Siamo abituati a pensare che a minare la nostra salute sia sempre qualcosa di esterno a noi, un virus, un batterio o comunque un qualcosa che attacchi il nostro organismo. Ma cosa succede quando a farci stare male è  il nostro stesso organismo, che attacca sé stesso?

In condizioni normali il nostro sistema immunitario (costituito dai vari anticorpi e dai globuli bianchi) ci difende dalle sostanze dannose ed estranee come ad esempio i virus, i batteri e le cellule cancerogene. Nei pazienti con malattie autoimmuni invece esso non è in grado di distinguere fra i tessuti sani e quelli estranei e inizia perciò a combattere sé stesso. Queste malattie possono colpire diversi organi e tessuti e quasi sempre vengono trattate a livello specifico a seconda della zona interessata. Tra queste annoveriamo: la Sclerosi Multipla, il Diabete giovanile, l’Artrite reumatoide, la Tiroidite di Hashimoto e molte altre. In questo articolo, però, si vuole parlare di una, forse, tra le meno note: il Lupus.

Il Lupus è una malattia autoimmune cronica nella quale il sistema immunitario produce autoanticorpi che attaccano cellule e tessuti sani, compresi quelli della pelle, delle articolazioni, del cuore, dei polmoni, dei reni e del cervello. Mentre l’eziologia esatta del Lupus non è chiara, la malattia può essere innescata da alcuni fattori ambientali, come l’esposizione alla luce solare, lo stress e il fumo. La gravidanza è anche un fattore scatenante comune per la condizione tra le donne. Poiché il lupus è più comune tra le donne durante gli anni di gravidanza, i ricercatori ipotizzano che l’estrogeno ormone femminile possa avere un ruolo nello sviluppo della malattia.

Esistono molte forme diverse di Lupus.

Il Lupus Eritematoso Sistemico (LES) è il più comune e rappresenta circa il 70% di tutti i casi. Nel LES, qualsiasi parte del corpo può essere colpita, anche se circa l’80% dei casi coinvolge maggiormente la pelle. I sintomi di LES includono dolore al petto, mancanza di respiro, dolori muscolari, affaticamento, febbre, perdita di capelli, ulcere alla bocca, sensibilità alla luce, anemia ed eritema cutaneo (più comunemente un rash a forma di farfalla che attraversa le guance e il ponte del naso). Altre forme di Lupus includono il Lupus Eritematoso Cutaneo, che è limitato alla pelle, e il Lupus Eritematoso indotto da farmaci, che può essere attivato appunto da alcuni farmaci, tra cui l’idralazina e la procainamide. I sintomi di quest’ultimo tipo di Lupus sono simili a quelli del LES, sebbene gli organi principali siano raramente colpiti.

La maggior parte delle persone con Lupus spesso sperimenta “riacutizzazioni”, in cui i sintomi peggiorano per un periodo di tempo prima di migliorare o scomparire completamente. Le complicanze del Lupus dipendono da quale parte del corpo sia interessata. Gli individui con infiammazione nel cervello, ad esempio, possono avvertire mal di testa, problemi di memoria e confusione e sono a maggior rischio di ictus. Il Lupus può causare gravi danni ai reni; circa il 40% delle persone con Lupus sperimentano complicazioni renali e questa è una delle principali cause di morte tra le persone con questa condizione. L’infiammazione dei vasi sanguigni, nota come vasculite, o l’infiammazione del cuore aumenta anche il rischio di infarto e di malattie cardiovascolari per le persone che hanno il Lupus; nello specifico, le persone con Lupus hanno il doppio delle probabilità di sviluppare malattie cardiovascolari rispetto a quelle senza la condizione. Gli individui con Lupus sono anche più suscettibili alle infezioni perché la malattia e i suoi trattamenti possono indebolire il sistema immunitario. Le infezioni del tratto respiratorio, le infezioni del tratto urinario, le infezioni da salmonella, herpes, herpes zoster e lievito sono tra le più comuni.

