Con il termine Sexsomnia o sleep sex  coniato per la prima volta nel 2003 da Shapiro, Trajanovic e Fedoroff, tre studiosi dell’Università di Toronto, si intende un disturbo del sonno, classificato dal DSM-5(Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali) come parasonnia non-REM con comportamento sessuale correlato a sonnambulismo.

Epidemiologicamente si ritiene che l’1% della popolazione ne sia colpita, per quanto concerne i soggetti adulti.

Innanzitutto è bene precisare che si definisce parasonnia, prototipo della quale è il sonnambulismo, l’attivazione nel sonno di quei sistemi fisiologici, generalmente attivi durante la veglia. In questo specifico caso, accade che i soggetti colpiti da tale disturbo, hanno dei veri e propri episodi sessuali, a volte anche violenti o praticano la masturbazione durante la fase N-REM del sonno. Inoltre, il comportamento sessuale viene a verificarsi nelle prime ore del sonno, in diverse forme, fin anche ad atti di violenza sessuale, dopo i quali il soggetto non ricorda nulla( amnesia sessuale). Le persone con sexsomnia sono affette frequentemente da altre parasonnie, quali il sonnambulismo, i risvegli confusionali, i terrori notturni.

le fasi del sonno

La stragrande maggioranza dei disturbi del sonno, comprese le parasonnie, vengono a manifestarsi fin dalla prima infanzia e o si risolvono in età adolescenziale o continuano poi in età adulta. I fattori complici della frammentazione del sonno possono essere influenti e causare questa parasonnia in adulti particolarmente suscettibili. Tra i fattori più comuni ci sono: lo stress, l’alcool, l’apnea notturna, traumi di natura psicologica, la privazione del sonno e anche l’utilizzo di particolari farmaci come ad esempio gli antidepressivi serotoninergici.

In alcuni recenti processi, soggetti accusati di violenza sessuale, sono stati assolti proprio perchè affetti da sexsomnia. Questo, accaduto ad esempio in Inghilterra e in Canada trova giustificazione nel fatto che  i soggetti, pur compiendo atti a sfondo erotico nei confronti del partner nonchè di un qualsiasi compagno di letto, non sono consapevoli delle loro azioni in quel determinato istante e per questo non sono ritenuti legalmente responsabili del fatto.

Ad oggi tale disturbo è stato registrato anche in Italia, presso il Centro di Malattie del sonno, alle Molinette di Torino. Lo stesso direttore del centro Cicolin, ha affermato come in caso di parasonnia, venendo ad essere spente tutte le aree associative cerebrali che regolano tramite la volontà determinati impulsi, il soggetto tenderà a rispondere a quella determinata esigenza, attivatasi durante le ore di sonno, proprio in virtù dell’impossibilità di controllare suddetti impulsi attraverso la propria volontà.

-ToTo

 

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