I disturbi legati al sonno, come difficoltà ad addomentarsi, risvegli notturni o sonnolenza diurna affliggono quasi la metà della popolazione generale, attestando valori pari a circa il 40%; inoltre, tali disordini, creano diverse spiacevoli conseguenze tra le quali senso di spossatezza, alterazioni delle capacità cognitive e umore depresso portando ad una sostanziale insoddisfazione e abbassamento della qualità di vita di chi ne soffre. E’, peraltro, scientificamente dimostrato che tutto ciò è associato ad una aumentata mortalità (maggiore tasso di diabete, obesità, ictus, ipertensione), ad un maggiore tasso di disturbi cognitivi e psichiatrici.

Nello specifico, secondo la National Sleep Foundation (2002), quasi la metà dei giovani adulti con un’età compresa tra i 18 e i 29 anni, al risveglio dichiara di non sentirsi riposati e rigenerati e, molti di essi, sostengono di avere difficoltà ad addormentarsi con un senso di stanchezza ad accompagnarli lungo tutta la giornata.

Risultati immagini per fumoRisulta, pertanto, doveroso chiedersi che cosa sia a porre il rischio di soffrire di tali disturbi e la ricerca ha in questo senso già trovato delle risposte, tra le quali spicca la connessione tra fumo di sigaretta e disordine del modello di sonno. Ad esempio, uno studio, ha dimostrato che tra un numero di adolescenti che a 15 anni non soffriva di alcun disturbo, i soggetti che poi iniziavano a fumare, raggiunti i 19 anni evidenziavano un tasso maggiore di problemi della sfera del sonno.In particolare, poi, diversi fattori suggestivi di sonno disturbato sono presenti in misura maggiore in chi fuma, come il russare, il respirare in modo disordinato, la fatica ad addormentarsi, la frammentazione del sonno, l’ipersonnia, l’insonnia, la “sindrome delle gambe senza riposo”, il sonno non ristoratore e la sonnolenza diurna. Parallelamente, è invece dimostrato che la cessazione della dipendenza dal fumo apporta ad un miglioramento della qualità e dell’igiene del sonno.

Ma perché il fumo di sigaretta causa dei problemi del sonno?

Immagine correlataInnanzitutto, la nicotina, stimolando il rilascio di neurotrasmettitori a livello del sistema nervoso centrale influisce sul normale ritmo del sonno-veglia in quanto questo è strettamente regolato dai suddetti neurotrasmettitori; un’altra risposta è data dai disturbi notturni causati dall’abbassamento dei livelli di nicotina nell’organismo e dalla conseguente “crisi di astinenza”, che ha per l’appunto maggiore incidenza nelle ore notturne. Il problema qui in questione è, inoltre, amplificato durante la fascia compresa tra i 18 e i 25 anni, nella quale si assiste contemporaneamente a numerosi cambiamenti importanti e stressanti dello stile di vita (inizio del lavoro, trasferimento, matrimonio, famiglia, ecc) e ad una connessa maggiore suscettibilità al vizio del fumo. Uno studio condotto su una popolazione di giovani adulti ha, ad esempio, dimostrato come per ogni 25 sigarette fumate nell’ultimo mese, vi fosse un aumento dell’11% della probabilità di riportare una scarsa qualità del sonno. A fronte di risultati chiari sull’influenza della dipendenza da nicotina sulla qualità del sonno e dunque sulla generale qualità di vita, rimane comunque doveroso indagare il tema con ulteriori e più approfonditi studi.

Per concludere, oltre all’associazione diretta tra fumo di sigaretta e innumerevoli patologie riguardanti tutti gli apparati, esiste, e si dimostra non irrilevante, una connessione tra questo fattore di rischio e il sonno disturbato, connessione che non fa altro che rafforzare tutte le ricadute che il fumo già ha sulla salute dell’organismo umano.

In estrema sintesi, non fumate.

Se volete, potete approfondire qui.

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