La quinta malattia, è una delle malattie esantematiche più comuni dell’infanzia. È conosciuta con questo nome perché è stata la quinta malattia esantematica ad essere identificata e studiata.
Si tratta di un’infezione virale benigna causata da Parvovirus B19.
La quinta malattia colpisce prevalentemente bambini e ragazzi di età compresa fra 5 e 15 anni ed è generalmente seguita da una rapida guarigione senza complicazioni.
La quinta malattia è diffusa in tutto il mondo e colpisce maschi e femmine senza differenze statistiche significative.
La quinta malattia è stata descritta per la prima volta in Inghilterra nel XVII secolo. All’epoca si credeva fosse una delle manifestazioni della rosolia (rubeola sine catarro).
La sua identificazione come malattia esantematica indipendente avvenne solo alla fine dell’800, ad opera del microbiologo tedesco Theodor Escherich.

Trasmissione e prevenzione della quinta malattia

La quinta malattia è altamente contagiosa e si trasmette principalmente per via aerea attraverso la saliva ed il muco che vengono emessi in caso di tosse e starnuti (evenienza o anche semplicemente parlando.
In una famiglia in cui un membro ha la quinta malattia, gli altri elementi (se non hanno contratto in precedenza questa patologia esantematica) hanno il 50% delle probabilità di svilupparla.

 

Il paziente non è più contagioso al momento della comparsa dell’eruzione cutanea; pertanto può anche fare il suo ritorno a scuola, se le sue condizioni generali sono buone. La prevenzione della quinta malattia è difficile, perché la contagiosità subentra prima che appaiano i sintomi che ne permettono la diagnosi. Pur essendoci dei segni prodromici, infatti, questi sono aspecifici.
Uno degli strumenti di protezione più efficaci è rappresentato dal lavaggio frequente delle mani con acqua calda e sapone. E’ utile anche non scambiare posate, bicchieri, oggetti di vario tipo (che possono risultare contaminati) ed utilizzare fazzoletti usa e getta da eliminare immediatamente dopo l’uso.
Non esiste un vaccino contro la quinta malattia.

La malattia residua, nella maggior parte dei casi, in un’immunità permanente: questo significa che, una volta contratta l’infezione, non è più possibile ripetere, nemmeno a distanza di tempo, la malattia.
Non esiste obbligo di notifica per la quinta malattia.

Diagnosi 

La diagnosi della quinta malattia è clinica e si basa sull’osservazione dell’esantema facciale. Per le sue caratteristiche, l’eritema della quinta malattia può essere confuso con altre malattie esantematiche (come morbillo e rosolia), La conferma della diagnosi clinica può essere ottenuta tramite l’esecuzione di un esame del sangue per la ricerca degli anticorpi specifici contro il Parvovirus B19. 

Sintomatologia 

Normalmente i sintomi della quinta malattia sono molto simili a quelli di un’influenza o della manifestazione di un virus parainfluenzale, tanto che questa patologia viene frequentemente confusa con i disturbi da raffreddamento stagionali. I sintomi iniziali, che durano da 7 a 10 giorni, configurano la fase prodromica, non sempre distinguibile, e sono:
• febbre: il rialzo termico è generalmente relativamente limitato, la febbre non supera i 38°C
• raffreddore: accompagnato da abbondante rinorrea (naso che cola)
• cefalea
• linfoadenopatia: ingrossamento dei linfonodi
• malessere e stanchezza

Esantema

Successivamente alla fase prodromica, compare l’esantema. Il termine esantema deriva dal greco ἐξανθέω, che significa sbocciare e si riferisce alla “fioritura” dell’eruzione cutanea.
L’esantema della quinta malattia comporta un intenso arrossamento delle guance, che è responsabile del suo aspetto a guance schiaffeggiate.

 

L’esantema scompare generalmente entro 7-10 giorni (più spesso entro i primi 4), ma può protrarsi, fra miglioramenti e riesacerbazioni, anche diverse settimane (terza fase). La risoluzione si verifica senza desquamazione.
L’eruzione cutanea “a guance schiaffeggiate” compare con maggiore probabilità statistica nei bambini di età inferiore ai 10 anni.
L’esantema tende a protrarsi più a lungo e a recidivare se il paziente viene esposto al sole, a forti escursioni termiche, se effettua esercizio fisico o è soggetto a stress.

Terapia 

Non esiste un trattamento specifico per la quinta malattia, ma solo una cura di supporto. Nel caso non si appartenga ad una delle categorie di pazienti a rischio è consigliata semplicemente l’assunzione di:
• antipiretici (ad esempio il paracetamolo): in caso la febbre superi i 38,5°C
• antistaminici (per uso sistemico o topico)
• lozioni emollienti: è possibile applicare prodotti lenitivi per dare sollievo al prurito. In questo caso il farmacista può essere d’aiuto per consigliare la lozione o crema più adatta .
Al paziente affetto da quinta malattia è consigliato riposo e abbondante consumo di liquidi. Soprattutto i pazienti più piccoli, devono essere invitati spesso a bere e continuare con la loro abituale alimentazione.
Nei casi gravi, in cui la quinta malattia colpisce pazienti con deficit del sistema immunitario, la terapia prevede la somministrazione di immunoglobuline specifiche dirette contro il virus e di trasfusioni di sangue.

In Scienza e Coscienza.

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