E’ un evento tanto raro quanto drammatico e a contribuire alla sua drammaticità sono la modalità con la quale colpisce e soprattutto i soggetti che va a colpire; di fatto, quest’ombra fatale colpisce proprio laddove non te lo aspetteresti mai, ovvero nei giovani (spesso giovani atleti apparentemente in buona salute), causandone in molti casi il decesso, in un modo assolutamente inaspettato.

Secondo una stima effettuata nel 2013, in Italia ogni anno circa 1000 atleti con età inferiore ai 40 anni sono colpiti da questa terribile condizione, con una prevalenza nel sesso maschile di 2:1; tra di essi, una vittima celebre è Davide Astori, calciatore stroncato all’età di 31 anni nel marzo scorso.

Pertanto, è proprio per il suo carattere drammatico ed altamente impattante per la società, che la morte cardiaca improvvisa (MCI) pur essendo una condizione rara, risulta un tema di fondamentale importanza ed interesse.

Risultati immagini per morte cardiaca improvvisaAlla base della MCI vi è un ventaglio di cause che si possono riassumere nel seguente elenco:

  • Cardiomiopatie e canalopatie ereditabili e acquisite, come la cardiomiopatia ipertrofica, la cardiomiopatia dilatativa, la sindrome del QT lungo e  la sindrome di Brugada (principali responsabili delle MCI nei giovani sportivi);
  • Cardiopatie congenite strutturali, disfunzioni ventricolari associate a cicatrizzazione, ipertrofia e fibrosi;
  • Traumi toracici, anche noti come “commotio cordis”;
  • Utilizzo di farmaci, come farmaci stimolanti per il disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD).

Tra i sintomi principali che possono fare pensare ad un quadro di MCI vi sono palpitazioni (percezioni accentuate del proprio battito cardiaco), dolore toracico, dispnea (fame d’aria) sincope (perdita di coscienza) e convulsioni. Utile rammentare che in presenza dei sopracitati sintomi risulta doveroso rivolgersi al proprio medico o, nel caso di urgenza/emergenza, direttamente al Pronto Soccorso più vicino.

Recandosi in ospedale per un accertamento, di fatto, verrà eseguita una serie di procedure utile a definire eventuali cause che potrebbero portare alla MCI, come:

  • Esami ematochimici (ricerca di enzimi cardiaci specifici, conta elettrolitica);
  • Elettrocardiogramma (ECG, RX torace);
  • Monitoraggio dei parametri vitali (pressione arteriosa, frequenza cardiaca, frequenza respiratoria, saturazione parziale di ossigeno);
  • Esami di imaging (ecocardiografia);
  • Altri esami specialistici (coronarografie).

Risultati immagini per prevenzione arresto cardiacoE’ doveroso ricordare, seguendo il nobile adagio “prevenire è meglio di curare”, che vi sono alcuni fattori di rischio facilitanti l’instaurazione di condizioni che possono sfociare con l’evento MCI e tra di essi si sottolineano: Fumo di sigaretta, Ipertensione, Ipercolesterolemia, Obesità, Diabete, Vita sedentaria, Abuso di alcol.

Inoltre, per il medesimo motivo, molti hanno proposto alcuni programmi di screening per la popolazione generale ed anche, a livello più specifico, per sottopopolazioni ad alto rischio, come appunto quella di giovani sportivi. Questi programmi prevedono prevalentemente test di ECG, ECG da sforzo e la raccolta di una accurata anamnesi del soggetto; laddove il riscontro del rischio fosse positivo per aritmie cardiache ereditarie, il test viene esteso anche ai familiari del soggetto indagato, aumentando così il potere diagnostico.

Per quanto concerne le persone identificate con un alto rischio di MCI risulta, inoltre, consigliabile considerare l’impianto di un defibrillatore interno (MCI), utile nella prevenzione primaria dell’evento fatale.

Risultati immagini per catena della sopravvivenzaIn ogni caso, se vi dovesse essere la malaugurata condizione di arresto cardiaco in atto è importante attuare tutta quella che è la catena della sopravvivenza ed iniziare una RCP precoce; a tal fine può essere utile consultare le linee guida per RCP. Importante è anche che vangano diffusi sempre in misura maggiore dei defibrillatori DAE, in modo tale che essi siano disponibili ovunque nel minor tempo possibile.

In conclusione, la gestione della condizione di morte cardiaca improvvisa nei soggetti giovani, siano essi atleti o meno, deve anzitutto considerare una maggiore e attenta prevenzione dei rischi associati a tale condizione e ciò può avvenire soltanto con un approfondimento e maggiore sviluppo di programmi di screening e di educazione per la popolazione. Inoltre è utile la registrazione metodica di tutti gli eventi di MCI osservati, in modo tale da instaurare una fonte di dati utile ad una gestione proattiva della problematica.

 

Se vi interessa, potete approfondire qui

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