Il lupus è spesso chiamato anche “grande imitatore” poiché i sintomi della malattia sono molto simili ad altre condizioni; secondo l’indagine “UNVEIL” del 2014, condotta dalla Lupus Foundation of America e da Eli Lilly, occorrono in media 6 anni per una persona affetta da Lupus per ricevere una diagnosi dal momento in cui i sintomi si presentano per la prima volta. Inoltre, il sondaggio ha rivelato che il 66% delle persone con Lupus ha riferito di essere stato diagnosticato erroneamente, mentre più della metà di questi partecipanti ha riferito di aver visto almeno quattro operatori sanitari prima di essere stato diagnosticato con precisione. Ciò che rende la diagnosi più difficile è che non esiste un singolo test per identificare la malattia. Il Lupus è comunemente identificato attraverso una combinazione di esami del sangue e delle urine, esame fisico e biopsie. Gli esami del sangue possono essere condotti per determinare se un paziente abbia o meno un basso numero di globuli bianchi o di piastrine, o bassi livelli di emoglobina. Il test degli anticorpi antinucleari (ANA) è un altro modo in cui i medici possono diagnosticare il Lupus. La maggior parte delle persone con lupus risulta positiva per ANA, sebbene un risultato positivo non sia un indicatore definitivo della condizione; test ANA positivi possono verificarsi in circa il 5-10% delle donne sane. Possono essere effettuati test delle urine per identificare un aumento dei livelli proteici o dei globuli rossi, che può essere un segno che il Lupus stia colpendo i reni. Un medico può anche eseguire una biopsia della pelle o dei reni per diagnosticare il Lupus. I campioni sono visualizzati al microscopio e valutati per i cambiamenti che possono indicare la presenza della malattia.

Non esiste una cura per il lupus, ma c’è una serie di trattamenti che possono aiutare a gestire la condizione. Tali trattamenti mirano a prevenire le riacutizzazioni, alleviare i sintomi e ridurre i danni agli organi e altre complicanze.

  • I FANS come l’aspirina sono un trattamento comune per il Lupus. Alcuni farmaci comuni per i casi lievi di Lupus includono farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) e corticosteroidi, che possono ridurre il dolore e il gonfiore nei muscoli e nelle articolazioni e farmaci antimalarici, che possono aiutare a curare dolori articolari, eruzioni cutanee, affaticamento e infiammazione polmonare.
  • Per i casi più gravi di Lupus, un medico può raccomandare l’uso di farmaci immunosoppressivi o chemioterapia. Questi trattamenti agiscono frenando il sistema immunitario al fine di prevenire danni agli organi.

Circa l’80-90% delle persone trattate per Lupus, che non minaccia gli organi principali, hanno la stessa durata di vita di individui privi di Lupus. Tuttavia, non vi è dubbio che vi sia la necessità di strategie diagnostiche e terapeutiche più efficaci per il Lupus, e i ricercatori stanno lavorando sodo per identificarle. L’anno scorso, ad esempio, il Medical News Today ha riportato uno studio condotto da ricercatori dell’Università dell’Alabama di Birmingham che ha descritto la scoperta di una proteina immunitaria chiamata “recettore Fc” che influenza lo sviluppo della malattia, così come per la sclerosi multipla (SM). Secondo i ricercatori, il recettore Fc regola la produzione di anticorpi prodotti dal sistema immunitario che attaccano gli invasori estranei nel corpo. Il team ha scoperto che questo recettore è mutato in persone con Lupus e sclerosi multipla, causando una sovrapproduzione di anticorpi e un attacco a tessuti sani.

Il Lupus è senza dubbio una malattia difficile con cui convivere. Anche se i trattamenti attuali possono aiutare ad alleviare alcuni sintomi, ci sono giorni in cui può essere difficile anche semplicemente alzarsi dal letto. Ma nonsono solo i sintomi fisici che possono rendere la vita quotidiana difficile per le persone con Lupus; la malattia può avere anche un impatto negativo sulla salute mentale. L’indagine UNVEIL ha rivelato che circa il 90% delle persone con Lupus provano ansia a causa della condizione e circa l’85% si sente depresso. Il Lupus può far sentire una persona stanca e debole, costringendola anche a ritirarsi dalle attività sociali.

Mentre si stanno compiendo sforzi per trovare nuovi modi per diagnosticare e curare il Lupus, c’è un fattore che continua a ostacolare i progressi: mancanza di consapevolezza e di conoscenza della malattia. Come accennato in uno studio, oltre il 70% delle persone negli Stati Uniti di età compresa tra 18 e 34 anni non ha mai sentito parlare di lupus o non ne sa nulla a parte il nome. In risposta a questa mancanza di consapevolezza, è stata istituita una campagna KNOW LUPUS per aumentare la conoscenza pubblica della malattia negli Stati Uniti, e ogni anno, il maggio è dichiarato Mese nazionale di sensibilizzazione al Lupus. Si spera che campagne come queste aiuteranno ad educare le persone su quella che è una malattia potenzialmente devastante e che alla fine possano portare alla sua definitiva sconfitta.

 

Se volete, potete approfondire qui.

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