E’ possibile morire dal ridere?


Ebbene si! Le “morti da risata” si sono registrate sin dai tempi dell’Antica Grecia e ancora oggi ve ne sono degli episodi in tutto il mondo!
C’è chi dice che ridere possa allungare la vita addirittura di diversi anni! La risata è una delle nostre risposte emozionali basilari: per noi ridere è naturale come respirare.
La risata, come ormai scientificamente dimostrato, ha un potente e positivo effetto su salute e benessere fisico, emozionale e sociale. Guarisce e rinnova il corpo umano e la mente e funziona velocemente, in maniera affidabile.
E’ scientificamente provato che la risata:
– Migliora il sistema immunitario: ridere migliora il meccanismo di difesa naturale del corpo, aumentando il numero di immunoglobuline e cellule T nell’organismo;
-Riduce il rischio di malattie al cuore: ridere espande le parenti interne delle arterie, che aumentano la capacità del sangue di scorrere nel corpo;
– Fa diminuire lo stress: ridere riduce immediatamente i livelli degli ormoni dello stress, come cortisolo, adrenalina e dopamina e aumenta la produzione di serotonina e endorfine, che riducono gli effetti dello stress;
– Può aiutare come un leggero antidepressivo: la risata aumenta la produzione di serotonina, un naturale anti-depressivo. La risata, inoltre, lavora come un’effettiva distrazione dalle cose che causano ansia e rabbia;
– Costruisce la resilienza: l’abilità di ridere, o almeno sorridere, quando i tempi si fanno difficili, è il modo migliore per ridurre stress e ansia. La risata ci aiuta a focalizzarci sulla soluzione e a raggiungere maggiori risultati;
– È contagiosa: ridere non solo solleva il nostro spirito, ma anche lo spirito di coloro che ci circondano. Le persone felici sollevano lo spirito di coloro che le circondano.

Esiste addirittura una Terapia della Risata: sappiamo infatti che ridere aiuta a superare situazioni difficili, anche di salute.
Un esempio spesso citato è quello di Norman Cousins, giornalista e ricercatore della facoltà di Medicina dell’UCLA (USA), che curò la propria malattia utilizzando anche gli effetti del ridere. Con la terapia della risata si sta attivando un nuovo ramo della psicologia sociale, dove si cerca di promuovere degli interventi per migliorare la salute individuale e collettiva.

Ridere ci rende felici! Anche se, come dimostrato da fonti scientifiche, c’è soltanto un sorriso che attiva il centro della felicità nel cervello ed è il “Sorriso Duchenne”, (così chiamato dal nome del neurologo francese Guillaume Benjamin Amand Duchenne, 1806-1875) che per anni ha studiato i muscoli facciali coinvolti nel sorriso. Egli ha dimostrato che quando le labbra si inarcano leggermente in su e si formano delle borse sotto gli occhi, si registra una maggiore attività nella regione corticale della parte sinistra anteriore del cervello, area in cui si trovano i centri delle emozioni felici. Infatti, è stato scoperto che un sorriso annoiato, un sorriso cinico o un sorriso basato sulle umiliazioni subite da altri, non migliorano l’umore.

Ma come accade per molte altre cose in natura, non bisogna mai abusarne: una risata molto forte e duratura puó portare infatti a sincope, ad aritmie, provocare a chi soffre di asma un attacco, slogare mascelle o, nei casi peggiori, si possono verificare danni al cuore ed ictus.
La morte da risata fa riferimento ad un raro caso di morte, solitamente derivante da arresto cardiaco o asfissia, causati da un eccesso di risate. Naturalmente, esiste una netta distinzione tra risate benigne e patologie che possono causare la “morte da risata”. Per esempio, risate patologiche possono essere causate dall’ infarto del ponte di Varolio (comunemente detto ponte: è la parte anatomica dell’encefalo, posizionata nel tronco encefalico rostralmente al bulbo e caudalmente al mesencefalo) e del midollo allungato (definito anche bulbo, è la parte più in basso del tronco cerebrale, il quale è composto anche dal ponte e dal mesencefalo).

Esistono diverse tipologie di risate patologiche:
1. il Riso spastico: è una manifestazione dell’incontinenza e della labilità emotiva. Il paziente ride in maniera irrefrenabile e improvvisa, in risposta a stimoli ambientali inadeguati e cioè in modo incongruo rispetto al contesto (la persona, ad esempio, ride in risposta ad una notizia triste per poi passare subito al pianto);
2. il Riso Sardonico: consiste in uno spasmo dei muscoli facciali che sembra produrre un sorriso, ma in realtà, la persona che lo manifesta non sta ridendo. E’ tipico nei pazienti che contraggono il tetano;
3. le Crisi Gelastiche: raro tipo di crisi epilettiche parziali. E’ una risata improvvisa non generata da uno stimolo emozionale e può essere accompagnata da disturbi del sistema nervoso autonomo e/o da alterazioni dello stato di coscienza. Spesso tali crisi possono essere causate da malformazioni benigne nell’area ipotalamica;
4. la Risata “killer”: consiste in una crisi di riso continuo ed intenso che deriva dal mancato controllo da parte della persona che non riesce ad interrompere la risata. La persona colpita non riesce a smettere di ridere fino allo svenimento. La sincope che ne deriva è legata, probabilmente, ad alterazione dei meccanismi che regolano la pressione arteriosa.

La categoria piú a rischio é quella dei cardiopatici visto che ridere (come per molte altre attivitá) fa aumentare il battito cardiaco e, questo, puó portare ad un infarto. Le risate possono causare atonia (perdita della condizione di continua leggera contrazione dei muscoli, detta tono muscolare) e lipotimia (sensazione di improvvisa debolezza che non comporta la completa perdita della coscienza: esistono altre definizioni di lipotimia come breve e parziale perdita dello stato di coscienza con o senza sintomi neurovegetativi).

Dunque è vero! Si può morir dal ridere e, per questo, non bisogna eccedere nella risata ma, come diceva Charlie Chaplin: “Un giorno senza un sorriso è un giorno perso”!

MgF

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