La SCOLIOSI è una deviazione laterale e permanente della colonna vertebrale associata alla rotazione dei corpi vertebrali, che condiziona il profilo sagittale del rachide. La scoliosi va nettamente differenziata dall’ATTEGGIAMENTO SCOLIOTICO è caratterizzato da una deviazione laterale che può essere corretta. Innanzitutto è fondamentale differenziare un PARAMORFISMO da un DISMORFISMO.                                                   Un paramorfismo  è un atteggiamento che non prevede una deformità delle strutture osteo-muscolo-legamentose (assenza di alterazione morfologica-strutturale) correggibile volontariamente come:

  • Atteggiamento scoliotico
  • Atteggiamento cifotico
  • Dorso curvo
  • Iperlordosi

( il dorso curvo giovanile è un atteggiamento cifotico )

DISMORFISMO : alterazione morfologica che prevede una deformità delle strutture osteo-muscolo-legamentose, non correggibile volontariamente.

  • Scoliosi
  • Cifosi strutturata (si parla di cifosi “strutturata” perché la cifosi è anche fisiologica)

Quindi la differenza principale è l’assenza o la presenza della modifica di una struttura.

Come tutti gli atteggiamenti, se la causa è nota, si risolve eliminando la causa.

CAUSE

Le cause dell’atteggiamento scoliotico possono essere:

ACCORCIAMENTO DI UN ARTO

Bisogna distinguere tra:

ETEROMETRIA : differenza di lunghezza degli arti inferiori, si misura all’apice superiore della testa del femore

DISMETRIA : differenza di altezza della cresta iliaca, si misura all’apice della cresta iliaca

Se è presente un’eterometria, sarà sempre presente una dismetria del bacino? No: ad esempio si può avere una ipoplasia di una cresta iliaca dal lato opposto alla gamba più corta, e in questo caso, se l’ipoplasia è importante, posso anche avere una dismetria con minus a sinistra e eterometria con gamba destra più corta. Quindi non è detto che tutte le volte che ho un’eterometria ho anche una dismetria; è chiaro che molto spesso se ho un’eterometria ho anche una dismetria. In bambini in età evolutiva, la differenza di lunghezza degli arti fino a 1cm NON si corregge mai, anche se è presente un minimo di ripercussione sulla colonna. La differenza di lunghezza degli arti NON causa la scoliosi.

DOLORE

Il dolore può causare un atteggiamento scoliotico per l’assunzione di posture antalgiche: ci sarà una contrattura muscolare da un lato e una detenzione dall’altro.

POSIZIONI SCOMPOSTE PROLUNGATE NEL TEMPO

Autisti, insegnanti, studenti possono assumere posture viziate che favoriscono la comparsa di atteggiamenti scoliotici e cifotici.

Nessuna correlazione tra scoliosi e atteggiamento scoliotico!                                                                                                   Il rapporto è invece assolutamente diretto tra un atteggiamento cifotico e una cifosi strutturata. Se l’atteggiamento cifotico non viene rieducato, il soggetto diventa cifotico. Ma la scoliosi non ha nessun rapporto con l’atteggiamento scoliotico (non è vero che lo zaino fa venire la scoliosi, non è vero che la postura scorretta fa venire la scoliosi, ecc..). La scoliosi inoltre non porta dolore.

La caratteristica importante della scoliosi è la rotazione: non c’è nessun atteggiamento scoliotico capace di far ruotare una vertebra su sé stessa.

 CLASSIFICAZIONI

La classificazione della scoliosi può essere effettuata In base all’eziopatogenesi (classificazione di Stagnara):

  1. Idiopatiche (da causa sconosciuta) rappresentano più dell’80% delle scoliosi. Stagnara non conosceva le cause e pensò quindi di classificarle a seconda di quando si presentano:
  • Del lattante
  • Infantili
  • Giovanili (I, II, III)
  • Dell’adolescente

2. Da causa nota, 20% circa:

  • Congenite
  • Paralitiche
  • Affezioni motorie cerebrali
  • Neurofibromatosi
  • Malattie genetiche
  • Da cause diverse

3. In base all’epoca di insorgenza (classificazione di Stagnara)

  • Idiopatiche
  • Congenite
  • Acquisite, che non riguardano l’età evolutiva, sono le cosiddette scoliosi dell’adulto.

