Per anni, gli scienziati hanno fissato i tessuti e li hanno esaminati al microscopio per capire meglio il funzionamento del corpo umano e i processi che avvengono continuamente all’interno di esso. In uno studio pubblicato il 27 marzo scorso nel Scientific Reports, un team di ricercatori ha utilizzato una nuova tecnica di microscopia in vivo per presentare la prova che l’interstizio umano, lo spazio tra le cellule, è più simile a una matrice di fasci di collagene intervallati da fluido piuttosto che a pile densamente impaccate di tessuto connettivo, come era sempre apparso.

Nuovi reports hanno, dunque, suggerito che questo interstizio potrebbe rappresentare un vero e proprio organo diffuso nel corpo, le cui connessioni con il sistema linfatico potrebbero essere coinvolte nei processi di metastasi del cancro. Mentre i ricercatori non coinvolti nello studio concordano sul fatto che l’interstizio giochi probabilmente diversi ruoli nel corpo umano, essi sono comunque reticenti a chiamarlo “nuovo organo”, poiché se si dovessero chiamare “organo” tutti gli spazi microscopici irregolari tra i tessuti che contengono un fluido, di fatto, anche la cavità addominale e gli spazi pleurici dovrebbero essere organi discreti. 

Illustrazione dell’interstizio, spazi pieni di liquido supportati da una rete di fasci di collagene, allineati su un lato con le cellule

Neil Theise, uno degli autori dello studio, nonchè patologo della School of Medicine della New York University, gli altri coautori e i medici Petros Benias e David Carr-Locke sostengono di aver visto qualcosa di inaspettato mentre utilizzavano una tecnica chiamata endomicroscopia laser confocale basata sull’utilizzo di una sonda per valutare i dotti biliari in pazienti con metastasi cancerose.

Il metodo endoscopico consente, infatti, l’esplorazione dei tessuti viventi all’interno del corpo, piuttosto che quella con vetrini fissi. Benias e Carr-Locke hanno, quindi, notato che il tessuto del dotto biliare appariva come simile ad un reticolo, cosa che non corrispondeva a nessuna struttura anatomica precedentemente descritta. Quando Theise guardò, invece, il tessuto del dotto biliare fissato al microscopio, non vide tale modello. Dopo un ulteriore esame, gli studiosi hanno determinato che il reticolo è composto da fasci di collagene che supportano gli spazi pieni di liquido e sono allineati irregolarmente con cellule appiattite che producono due marcatori, uno endoteliale e uno mesenchimale. I ricercatori hanno poi visto l’interstizio, simile a un reticolo, anche in altre parti del corpo, tra cui pelle, tubo digerente e vescica. Gli esami istologici di tumori del colon, dello stomaco e della pelle che avevano metastatizzato apparentemente direttamente dallo spazio interstiziale ai linfonodi hanno suggerito agli autori che l’interstizio potesse drenare nel sistema linfatico. Gli autori hanno dunque proposto nello studio che questa connessione tra l’interstizio e il sistema linfatico potrebbe spiegare come alcuni tumori rapidamente metastatizzino una volta raggiunto lo spazio pieno di liquido.

Immagine del dotto biliare umano fresco-congelato (a sinistra) mostra i fasci di collagene in blu; gli asterischi contrassegnano gli spazi pieni di liquido dell’interstizio. Le immagini di un dotto biliare fisso dallo stesso paziente (in alto e in basso a destra) mostrano il collasso degli spazi (punte di freccia nel pannello inferiore) e fasci di collagene che si uniscono. BENIAS ET AL., RELAZIONI SCIENTIFICHE, 2018.

Lo studio sottolinea quanto sia importante considerare fino a che punto le tecniche di microscopia attualmente in uso rivelino un’immagine fedele di ciò che sta accadendo in vivo. Radu Stan, un biologo della Geisel School of Medicine di Dartmouth, che non ha partecipato al lavoro, aggiunge che il concetto di una matrice piena di liquido non sia poi così “sconvolgente” e che il sezionamento e l’imaging di tessuti non fissati come quelli analizzati dagli autori, tessuti che si potrebbero spezzare e dunque creare artefatti, presenta appunto dei limiti.

Ad ogni modo, il documento presenta un’interessante descrizione di una possibile nuova struttura microanatomica degli spazi ” pre-linfatico” o ” interstiziale ” nei tessuti normali, che possono svolgere un ruolo nella normale funzione fisiologica così come nelle metastasi tumorali. Tuttavia, i risultati sono limitati a un numero abbastanza piccolo di pazienti e la maggior parte dei tessuti che gli autori hanno esaminato al di fuori del dotto biliare sono stati fissati, non vivi o appena congelati. Nel complesso, il lavoro apre le porte a ulteriori altre direzioni future che includono il ruolo dell’interstizio nelle malattie, cancro ed epatopatie comprese.

Per conludere, Theise ha detto che quando lui ed i suoi colleghi hanno realizzato la grandezza di ciò che avevano trovato, questo ai loro occhi stava a significare una cosa fondamentale: “La microanatomia di tutto il corpo deve essere riesaminata”.

 

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