Iniziamo con una piccola curiosità: a dispetto di quanto si possa pensare, nel nostro organismo esistono delle zone, dette neurogene, in cui i nostri neuroni possono rigenerarsi e proliferare. Sono tre: il giro dentato dell’ippocampo, la zona subventricolare e, non da ultimo, il bulbo olfattivo.

Foto tratta da Studio Tanzariello

Il nervo olfattivo è in stretta associazione anatomo-funzionale con quella parte del sistema nervoso definita “sistema limbico”, implicato nella gestione delle emozioni primordiali, del comportamento emotivo e nella memoria a breve termine, su cui, l’olfatto, ha un impatto di primaria importanza. L’olfatto è un tipo di sensibilità speciale mediato da chemocettori, che sono una specie di recettori olfattori, localizzati a livello dell’omonima mucosa, sita nel tetto delle cavità nasali. Il tetto delle cavità nasali è, infatti, costituito da una struttura bucherellata, cribriforme, detta per tale motivo “lamina cribrosa”, facente parte dell’etmoide. I fori di cui quest’ultima è costituita servono per il passaggio degli assoni dei neuroni bipolari che costituiscono la mucosa olfattoria. Questi possiedono un ciglio apicale, sensibile a stimoli odorosi, che si disciolgono in un film muco-ciliare ed un prolungamento centrifugo, l’assone. Più assoni derivanti da più neuroni bipolari costituiscono il nervo olfattivo.

 

Foto tratta da Artlab

Durante alcuni incidenti, il cosiddetto colpo di frusta, con scivolamento del prosencefalo in avanti, causa la recisione di questi assoni, con conseguente “anosmia”, ovvero incapacità nel percepire gli odori.

 

Il nervo olfattivo presenta, inizialmente, dei rigonfiamenti che prendono il nome di bulbi olfattivi, mostrati anche nell’immagine in testa. Questi ultimi si allungano a formare delle strie longitudinali note come “tratti olfattivi”, e al termine di queste ultime, quasi come un busto dotato di due gambe, il tratto si divide in una stria mediale ed in una stria laterale. Prima di questa biforcazione, però, il tratto si slarga, formando un trigono olfattivo, rispettivamente sia a destra che a sinistra. Tali strutture si trovano medialmente rispetto alla corteccia orbito-frontale.
Gli assoni che compongono il nervo olfattivo non hanno un nucleo di relay talamico specifico, ma prendono contatto con le aree rinencefaliche, con l’amigdala, con l’ipotalamo, con l’ippocampo, con la corteccia permiamigdaloidea, ossia con quella parte dilatata della porzione mesiale(cioè più vicina alla linea mediana) del lobo temporale, l’uncus.

Foto tratta da Il Messaggero

Alcuni credono che l’olfatto, almeno in tempi antichi, e grazie all’ausilio di un organo vestigiale come quello “vomeronasale”, rivestisse un ruolo fondamentale nella sfera sessuale.

La ricezione olfattiva di particolari sostanze chimiche note come feromoni, dei semiosegnali, potesse indurre reazioni fisiologico-comportamentali non solo nell’animale, ma anche nell’uomo, generando interesse sessuale o regolando e influenzando il ciclo mestruale, nel caso della donna.

-Erk

Nell’immagine in rilievo: sulla sinistra, potete osservare i bulbi olfattivi, e sulla destra, gli omonimi tratti.

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