Lavarsi le mani è un gesto così automatico e naturale che sembra quasi impossibile pensare che in realtà sia stato “scoperto”.

Nel 1846 un medico di nome Ignaz Philipp Semmelweis portò a termine quello che oggigiorno può definirsi il primo studio epidemiologico.

Due erano cliniche per la maternità che si trovavano nell’ospedale viennese. La prima clinica aveva un tasso medio di mortalità materna del 10% circa, a causa di una febbre puerperale, mentre il tasso della seconda clinica era notevolmente inferiore, in media meno del 4%.

Semmelweis era perplesso dalla differenza di mortalità tra le due cliniche ma anche dal fatto che la febbre puerperale era rara tra le donne che partorivano in strada.
Inoltre le due cliniche funzionavano esattamente nello stesso modo la sola differenza era per le persone che ci lavoravano.

La prima clinica infatti forniva il servizio di insegnamento per gli studenti di medicina (comprendendo anche dissezioni su cadavere), mentre la seconda clinica era stata selezionata per la formazione delle sole ostetriche.

La svolta avvenne nel 1847, in seguito alla morte di un suo collega che si ferì accidentalmente con il bisturi di uno studente durante l’esecuzione di un’autopsia.
E l’autopsia dello stesso collega mostrò una patologia simile a quella delle donne che morivano di febbre puerperale.

Semmelweis allora capì che probabilmente la causa di tale infezione erano i medici stessi che dopo aver effettuato delle autopsie senza lavarsi le mani effettuavano le visite ginecologiche sulle partorienti.

Suggerì così si effettuare un lavaggio delle mani con del cloro cosa che cambiò immediatamente la sorte di quelle giovani madri, basti pensare che la percentuale delle morti passò dal 10% all’ 1,8% in meno di un anno.

Semmelweis aveva così scoperto l’importanza del lavaggio del mani concetto fondamentale e basilare oggigiorno in qualunque struttura ospedaliera e nella vita di tutti i giorni.

Se vi state domandando quali riconoscimenti vennero dati a Semmelweis la risposta è nessuno.
Proprio così! Il povero dottore ungherese morì a causa delle percosse che ricevette in un manicomio dove fu ricoverato dopo essersi dato all’alcolismo.

Tutto questo perché venne “ostracizzato” dai suoi colleghi la sua teoria infatti, nonostante gli evidenti risultati, venne reputata ridicola in quanto all’epoca l’idea che le mani sporche potessero essere veicolo di infezioni era inimmaginabile e ancora peggio per un uomo di scienza o comunque di un certo ceto sociale lavarsi le mani era considerato vergognoso.

Perciò diciamoglielo noi un sincero Grazie per aver scoperto una cosa così semplice ma decisamente indispensabile.

 

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