Tra queste rientrano:

  • Scoliosi de novo, cioè scoliosi nate nell’età adulta, che possono determinarsi per patologie degenerative della colonna vertebrale, come nella spondiloartrosi,
  • Scoliosi dell’epoca giovanile che si è protratta anche nell’adulto.

4. In base al numero di curve:

  • Singola
  • Doppia
  • Più di due curve

5. In base alla deviazione angolare (angolo della curva):

  • <20°
  • Tra 20 e 40°
  • >40°

6. In base alla sede delle curve:

  • Cervicali
  • Cervicotoracica
  • Toracica
  • Toracica e lombare
  • Toracolombare
  • Lombare
  • Lombosacrale
  • Doppie, due curve che possono essere anche distanti

FAMILIARITÀ

Abbiamo da sempre assistito al fatto che nelle famiglie dove c’erano ragazzine con la scoliosi, puntualmente c’era qualcun altro che l’aveva avuta, quindi c’è una familiarità.

J.M. Robert ,  studiò  una popolazione molto ampia di scoliotici,  calcolandola secondo le seguenti percentuali:

2% se affetto parente di secondo grado

30% se portatore è un genitore

50% se sono scoliotici padre e madre

Se sono scoliotici padre madre e sorella maggiore, la sorella minore ha al 100% una scoliosi

Questi dati hanno portato ad un’ipotesi genetica, che J.M. Robert nel 1978 chiamò genopatia scoliosante.

FATTORI PROGNOSTICI

  • Età di insorgenza: minore è l’età di insorgenza, maggiore sarà la gravità della scoliosi
  • Sede della curva: più gravi scoliosi dorsali per le ragioni suddette, a seguire dorso-lombari e lombari
  • Deviazione angolare: una scoliosi di 30° sarà più grave di una scoliosi di 15°
  • Curva sagittale
  • Risser

Fattore di Harrington: si ottiene dividendo i gradi della curva per il numero di vertebre che comprende la curva (es. 30°/5 vertebre = 6; 30 °/10 vertebre =3). Il fattore di Harrington più alto è più grave perché vuol dire che ci sono poche vertebre coinvolte, e quando sono poche vertebre la curva è più peggiorativa nello sviluppo di quando ci sono più vertebre.

DIAGNOSI

  • Anamnesi familiarità
  • Evolutività
  • Età di comparsa
  • Equilibrio del bacino
  • Eterometria
  • Scapole allineate
  • Curve
  • Prominenza scapolare
  • Asimmetria delle spalle
  • Asimmetria dei triangoli della taglia
  • Sbandamento dell’asse occipito-sacro

Il gibbo presente nella scoliosi si valuta facendo flettere il soggetto in avanti, si può anche misurare col gibbometro. Se non c’è il gibbo non c’è scoliosi.

RADIOGRAFIA

Esame radiografico: rachide in toto in ortostatismo davanti e di lato su lastra quadrettata. La radiografia viene fatta sempre, sia se si ha un dubbio, sia se si vuole classificare la scoliosi.                                                                                                                    Con la radiografia si valuta:

Rotazione: metodo di Nash e Moe

Paragoniamo la forma della vertebra al viso: la linea centrale verticale, cioè la spinosa della vertebra, è il naso e i peduncoli sono gli occhi.

Il peduncolo è il tratto che collega la parte posteriore della vertebra al tratto anteriore, è di forma cilindrica. Visto in radiografia, è un ovale che ha una zona più densa (corticale) e una zona meno densa (spongiosa).

Se la vertebra è perfettamente centrata i peduncoli sono ortogonali al raggio x, se invece la vertebra comincia a ruotare il peduncolo si sposta, e il raggio non lo prende più in maniera ortogonale.

La rotazione ha 4 gradi: se il peduncolo è spostato di poco la rotazione è 1; se il peduncolo sta sul bordo della vertebra (rotazione di 30-40°) la rotazione è 2; se il peduncolo non viene più preso dal raggio la rotazione è 3; quando sembra ortogonale il peduncolo dell’altro lato (rotazione della vertebra oltre 90°) la rotazione è massima ed è 4.

Età ossea: segno di Risser

Il Risser è il grado di ossificazione della cartilagine di accrescimento della cresta iliaca.

L’ossificazione compare con il menarca. Fino ai 10-12 anni l’ossificazione è 0, quando l’ossificazione è completata il Risser è di grado 5. In genere ci vogliono 4 anni e mezzo ad ossificarsi, quindi più o meno ogni anno ossifica di un grado.

