Camminare sotto la pioggia, fare un bagno caldo in una fredda sera di inverno, fare una nuotata al mare in Agosto, andare in palestra a fare una bella sudata. Tutti momenti abbastanza comuni nella vita di ciascuno di noi, ma che purtroppo per qualcun altro si rivelano essere una vera e propria tragedia. Infatti, per quasi trenta persone al mondo, tutte queste situazioni sono in grado di scatenare una fastidiosissima reazione cutanea nota come orticaria acquagenica, causata, appunto, dal solo contatto dell’acqua con la propria pelle.

L’orticaria acquagenica è un particolare tipo di orticaria fisica, ovvero di quel gruppo eterogeneo di manifestazioni orticariformi causate da agenti fisici esogeni sulla pelle (microtraumatismi, pressione, vibrazioni, variazioni di temperatura). È una condizione molto rara (in letteratura medica sono stati riportati circa 50 casi) che fu descritta per la prima volta nel 1964 da due dermatologi americani, Shelley e Rawnsley.

Tipica reazione orticariforme

Come tutte le reazioni orticariformi si caratterizza per l’insorgenza di prurito molto intenso associato alla comparsa di piccoli pomfi di qualche millimetro dopo pochi minuti dall’esposizione all’acqua, che poi regrediscono nel giro di poche ore. Inizialmente si pensò che la reazione potesse dipendere da particolari componenti chimici presenti nell’acqua delle tubature come sodio e cloro. Tuttavia, l’acquisizione di casi clinici in cui le reazioni erano indotte da acqua piovana o dal sudore stesso del paziente, ha fatto cadere questa ipotesi. Infatti tutti i tipi di acqua sono in grado di scatenare una reazione in questi soggetti, a prescindere dalla composizione e dalla temperatura.

 

Mastociti attivati

Le cause di questa patologia non sono ancora chiare, sebbene vi sia senza dubbio alla base un meccanismo comune a tutte le orticarie che vede i mastociti come attori principali della manifestazione. Queste cellule producono e immagazzinano istamina, sostanza responsabile da un lato dei fenomeni di vasodilatazione e aumento della permeabilità vascolare che determinano la comparsa dei pomfi, e dall’altro della sensibilizzazione delle terminazioni sensitive periferiche che determina il prurito. Quello che ancora non è chiaro è il meccanismo attraverso il quale l’acqua e i liquidi in generale possano determinare la degranulazione mastocitaria, e quindi il rilascio di istamina, negli individui affetti da orticaria acquagenica. Infatti, per questa patologia non è corretto parlare di allergia, dal momento che non vi è l’entrata in gioco degli anticorpi della classe IgE, fondamentali nell’innesco della reazione allergica. Va infatti ricordato che negli individui affetti da orticaria acquagenica i livelli di IgE sieriche sono normali o poco elevati.

Purtroppo ad oggi non vi sono terapie molto efficaci nel trattamento di questa condizione. Nei pochi casi diagnosticati si è optato per i trattamenti classici contro le orticarie fisiche, basati fondamentalmente sull’utilizzo di antistaminici per via generale o su trattamenti topici a base di capsacinoidi.

-Elle-

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