Immaginare un futuro migliore è sempre possibile. Concretizzarlo è “l’altra faccia della medaglia” che sa stupire quando, finalmente, viene stretta fra le mani. E’ per questo che sono davvero felice di raccontarvi qualcosa riguardo il meraviglioso processo della Decellularizzazione.

Un cuore bianco, detto non a caso “fantasma”, è solo uno degli esempi che ci permettono di raccontare la bellezza di una procedura che già da diversi anni, facilita la degenza post-operatoria, successiva a trapianti di differente tipologia, limitando o annullando completamente la percentuale di rigetto dovuta a problematiche di incompatibilità immunologica tra donatore e ricevente. Com’è facilmente immaginabile, un traguardo di questo tipo rappresenta una pietra miliare nel campo della chirurgia poiché uno dei problemi più grandi, un fattore assai limitante, da associare ai trapianti, riguarda la possibilità di reperire un organo o una parte di esso, che possa essere compatibile con il ricevente.

Semplicisticamente, cercare di bypassare queste problematiche associate all’incompatibilità tra donatore e ricevente, significa trovare un modo, un mezzo, per evitare che degli antigeni chiamati not-self, cioè non propri del donatore, possano essere riconosciuti dal sistema immunitario del ricevente, determinando un possibile rigetto. Non a caso, tra le terapie di elezione per le persone trapiantate, sicuramente riscontriamo l’utilizzo necessario di farmaci immunosopressori che, come dice lo stesso termine, si occupano di sopprimere il sistema immunitario del ricevente, rendendolo “silente” ed evitando reazioni immunitarie sfavorevoli.

Per tutte queste ragioni, è ancora più emozionante parlare della Decellularizzazione, un trattamento che ad oggi viene soprattutto utilizzato per ottenere valvole cardiache utilizzabili per i trapianti e grazie al quale, a livello sperimentale, si cerca di trattare organi di importanza vitale come i cuori.

Cosa significa decellularizzare un organo o una parte di esso? 

Gli organi decellularizzati, come quello che potete osservare nella foto seguente, appaiono biancastri e la ragione è molto semplice: sono costituiti dalla sola Matrice Extra Cellulare privata o se preferite spoglia

Cuore decellularizzato
Foto tratta da Miromatrix

delle cellule tessutali specifiche dell’organo stesso, rimosse grazie ad una procedura che richiede diversi steps consequenziali; congelamento del campione, utile per lisare le cellule, utilizzo di enzimi e detergenti come l’SDS, sodio dodecil solfato, necessari sia per solubilizzare gli organelli cellulari che per garantire un completo distacco tra le cellule e la matrice. Quest’ultima, inoltre, deve essere necessariamente preservata e la ragione è molto semplice: rappresenta lo scaffold, le solide fondamenta, che verrà colonizzato dalle cellule di un ricevente che sarebbe il futuro trapiantato. E’ proprio questa la ragione per cui credo che la Decellularizzazione sia un processo straordinariamente interessante. Pensate, infatti, cosa potrebbe significare l’applicare queste conoscenze ad un mondo così variegato; quello dei trapianti.

In effetti, in questi anni, diversi istituti di ricerca si sono occupati di Decellularizzazione, cercando di applicare la metodica piuttosto che a singole downloadparti di un organo, ad organi interi, con risultati molto incoraggianti sebbene, ad oggi, alcuni limiti riscontrati sono da riferire sia alla difficoltà di far correttamente attecchire la cellule staminali colonizzanti lo scaffold decellularizzato, che a quella di permettere un differenziamento cellulare tale da garantire che l’organo risultate risulti completamente funzionante. Credo comunque che la Decellularizzazione rappresenti una delle scoperte più importanti degli ultimi decenni. Sono sicuro che il continuo lavoro sul perfezionamento di questa metodica, saprà donare in futuro la possibilità di regalare non solo una vita nuova ma anche la sicurezza di una prognosi favorevole ad ogni paziente.

4 Commenti

  1. Dicevo .. In Primis per il paziente…. Eviterebbe tutti gli effetti collaterali e debilitanti della terapia immunosoppressiva, tempi di ripresa post operatoria ridotti, miglior qualità di vita e le liste trapianti si smaltirebbero un po’ più velocemente. È per cose come questa che amo il corpo umano e la medicina, è tutto in continua evoluzione e non si smette mai di imparare. Ci da sempre sorprese nuove ?

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