La chirurgia robotica esiste e consente al chirurgo di praticare un intervento manovrando, a distanza, un robot non autonomo, ma che riesce ad eseguire manovre comandate.

Potrebbe essere confusa con la chirurgia mininvasiva ma, rispetto a quest’ultima, presenta una differenza fondamentale: il chirurgo opera lontano dal tavolo operatorio, dietro una consolle dotata di monitor, dalla quale comanda i bracci del robot.
Il primo robot chirurgico messo in commercio fu il Da Vinci, in onore del maestro Leonardo Da Vinci, prodotto in America dalla Intuitive Surgical.
Il robot Da Vinci è attualmente utilizzato anche in gran parte dell’Italia, principalmente nella chirurgia generale, ginecologica e urologica.

Il robot Da Vinci è composto principalmente da due parti:

  • quella che esegue materialmente l’intervento sul paziente ed è composta da 4 bracci, su 3 dei quali vengono montati strumenti come bisturi, forbici, bovie o strumenti di elettrocauterizzazione. Sul quarto braccio è montata una telecamera che consente al chirurgo di avere una visuale tridimensionale del campo operatorio attraverso un monitor.
Foto tratta da Robotiko.it
  • una consolle di controllo lontana dal tavolo operatorio (generalmente in un altra stanza) dotata di monitor, dietro la quale il chirurgo rimane seduto ed osserva il campo operatorio in 3D tramite due mirini e guida i 4 bracci del robot con due pedali e due controlli manuali.
Foto tratta da Robotiko.it

Clicca qui per vedere il video che mostra come funziona il robot.

Ma quali sono i vantaggi e gli svantaggi?

Si potrebbe scrivere un elenco infinito di vantaggi riguardo alla chirurgia robotica ma i principali sono:

  • riduzione dei tempi di degenza;
  • cicatrici molto più piccole;
  • riduzione delle infezioni del sito chirurgico;
  • minore dolore post-operatorio;
  • minore perdite ematiche e quindi trasfusioni;
  • migliore recupero funzionale in caso di prostatectomia (intervento più svolto dal robot).

Gli svantaggi sono pochi:

  • costi elevati;
  • apprendimento lento da parte dei chirurghi.

In Italia l’utilizzo del robot Da Vinci si è fortemente sviluppato negli ultimi anni, così come in Francia, Stati Uniti, Germania e Spagna; inoltre il nostro Paese può vantare anche un importante centro di formazione.
A Grosseto infatti, si trova uno dei centri di formazione più importanti sia a livello nazionale che internazionale: la Scuola Internazionale di chirurgia robotica dell’Ospedale Misericordia, che forma chirurghi provenienti da tutto il mondo.

In futuro si può ipotizzare di fare ricorso al robot per effettuare interventi di chirurgia robotica a distanza di chilometri, da una parte all’altra della Terra.

– Mattia Manzo

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