Sviluppo dei nuclei di ossificazione delle creste iliache:

0: non c’è il nucleo di ossificazione

1: la copertura è comparsa all’altezza delle SIAS

2: ha raggiunto la metà circa della cresta iliaca

3: ricopre interamente la cresta iliaca

4: la fusione ha avuto inizio dall’interno

5: la fusione epifisaria è completa su tutto l’arco

Dopo il raggiungimento della maturità dello scheletro (Risser 5), l’evoluzione della curva della scoliosi si arresta. Fino a risser 2 il rischio di peggioramento è del 50%, dopo Risser 2 il rischio si riduce al 20%.

L’angolo di Cobb che rappresenta l’angolo della curva. Si calcola tracciando la parallela alla vertebra più inclinata superiore e la parallela alla vertebra più inclinata inferiore. Le perpendicolari a queste due parallelesottendono l’angolo di Cobb.

INDICAZIONI TERAPEUTICHE

Secondo Stagnara una scoliosi inferiori ai 20° non viene trattata, tra 20 e 40° applicazione di corsetti o i gessi, oltre i 40° intervento chirurgico. Col passare degli anni si è visto che questa classificazione era insufficiente, bisognava aggiungere qualche livello:

  • Tra 5 e 15°
  • Tra 15 e 30° à corsetti
  • Tra 30 e 45° à gessi
  • Maggiore di 45-50° à intervento chirurgico

 TRATTAMENTO INCRUENTO

Per angoli compresi tra i 15 ed i 45 gradi si effettua un trattamento incruento che ha lo scopo di fermare o rallentare l’evoluzione della curva.

Esistono diverse soluzioni terapeutiche incruente adattabili alla gravità della situazione; dalla chinesiterapia alle elettrostimolazioni selettive della muscolatura paravertebrale.

Per le situazioni più gravi si utilizzano corsetti di vario tipo (Milwaukee, gessati, Lionese, Boston,ecc), che hanno però lo svantaggio di limitare i movimenti e di essere molto scomodi per il paziente.

TRATTAMENTO CHIRURGICO

Ha lo scopo di bloccare la deformità impedendone l’evoluzione evitando così complicazioni respiratorie o neurologiche.

Tuttavia in seguito al trattamento chirurgico si ha la perdita del movimento e per questo tale pratica viene utilizzata solo nei casi più gravi (oltre i 45°).

In generale il trattamento chirurgico si attua ad accrescimento vertebrale ultimato (15-17 anni) per evitare che l’artrodesi interferisca con l’accrescimento osseo.  L’uso di un corsetto gessato può rappresentare una valida terapia nei casi in cui l’accrescimento osseo debba ancora terminare. Il corsetto gessato viene altresì utilizzato in seguito al trattamento chirurgico per immobilizzare temporaneamente il rachide.

ATTIVITÀ FISICA 

L’ attività fisica nella scoliosi ha lo scopo di  prevenire e correggere quelli che sono gli atteggiamenti e le patologie dell’apparato osteo-articolare e locomotore. Un’errata postura crea nei soggetti squilibrio di tono e di adattamento tra i gruppi muscolari con conseguente errato allineamento dei segmenti articolari modificando così i rapporti biomeccanici tra di loro

Creare attraverso l’attività fisica un corsetto neuro-muscolare offre un maggiore controllo ed una migliore stabilità della colonna
L’attività fisica è particolarmente indicata nei casi di scoliosi lieve o moderata.

Quando si parla di scoliosi è sbagliato considerare il nuoto come mezzo di prevenzione e cura. Alla luce delle conoscenze attuali gli sport di carico hanno infatti effetti benefici di gran lunga superiori al nuoto. In particolari situazioni tale sport può risultare addirittura controproducente.

Evitare le attività agonistiche “mobilizzanti” perché rendono la colonna più flessibile, quindi più facilmente deformabile

  • Ginnastica artistica
  • Ginnastica ritmica
  • Danza classica
  • Nuoto

Per combattere la scoliosi occorre pertanto scegliere sport di carico che non prevedano mobilizzazioni eccessive della colonna vertebrale. Ancor più indicata risulta la pratica della cosiddetta “ginnastica posturale “sotto la supervisione di un medico o fisioterapista.

Dott. Annunziata Giuseppe                                                                                              Fisioterapista

In Scienza e Coscienza.

 

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