Simbolo internazionale dell'ortopedia fonte www.drmoralesvillaescusa.com
Simbolo internazionale dell’ortopedia
fonte www.drmoralesvillaescusa.com

Ho sempre paragonato la chirugia della scoliosi al simbolo internazionale dell’ortopedia, un alberello con il fusto storto che cresce in altezza grazie al sostegno di un forte palo dritto.

La nostra colonna vertebrale è una bilancia perfetta, uno degli esempi più belli dell’equilibrio della natura. Fisiologiche curve che si compensano per permettere all’uomo di stare in piedi.

Rachide fisiologico fonte edc2.healthtap.com
Rachide fisiologico
fonte edc2.healthtap.com

Quando queste due curve fisiologiche, la lordosi lombare e la cifosi toracica si perdono, e le vertebre si deformano ruotandosi e curvandosi ecco che ci troviamo di fronte ad una scoliosi.

La chirurgia che permette di restituire l’equilibrio perso a questo capolavoro di ingegneria biologica prende il nome di artrodesi posteriore strumentata.

RX di un soggetto affetto da scoliosi idiopatica fonte www.hopkinsmedicine.org
RX di un soggetto affetto da scoliosi idiopatica
fonte www.hopkinsmedicine.org

Il mio amore per questo intervento nasce proprio nella mia città Bagheria, in cui ho la fortuna di frequentare il Dipartimento Rizzoli Sicilia. È stato qui che ho assistito per la prima volta a questo intervento. Il primo impatto è stato un pò traumatico confesso, sembrava di essere dal meccanico: viti, bulloni, martelli, aggiusta la convergenza… ma quando finalmente vIdi quella S, con i muscoli in tensione che faticavano a tenerla dritta, trasformarsi in una linea armonica nei piani dello spazio, si, ho compreso la magia di questo intervento.

faccectomie
faccectomie

La prima fase è la scheletrizzazione, che permette di esporre l’arco vertebrale posteriore. Si procede poi alla liberazione delle articolazioni intervertebrali con le faccectomie, con un osteotomo vengono rimosse le faccette articolari delle vertebre, questo passaggio è finalizzato a mobilizzare la curva per permetterne la correzione.

viti peduncolari fonte http://d2y3mehm86iyu9.cloudfront.net/
viti peduncolari
fonte http://d2y3mehm86iyu9.cloudfront.net/

Successivamente vengono inserite le viti peduncolari, che attraversano i peduncoli vertebrali fino a terminare nel corpo vertebrale. Questa fase è molto delicata, e pertanto viene eseguita con un monitoraggio continuo dei potenziali evocati, che permettono di rilevare per tempo una eventuale sofferenza delle strutture nervose.

vite monoassiale e vite poliassiale fonte http://3.imimg.com/
vite monoassiale e vite poliassiale
fonte http://3.imimg.com/

Le viti utilizzate possono essere mono- o poliassiali, e la testa della vite è dotata di una scanalatura per alloggiare la barra metallica da artrodesi. Prima di inserire le barre, con l’ausilio di un complesso strumentario vengono eseguite le manovre di derotazione, compressione e decompressione (alcune di queste le potete vedere nel video) che portano infine ad ottenere le curvature armoniche del rachide fisiologico.

Le barre metalliche utilizzate possono essere di varie leghe metalliche (più spesso cromo-cobalto), e vengono modellate con un apposito strumento secondo le curvature di una schiena sana. Le barre a questo punto vengono fatte passare nelle scanalature delle teste delle viti peduncolari, e li fissate con dei dadi.

Infine, per determinare la fusione della colonna si procede alla decorticazione degli archi vertebrali posteriori con delle sgorbie, e si appone un innesto osseo, prelevato dalla cresta iliaca del paziente, oppure da banca.

Le tecniche chirurgiche sono comunque varie, e ciascun passaggio viene personalizzato a seconda del paziente e dell’operatore.

Per chi volesse approfondire l’argomento consiglio la lettura del libro “Le Scoliosi Degenerative” del Prof. Cesare Faldini che ringrazio per avermi fatto appassionare alla chirurgia della scoliosi.

Ringrazio anche per i preziosi insegnamenti sull’argomento il Dott. Angelo Toscano e il Dott. Mario Di Silvestre, che mi ha fatto da Tutor durante l’esperienza Clerk-Ita al Rizzoli di Bologna.

Da destra: Io, il Dott. Mario Di Silvestre e il Dott. Francesco Lolli
Da destra: Io, il Dott. Mario Di Silvestre e il Dott. Francesco Lolli

Vi lascio con questa bella puntata di Elisir sulla patologia del rachide con il Dottor M. Di Silvestre.

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-b0b1c20e-baae-4fa9-bae0-0a53f9082051.html#p=0

2 Commenti

  1. Sono rimasta piacevolmente colpita dall’articolo perché grazie ad esso adesso so un po’ di più su questo tipo di interventi, visto che l’ho vissuto in prima persona quasi quattro anni fa, al Rizzoli di Bologna.

  2. Il tuo è un bellissimo articolo. Complimenti davvero, se vorrai potrei inviarti le mie rx. Mia madre era una paziente del Dtt. Faldini da cui fu operata per ernia a disco. Quanto a me fui operata a Milano all’ospedale Galeazzi. Mi salvarono la vita.. potrai dedurre che la mia era una situazione ben grave. Un bacio e buona fortuna con lo studio.

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