Ti ricordi il serpente del mio ultimo articolo? Per fortuna alla fine era solo un tubo… ma la tua amigdala è entrata ugualmente in azione come interruttore della paura. Se te lo sei perso ti lascio il link dell’articolo completo QUI. In questo articolo parliamo ancora di amigdala, ma questa volta correlata alla creazione della memoria emotiva e introduciamo anche una nuova stazione del sistema limbico, l’ippocampo.

Quando viviamo un’esperienza molto significativa ne creiamo un ricordo che viene poi immagazzinato. Tale ricordo è formato da due parti: la componente dichiarativa e la componente emotiva.

La componente emotiva (che fa parte della memoria implicita o inconscia) viene registrata dall’amigdala. Essa permette di creare un ricordo inconscio delle emozioni e dei sentimenti provati in una determinata situazione. Tale ricordo non solo può essere rievocato, ma in un certo senso può essere anche rivissuto: ovvero si possono provare nuovamente le stesse sensazioni e andare incontro a modifiche di pressione sanguigna e respirazione, si impallidisce, viene incrementata la sudorazione, insomma si rivive “fisicamente” la stessa esperienza.

La componente dichiarativa invece viene creata dall’ippocampo. Esso elabora un ricordo sterile dell’esperienza, ovvero un ricordo oggettivo, conscio e spogliato di significato emotivo. L’ippocampo seleziona le esperienze da conservare e le invia a varie aree della corteccia (per esempio la temporale) dove vengono immagazzinate come memoria a lungo termine.

Per esempio, mettiamo il caso che tu sia stato morso da un cane: in quel momento hai provato paura oltre che dolore. Il tuo ippocampo ha registrato l’evento: in tale posto sono stato morso da un cane che abbaiava. La tua amigdala invece ha registrato: ho provato tanta paura, mi sono fatto male, il mio respiro era affannoso, il cuore batteva all’impazzata e via dicendo. Cosa potrebbe accadere in seguito? Se ti trovi nello stesso luogo dove sei stato aggredito, oppure se senti un cane abbaiare, la tua amigdala potrebbe scatenare di nuovo la stessa reazione (quindi tachicardia, iperventilazione, eccetera) anche se in quel momento non c’è una situazione di pericolo; in quel momento non hai nemmeno il tempo di rievocare il ricordo del cane che ti ha morso, ma quel luogo o l’abbaiare (quindi semplici elementi) scatenano inconsciamente l’evento.

A volte può capitare anche che una serie di emozioni si presentino senza riuscire a risalire all’evento scatenante. L‘ippocampo infatti è influenzato negativamente dai forti stress: gli ormoni surrenalici rilasciati in queste situazioni (per esempio il cortisolo) vanno a danneggiare i neuroni ippocampali, che letteralmente “raggrinziscono”: questo può impedire di creare un ricordo cosciente dell’evento. Lo stress invece sembra potenziare le funzioni dell’amigdala: è possibile quindi creare dei ricordi inconsci di ansia e paura di un evento traumatico (anche se non si ha un ricordo cosciente di tale evento). Questo è stato spesso osservato nei reduci di guerra, che possono soffrire di attacchi di ansia e paura anche se non hanno ricordi chiari ed espliciti dei traumi che hanno vissuto: dosi di stress così massicce possono infatti addirittura distruggere parte dell’ippocampo, come hanno dimostrato diversi studi effettuati su questi soggetti.

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