Con il termine ustione si intende, per definizione, una lesione più o meno estesa della cute,e talvolta dei tessuti sottostanti, provocata da un agente termico, fisico o chimico. È dunque chiaro come, a seconda dell’ agente eziologico, le ustioni possano essere suddivise in:

  • Ustioni da calore: fiamme, liquidi, gas ed oggetti con temperature elevate causano lesione tissutale. Esistono anche le ustioni da freddo in cui a generare il danno sono proprio le temperature troppo rigide.
  • Ustioni da sostanze chimiche: provocate generalmente da acidi o basi forti. Il danno tissutale, seppur ridotto alla sola zona di contatto, si rivela particolarmente profondo.
  • Ustioni da elettricità: si sviluppano a causa del calore generato dalla corrente elettrica attraverso il corpo, tra il punto di ingresso e quello di uscita. In genere queste ustioni apparentemente risultano limitate, in realtà presentano però nei casi più gravi una profonda necrosi.
  • Ustioni da radiazioni: I principali responsabili sono i raggi ultravioletti o le radiazioni ionizzanti che possono provocare dopo l’esposizione alle stesse, ustioni di diversa entità.

La severità dell’ustione dipende dal grado di calore raggiunto, dalla durata del contatto e dall’area anatomica interessata.

Parliamo di ustioni di primo grado, quando la lesione si estende allo strato più superficiale della cute, ovvero l’epidermide. Si tratta quindi di piccole scottature che si manifestano con arrossamento, lieve tumefazione e bruciore locale. La funzione barriera della cute non viene abbattuta e la salute del paziente non è compromessa. Il tempo di guarigione è di pochi giorni, generalmente senza esiti cicatriziali. Un esempio di queste ustioni sono il contatto con solidi o liquidi bollenti, o l’eccessiva esposizione al sole.

Si parla, invece, di ustioni di secondo grado, quando viene ad essere interessato dalla lesione, anche il secondo strato della cute, il derma. In questo caso abbiamo anche la formazione di vescicole ripiene di liquido, le flittene, accompagnate da un dolore intenso Le ustioni di secondo grado possono ulteriormente essere suddivise in superficiali e profonde. Le prime tendono a guarire spontaneamente in 10-20 giorni, le seconde invece hanno un tempo di guarigione di gran lunga maggiore, circa un mese. Inoltre le ustioni profonde prevedono un controllo medico accurato, volto ad eliminare il pericolo di complicanze infettive, nonchè a rimuovere eventuale tessuto necrotico, che costituisce un ostacolo alla rigenerazione cellulare.

Le ustioni di massima gravità, sono rappresentate da quelle di terzo grado. Queste prevedono una lesione assai estesa e profonda fin anche agli strati adiposi e muscolari e, nei casi più gravi, a livello osseo. Dato l’interessamento delle terminazioni nervose, il dolore inizialmente può essere sottovalutato, ma la gravità resta comunque tale. Quando si manifestano queste particolari ustioni, che possono arrivare finanche alla carbonizzazione, con formazione di ampie zone necrotiche ( escare) si ritiene sempre necessario l’intervento chirurgico.

                Ma quando un ustione si ritiene tanto GRAVE da compromettere la persona in tutta la sua integrità sistemica? In questi casi qua:

  • sono complicate da lesioni del tratto respiratorio, da altre lesioni ai tessuti molli e da lesioni alle ossa.
  • Ustioni estese al volto, alle mani, ai piedi, in sede anale – genitale e alle articolazioni principali, alle vie respiratorie o al tratto digerente.
  • Ustioni con inalazione, da esplosione, elettriche e chimiche.
  • Ustioni di III grado che coinvolgono più del 10% della superficie corporea.
  • Ustioni di II grado che coinvolgono più del 25-30% della superficie corporea o del 18-20% nei bambini.
  • Quando l’estensione supera il 40% le possibilità di sopravvivenza si riducono sensibilmente.

Trattandosi di eventi per lo più accidentali, le ustioni, per lo meno quelle più gravi, non possono essere sempre prevenute. È dunque opportuno precisare cosa si può fare, nel caso in cui ci si trova di fronte ad un paziente ustionato:

  • È innanzitutto importante valutare la sicurezza per se stessi e per il paziente, portando quest’ultimo in una zona sicura lontana dalle fiamme. È inoltre importante eliminare l’agente ustionante dal corpo della persona colpita.
  • Se i vestiti della vittima stanno bruciando, evitare di far correre la vittima. Infatti il vento alimenta le fiamme anzichè estinguerle. Valutare inoltre se sia il caso o meno di rimuovere gli indumenti. Questi andrebbero rimossi il più velocemente possibile, ma nel caso in cui siano impregnati di liquido bollente e fortemente adesi alla cute, è sconsigliabile la rimozione, dato che questa potrebbe alimentare il danno tissutale.
  • Valutare l’estensione dell’ustione. Se questa è limitata, sciacquarla con acqua corrente, non troppo fredda, al fine di evitare ipotermia da parte del paziente. Se l’ustione è maggiormente estesa, in attesa dei soccorsi, sarebbe opportuno coprirla con tessuto umido sterile, preservando e monitorando anche gli altri parametri vitali del paziente.

Ad oggi, esistono centri per i grandi ustionati, altamente specializzati nel trattamento delle ustioni più gravi, nell’intervenire chirurgicamente e soprattutto nel preservare la salute del paziente in caso di danno d’organo. È dunque opportuno si conoscere le manovre di primo soccorso e di valutazione del processo lesivo in caso di ustioni, ma è ancora più importante agire tempestivamente nel chiamare i soccorsi affinchè i danni possano essere limitati o addirittura per evitare nei casi più gravi una prognosi nefasta.

-ToTo

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