A dare il nome a tale sindrome è stato il medico svedese che per primo la descrisse. Viene sostanzialmente a trattarsi di una tenosinovite, ossia un‘infiammazione a carico della guaina sinoviale dei tendini abduttore lungo ed estensore breve del pollice. Questi tendini provengono dall’avambraccio e passando per una guaina a livello del polso( in corrispondenza dello stiloide del radio), giungono poi al pollice.

Il processo di flogosi porta proprio all’aumento di spessore della sinovia e al corrispettivo restringimento del canale in cui si trovano a passare i due tendini. Tale restringimento, provoca dunque una limitazione per lo scorrimento dei tendini, che dunque frizionano l’un sul l’atro provocando la sensazione dolorosa tipica della patologia. Ovviamente questo porta ad una serie di limitazione nei movimenti, specie quelli più complessi e che pongono sotto sforzo il soggetto colpito.

 

Le principali cause che possono portare allo sviluppo di questa infiammazione sono rappresentate da: predisposizione individuale, sovraccarichi improvvisi o patologie reumatiche preesistenti. Inoltre è importante notare, anche dal punto di vista epidemiologico, come la suddetta patologia interessi soprattutto le persone che svolgono attività che prevedano l’uso sistematico e meccanico dei due tendini coinvolti. Per fare alcuni esempi si possono citare coloro che utilizzano spesso il mouse, la tastiera, le mamme che svolgono attività domestiche pesanti, il settore della sartoria per quanto concerne il cucito.

Il quadro sintomatologico prevede in prima istanza il dolore, determinato come già detto dalla frizione dei tendini causata dal restringimento della sinovia. Altri sintomi che completano il quadro possono includere spostamento del dolore anche al pollice e all’avambraccio nonchè la raccolta di liquido con conseguente tumefazione dolorante in corrispondenza del polso. Quest’ultima manifestazione sintomatica è piuttosto importante, dato che, in caso di ritardo nel trattamento, con il tempo si può incorrere nell’erosione dei tendini (tendinosi).

 

La diagnosi della sindrome di De Quervain è essenzialmente di tipo sintomatico, individuando il dolore nella zona carpale. Tuttavia per una diagnosi corretta è sufficiente l’esecuzione del test di Finklestein: a manovra consiste nel chiudere la mano a pugno, serrare le dita lunghe attorno al pollice e flettere il polso verso il mignolo. Nel soggetto affetto dalla sindrome di De Quervain, infatti, i movimenti del pollice sono difficoltosi a causa del dolore intenso, che risulta acuito quando si inclina il polso. Infine l’esame ecografico, va ad evidenziare meglio i rapporti tra tendini e guaina e con il supporto doppler è possibile osservare una eventuale raccolta liquida.

Per quanto concerne la terapia, questa inizialmente si basa su un trattamento di tipo conservativo, ossia riposo e utilizzo di farmaci antinfiammatori non steroidei. Nel caso in cui i sintomi non regrediscano si ricorre all’utilizzo di corticosteroidi per infiltrazione. Nei casi invece assai gravi, in cui la sintomatologia oltre a permanere, si fa più accentuata e seria, si ricorre generalmente all’utilizzo della chirurgia attraverso la puleggiotomia. Questa tecnica consiste nell’incisione della guaina, al fine di permettere il corretto scivolamento dei tendini. L’intervento è sisolutivo e pertanto la prognosi molto buona. È importante una precoce diagnosi, nonchè trattamento della patologia che, in caso di avanzamento può portare ad una rizoatrosi a livello del pollice.

 

-ToTo

 

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