Con il termine Parassitismo si intende una forma di associazione tra due organismi di specie diversa in cui uno sarà definito “individuo parassita” ed andrà a sfruttare l’altro individuo che sarà definito “individuo ospite”.

Cosa succede? Il parassita, non essendo in grado di sintentizzare autonomamente le sostante nutritive di cui ha bisogno, sfrutta le capacità dell’ospite, andando a sottrarle al suo fabbisogno.

Possiamo riconoscere due fondamentali tipi di parassitismo:

ENDOPARASSITISMO ed ECTOPARASSITISMO la differenza sta nel fatto che, mentre nel primo (l’endoparassitismo) il parassita vive all’interno dell’ospite ed è fornito di tutte le strutture necessarie per sopravviverci (Es. Tenia Solium), nel secondo (l’ectoparassitismo) accade l’opposto cioè che il parassita vive all’esterno dell’ospite (Es. Zecca).

Anche la specie umana può andare incontro a diverse forme di parassitismo, quella che mi ha colpita di più è la PARASSITOSI CEREBRALE.

I parassiti cerebrali più diffusi e del quale oggi vorrei parlarvi sono:

  • Tenia
  • Toxoplasma Gondii
  • Loa Loa
  • Naegleria fowleri ( detta anche “ameba mangia-cervello”)

TENIA

La tenia appartiene alla classe Cestodia del Phylum Platelminti (vermi piatti).

Tenia con proglottide il evidenza
Tenia con proglottide il evidenza

La maggior parte delle tenie adulte sono formate da una lunga serie di unità ripetitive dette PROGLOTTIDI, ognuna delle quali contiene uno o due set di apparati riproduttori completi.

Le tenie adulte vivono in ambienti molto stabili come il tratto digerente dei vertebrati che è, appunto, soggetto a scarse variazioni ambientali e riesce così a mantenere l’omeostasi del verme stesso.

Tra le tenie ritroviamo un importante parassita dell’uomo che è la TENIA SOLIUM, detta anche “verme solitario”; questa nel suo ciclo vitale avrà come ospite intermedio il maiale.

tenia solium
Tenia Solium
(blog.educastur.es)

La trasmissione all’uomo avviene tramite il consumo di carne suina, dal momento che le larve si stabiliscono a livello dei muscoli e delle ossa dell’ospite. L’adulto raggiunge i 2-7 cm di lunghezza e le proglottidi mature spesso liberano le oncosfere (larva fornita di sei uncini) prima ancora di lasciare l’intestino dell’uomo.

Quando le larve si schiudono, si muovono attraverso la parete intestinale entrando nel sistema circolatorio e venendo così distribuite in tutto il corpo, in questo modo riescono ad incistarsi nel tessuto umano causando così una infestazione che prende il nome di CISTICERCOSI, questa può risultare fatale se le larve raggiungono il cervello ed in questo caso si parlerà di NEUROCISTICERCOSI questa patologia, in particolare, darà un’encefalite ed altri sintomi neurologici quali convulsioni, idrocefalo e difetti motori da compressione del midollo spinale.

proglottide
la struttura del proglottide
(blogspot.com)

TOXOPLASMA GONDII

Toxoplasma gondii è un microrganismo che compie il suo ciclo vitale all’interno delle cellule dell’ospite, può infettare moltissime specie animali e può essere trasmesso sia attraverso l’alimentazione diretta con carne infetta, o venendo a contatto con feci di animali infetti.

toxoplasma gondii
Toxoplasma gondii
(nationalgeographic.com)

Il ciclo vitale del Toxoplasma comprende due fasi: una sessuata ed una asessuata;

in quella sessuata l’animale ingerisce il parassita attraverso le carni di altri animali infetti, questo arrivato nell’intestino trova l’ambiente ottimale per proliferare e libera gli sporozoiti che aderiscono all’intestino e liberano oocisti che in seguito verranno espulse tramite le feci.

oocisti toxoplasma gondii
oocisti di toxoplasma
(blogspot.com)

Nella seconda fase, quella asessuata, il parassita penetra all’interno dell’instestino dell’animale infetto, perfora la barriera intestinale e grazie ai macrofagi presenti nel torrente circolatoriio, che non lo riconscono come patogeno, viene veicolato e riesce ad infettare tessuto muscolare e nervoso.

