Per definizione un’infezione ospedaliere, è quella che viene a palesarsi entro 48-72 ore dal ricovero o dall’avvenuta dimissione. I soggetti che ne vengono colpiti sono principalmente i pazienti ma anche personale sanitario, volontari, studenti e tirocinanti. I fattori di rischio che sicuramente incrementano la possibilità di contrarre queste infezioni sono: l’età, malnutrizione, altre infezioni concomitanti, patrimonio immunitario ridotto per differenti cause, traumi estesi ed ustioni, alterazioni dello stato di coscienza e trapianti d’organo.

Ecco i principali meccanismi di trasmissione :

  • contatto diretto tra una persona sana e una infetta, soprattutto tramite le mani
  • contatto tramite le goccioline emesse nell’atto del tossire o starnutire da una persona infetta a una suscettibile che si trovi a meno di 50 cm di distanza
  • contatto indiretto attraverso un veicolo contaminato (per esempio endoscopi o strumenti chirurgici)
  • trasmissione dell’infezione a più persone contemporaneamente, attraverso un veicolo comune contaminato (cibo, sangue, liquidi di infusione, disinfettanti, ecc)
  • via aerea, attraverso microrganismi che sopravvivono nell’aria e vengono trasmessi a distanza.
Centri i rianimazione. Centri per immaturi. Reparti neonatologia. Centri di emodialisi. Centri per grandi ustionati. Centri di chirurgia generale.

Per quanto concerne la tipologia di infezioni, queste sono differenti e più o meno diffuse a seconda del tipo. Circa l’80% delle infezioni ospedaliere, riguarda principalmente quattro sedi: tratto urinario, apparato respiratorio, infezioni del sito chirurgico e infezioni sistemiche. Tra le quattro, quelle che hanno maggiore rilievo sono sicuramente le infezioni urinarie, occupando una vasta percentuale che si aggira intorno al 35-40%.

I principali microrganismi alla base dello sviluppo infettivo sono cambiati nel corso del tempo. Intorno alla prima metà degli anni Ottanta, i principali responsabili del sistema biocenotico causa di infezioni, erano rappresentati dai batteri gram- ( ad esempio: E. Coli e Klebsiella pneumoniae). Poi, a seguito della crescente pressione antibiotica e dell’utilizzo di nuove tecnologie in materiale plastico, le infezioni hanno trovato la principale eziologia in batteri gram+ come ad esempio Stafilococchi ed Enterococchi, nonchè in miceti come ad esempio Candida Albicans.

Negli ultimi anni profondi cambiamenti socioculturali e tecnologici hanno segnato profondi cambiamenti nella nostra società e questo anche per quanto riguarda l’ambito sanitario. L’assistenza sanitaria da sempre praticata esclusivamente in ospedale, a seguito di nuovi movimenti quali l’immigrazione, la globalizzazione, la necessità di piattaforme ambulatoriali territoriali e l’istituzione delle assistenze domiciliari, ha spostato il proprio palcoscenico d’azione anche in strutture extra-ospedaliere. Da questi motivi, nasce la necessità di rivedere e il concetto di infezione sanitaria, fino a pochi anni fa legata esclusivamente agli ospedali ( infezioni ospedaliere o nosocomiali), oggi invece estesa a tutto l’ambito dell’assistenza territoriale ( ICA= infezioni correlate all’assistenza).

 È dunque opportuno precisare che la prevenzione rappresenta un fattore importantissimo nell’evitare l’insorgenza di queste infezioni. Quest’ ultime infatti potrebbero peggiorare una condizione di salute più o meno stabile, ma anche essere fatali per i pazienti in condizioni già precarie. Particolare attenzione nell’ esecuzione delle procedure, attuando le più corrette manovre di antisepsi e di lavaggio delle mani prima e dopo l’esecuzione, utilizzando anche gli appositi dispositivi di protezione individuale. Evitare di veicolare microrganismi tramite divise sporche  e provvedere alla accurata pulizia e sterilizzazione dei ferri chirurgici.

Altro fattore importantissimo da considerare, è la crescente resistenza che i microrganismi stanno sviluppando nei confronti dei farmaci antibiotici. L’utilizzo di quest’ultimi dovrebbe infatti essere riservata ai soli casi di necessità. Oggi il continuo abuso del loro principio attivo, sta lentamente progredendo e questo potrebbe nel giro di qualche anno portare all’esaurimento di farmaci disponibili e dunque all’aumento della mortalità a causa di patologie oggi invece trattabili.

-ToTo

 

 

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