
  • aspirina, ticlopidina.

 

Se vi interessa, potete approfondire qui

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