Si è notato che la presenza di questi parassiti nel cervello dell’ospite fa si che questo modifichi il suo normale comportamento. È stato fatto l’esempio del topolino che una volta infetto perde la sua paura nei confronti del gatto, anzi si è visto che risulta attratto dalle sue urine aumentando così la possibilità di essere predato e riattivare il ciclo riproduttivo del parassita.

LOA LOA

L’infezioni causata da questo, un nematode conosciuto come “verme dell’occhio”,

estrazione loa loa (twimg.com)
estrazione loa loa (twimg.com)

prende il nome di FILARIASI; la trasmissione avviene tramite mosche ematofoghe che fungono così da vettore per il parassita. Allo stadio larvale si infiltrano nel corpo dell’ospite tramite una ferita e da li si stabiliscono nel tessuto sottocutaneo, di cui si ciberanno.

All’interno del corpo umano le larve si riproducono e danno vita a microfilarie che si stabiliscono nell’area vicina al cervello.

La presenza nel sottocutaneo del parassita porta prurito, artite, danni neurologici e cecità.

La terapia è data da farmaci antielmintici che andranno ad eliminare le microfilarie, mentre i nematodi adulti potranno essere eliminati soltanto per via chirurgica.

NAEGLERIA FOWLERI

Parassita che vive nell’acqua, nell’uomo causa MENINGOENCEFALITE AMEBICA PRIMARIA (detta anche PAM) che, se mal diagnosticata, può portare alla morte del paziente.

Neagleria fowleri (informaizionimediche.com)
Neagleria fowleri (informaizionimediche.com)

Il parassita si infiltra nelle cavità nasali dell’ospite risale il nervo olfattivo per giungere al cervello e cibarsi dei neuroni.

A questo proposito vorrei raccontarvi la storia che mi ha portato a scirvere questo articolo, la storia di una ragazzina, Kali Hardig, che è stata salvata da questa infezione grazie ad un intervento chirurgico.

Nel 2013 al Centro di prevenzione e controllo delle malattie di Little Rock (Arkansas, USA) è stato diagnosticato il secondo caso scientifico, riguardante Naegleria Fowleri.

testa naegleria
“testa” di Neagleria fowleri
(blogspot.com)

La paziente in questione, Kali, si era immersa in acque contaminate dal parassita; essendo questa una malattiaaltamente degenerativa i primi sintomi si sono manifestati a partire da 7gg dall’infezione e comprendevano : febbre, nausea, vomito, mal di testa, perdita dell’equilibrio, perdita di peso, allucinazioni e confusioni.Kali è stata, prontamente, sottoposta a terapia con farmaci sperimentali che l’hanno prima condotta in uno stato di “coma pilotato” per permettere di effettuare la delicata operazione di neurochirurgia per eliminare il parassita ma che purtroppo ha comportato anche l’asportazione di materia cerebrale già divorata da Naegleria, di conseguenza i danni al cervello sono stati evidenti.

Naegleria-fowleri danni da parassitosi cerebrale
Danni da parassitosi cerebrale

Nonostante ciò, la cura sembra aver funzionato: Kali è tornata a respirare senza l’ausilio dei macchinari ed è in grado di scrivere il suo nome e rispondere alle domande, ma non riesce ancora a parlare. Dagli ultimi esami il suo organismo risulta privo del parassita. Le parole del Dott. Sanjiv Pasala, che ha avuto in cura la bimba, sono state:“Abbiamo eliminato il parassita dal suo corpo, ma far tornare a posto il cervello è la parte più difficile”

 

2 Commenti

    • Ciao Giuseppe, credo che l’unica forma di prevenzione sia quella di evitare che il parassita possa completare il suo ciclo di crescita all’interno del nostro corpo e l’unico modo per farlo è non trovarsi nelle varie situazioni che sono descritte nell’articolo (immergersi in acque contaminate, ingerire carni di animali affetti dai parassiti) e anche mantenere una perfetta igiene personale. Nel caso in cui si dovesse andare incontro ad una parassitosi, la soluzione sarebbe una cura con degli antiparassitari per cercare di debellare il parassita. Ovviamente io parlo da semplice studentessa di medicina, quindi il mio consiglio è sempre quello di rivolgersi al proprio medico curante. Grazie per aver letto l’articolo, mi fa piacere che abbia scatenato la tua curiosità.

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