Forse non ci abbiamo mai fatto caso o semplicemente non ci siamo mai chiesti il perché ma ogni volta che andiamo a fare un prelievo, le infermiere possono scegliere fra una varietà di provette apparentemente tutte uguali ma con il tappo di colore diverso. Ma che significato hanno i vari colori? Perché scegliere una provetta con il tappo viola piuttosto che celeste?

Come avrete intuito, la scelta del colore del tappo della provetta è tutt’altro che casuale e viene fatta a seconda del tipo di esame che dovrà essere effettuato sul nostro sangue. Ogni prelievo, infatti, è eseguito secondo procedure standard ed è indispensabile perché il campione sia idoneo scegliere l’anticoagulante giusto, che non vada ad interferire con il dosaggio degli analiti.

provette colorate
tratta da http://en.wikipedia.org.

 La tavola dei colori ci consente di associare in maniera molto facile ogni tappo ad uno specifico anticoagulante. Nonostante vi siano differenze fra i vari ospedali, a livello mondiale si sta cercando di uniformare il più possibile il criterio d’interpretazione, per evitare di formare ogni volta il personale sanitario.

Vediamo insieme quali sono i colori che indicano gli anticoagulanti più comuni:

TAPPO ROSSO/GIALLO – NO ANTICOAGULANTE: le provette con questo tappo sono destinate ad essere utilizzate per esami sierologici. Queste provette infatti contengono al loro interno microparticelle di silice che attivano la coagulazione nel momento in cui la provetta viene invertita, dopo il prelievo. Su questo tipo di campione possiamo dosare una vastità di analiti: enzimi epatici, ormoni tiroidei, titolo anticorpale.  Non può essere utilizzato per i test di coagulazione, dal momento che il sangue ha già formato un coagulo e quindi i fattori di coagulazione sono già stati “consumati”.

TAPPO VIOLA – EDTA (acido etilendiaminotetracetico): l’EDTA è in grado di sequestrare gli ioni Calcio, formando con esso dei sali insolubili: l’impossibilità di utilizzare gli ioni Calcio blocca la cascata coagulativa. Questa provetta può essere usata direttamente sugli analizzatori automatici per eseguire l’esame emocromocitometrico (conta dei globuli bianchi, globuli rossi, piastrine). L’EDTA infatti non altera la morfologia delle cellule del sangue ed entro 3 ore dal prelievo si può usare il campione anche per effettuare degli strisci di sangue da osservare al microscopio ottico.

TAPPO AZZURRO – SODIO CITRATO: anche questo anticoagulante, come l’EDTA, sequestra gli ioni Calcio. Il sangue trattato con sodio citrato viene utilizzato per la determinazione della VES (esame che misura la velocità con cui i globuli rossi si depositano sul fondo, separandosi dal plasma), per lo studio dei fattori di coagulazione (fibrinogeno, PT, APTT) e per la determinazione della funzionalità piastrinica. E’ anche l’anticoagulante che viene utilizzato per il sangue delle trasfusioni.

TAPPO GRIGIO – FLUORURO DI SODIO: questo anticoagulante, oltre a sequestrare gli ioni Calcio, è una sostanza che stabilizza la concentrazione di glucosio nel sangue, inibendo la glicolisi. Per questo motivo usato nel momento in cui è necessario determinare la glicemia sul campione.

TAPPO VERDE – EPARINA: l’eparina, al contrario degli altri anticoagulanti, non agisce sugli ioni Calcio ma impedisce la formazione di trombina e fibrina. E’ un anticoagulante “naturale” dal momento che è presente a bassi livelli sia nel sangue che nei tessuti. L’eparina viene utilizzata per le determinazioni plasmatiche nel laboratorio di biochimica clinica. Non può essere però usato per l’esame emocromocitometrico dal momento che altera la morfologia delle cellule del sangue e provoca aggregazione piastrinica.

Grazie mille Beatrice. Questa è una condivisione davvero curiosa che mi ha molto colpito.