La scarlattina è l’unica malattia esantematica dell’infanzia causata da un batterio, uno streptococco. Si configura un quadro di scarlattina quando, oltre alle manifestazioni streptococciche che colpiscono la mucosa orale, si manifesta un esantema. Un bambino su 10 di età compresa fra 5 e 15 anni colto dalla faringite streptococcica sviluppa la scarlattina.
L’80% dei casi di scarlattina riguarda i bambini sotto i 10 anni; femmine e maschi sono colpiti con la medesima probabilità.
La scarlattina è un’infezione causata da un batterio, lo Streptococco Beta Emolitico di Gruppo A (Streptococcus piogenes, SBEGA).
Questo agente microbico produce una proteina tossica (tossina eritrogenica) responsabile di un’eruzione cutanea dal colore tipicamente rosso (da cui il nome scarlattina).

Come avviene il contagio?

La scarlattina è una patologia contagiosa, anche se in maniera meno spiccata rispetto alle altre malattie esantematiche dell’infanzia, come il morbillo.
La scarlattina si trasmette prevalentemente per via aerea attraverso la saliva. Tuttavia, essendo causata da un batterio molto resistente alle condizioni ambientali, resiste a lungo su stoviglie, libri e sui giocattoli dei bambini. Esiste, pertanto, un rischio di:
• trasmissione diretta: attraverso le goccioline di saliva che i pazienti emettono con tosse e starnuti e mentre parlano (aerosol respiratorio)
• trasmissione indiretta: attraverso lo scambio di asciugamani, vestiti e altri oggetti.

 



Per evitare il contagio, risultano dunque utili:
• isolamento: tenere separati gli oggetti del piccolo paziente da quelli del resto della famiglia;
• igiene: lavare gli oggetti usati dal piccolo paziente accuratamente con acqua e sapone dopo l’uso; è anche importante il lavaggio frequente ed accurato delle mani, sia del bambino sia di chi lo assiste;
• fazzoletti usa e getta: il paziente deve tossire e starnutire in un fazzoletto usa e getta, da eliminare subito dopo l’utilizzo.
Il paziente è contagioso da 1-2 giorni prima della comparsa dell’esantema e continua ad esserlo fino a 24-48 ore dalla somministrazione della prima dose della terapia antibiotica.
Non esiste un vaccino per la prevenzione della scarlattina, la cui acquisizione non produce immunizzazione definitiva. L’esistenza di diversi ceppi di Streptococcus piogenesapre alla possibilità di nuovi episodi infettivi.

Diagnosi 

La scarlattina viene diagnosticata essenzialmente sulla base dell’osservazione clinica. La forma ed il colore dell’esantema rappresentano parametri che attribuiscono riconoscibilità alla patologia.
La conferma avviene attraverso l’esame del sangue, con la rilevazione di:
• emocromo: che evidenzia un aumento del numero dei globuli bianchi (leucocitosi), segno che è in atto un’infezione batterica;
• indici di flogosi: VES e PCR, indici generici di infiammazione in atto, sono alterati in caso di infezione da streptococchi.
In caso di sospetta scarlattina, è possibile anche eseguire un tampone faringeo per ottenere una diagnosi differenziale. Le malattie esantematiche con cui la scarlattina può essere confusa, sono il morbillo, la rosolia, la quinta malattia e la sesta malattia.

Sintomatologia 

Lo Streptococcus piogenes è responsabile dello sfogo che compare nella gola del paziente (faringite o angina faringea) e che presenta le seguenti caratteristiche
• dolore di gola: il mal di gola è intenso e provoca difficoltà nella deglutizione
• enantema: rivestimento biancastro della mucosa del cavo orale che si estende alle tonsille (costituisce l’esantema delle mucose).
• ipertrofia tonsillare: le tonsille appaiono gonfie
• febbre: la febbre è alta e raggiunge i 39-40°C, mantenendosi per 3-5 giorni
• brividi
• cefalea
• dolori muscolari
• nausea e/o vomito
• dolore addominale

 

Entro 12-48 ore dall’esordio del mal di gola, fa la sua comparsa l’esantema, che ha precise caratteristiche. E’:
• scarlatto: compare in prima istanza in corrispondenza del viso ed ha colore rosso scarlatto ad eccezione della zona di naso, bocca e mento, che appaiono pallidi, mettendo in ancora maggiore evidenza l’eczema;
• a farfalla;
• ruvido;
• progressivamente globale.
L’esantema è causato dagli effetti della tossina prodotta dal batterio, che genera effetti di intensità variabile nei diversi pazienti che ne sono colpiti, diversamente sensibili ad essa.. Il fenomeno di sfaldamento della cute interessata dalla manifestazione della scarlattina (desquamazione furfuracea diffusa) può protrarsi fino a 10-14 giorni ed essere accompagnata da prurito.

Terapia 

La scarlattina è una patologia originata da un batterio per cui esistono terapie antibiotiche appropriate.
Il ciclo di antibiotici dura normalmente 10 giorni.

La terapia di prima scelta è l’associazione di amoxicillina e acido clavulanico.

Se la febbre supera i 38,5°C, è possibile somministrare antipiretici (come il paracetamolo)per abbassare la temperatura.
Il dolore alla gola può causare difficoltà di deglutizione e dunque impedire la normale alimentazione. In questo caso, può essere utile offrire ai piccoli cibi morbidi o, nei casi peggiori, una dieta liquida. Come in tutte le patologie accompagnate da febbre, per evitare la disidratazione è necessario assicurarsi che il bambino assuma la quantità necessaria di liquidi.

Poiché l’eczema streptococcico può essere accompagnato da prurito, in particolare nella fase desquamativa, occorre tenere le unghie dei bambini ben corte ed arrotondate. Se il piccolo si graffiasse nel tentativo di dare sollievo al sintomo, potrebbe infatti causare la super infezione dell’esantema.
La scarlattina non è una malattia pericolosa, ma normalmente indebolisce il paziente. Il piccolo affetto da questa malattia ha bisogno di riposo.

In Scienze e Coscienza.

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