“Perfetto”.
È quello che alla maggior parte di noi verrebbe da esclamare ammirando il David di Michelangelo.

Forse non tutti hanno notato queste nodosità sulle ginocchia del magnifico monumento che vedete nella foto, noduli che come ci racconta un articolo di due reumatologi uscito quest’anno, potrebbero essere tofi gottosi.

ginocchia david Michelangelo
nodosià delle ginocchia del David foto news.born.com/

Michelangelo stesso, riferendosi al marmo del David disse queste parole “Tiro fuori da esso solo ciò che è adatto e simile a me”, confermando una sua già nota tendenza a rappresentare se stesso in molte delle sue creazioni, come ad esempio negli affreschi della cappella Sistina. La personalità di Michelangelo era estremamente dedita al lavoro, non si sposò mai e non ebbe figli. Lavorava incessantemente e consumava solo pasti frugali, tanto che nel 2004 alcuni studiosi pubblicarono un indagine che concludeva che il nostro artista molto probabilmente soffriva di una particolare forma di autismo ad elevata funzionalità, nota come Sindrome di Asperger.

Lo stesso Papa Giulio De Medici consigliò a Michelangelo di prendersi una pausa per rilassarsi, tuttavia il suo consiglio rimase inascoltato.

Nel 1509 Giulio II commissionò un compito arduo, stremante dal punto di vista fisico. Questo lavoro richiedeva che l’artista giacesse per ore sulla schiena con la vernice che scolava e si raggrumava sul volto, come descrive lo stesso Michelangelo lamentandosi per il disagio in un suo componimento del 1510: stiamo parlando degli affreschi della Cappella Sistina.

Scuola di Atene ginocchio di Eraclito, Raffaello, Michelangelo
Scuola di Atene (Raffaello) particolare foto http://www.medscape.com/

A quel tempo anche Raffaello si trovava in Vaticano per dipingere il ritratto del papa e la “Scuola di Atene”, opera per la quale vennero impiegati diversi contemporanei come modelli per la raffigurazione dei filosofi greci.
Stupefatto dopo avere ammirato il capolavoro di Michelangelo, Raffaello aggiunse una figura alla “Scuola di Atene”, il filosofo Eraclito (il filosofo “cupo”), che come testimoniato dai contemporanei assomiglia moltissimo a Michelangelo.

Il ginocchio destro flesso di Eraclito appare gonfio e pieno di nodosità, che potrebbero rappresentare i noduli tofacei di cui avrebbe potuto soffrire Michelangelo, tormentato dalla Gotta.

Negli anni successivi, Michelangelo venne colto dalla stanchezza, dai problemi economici (a causa di committenti non sempre paganti) e dai problemi urinari.

Nel 1540 patì il passaggio di sabbia e di calcoli attraverso l’uretra. Il suo medico Realdo Colombo gli irrigò la vescica e gli raccomandò di bere acqua di Viterbo.
Oggi l’acqua di Viterbo è commercializzata col nome di “Acqua Fiuggi”, ed è nota per essere in grado di dissolvere i calcoli di acido urico.
Michelangelo ebbe un miglioramento che attribuì all’acqua, tuttavia, dopo alcuni anni ebbe episodi di anuria che si risolsero col passaggio di sabbia dall’uretra.
Negli anni seguenti Michelangelo scrive:

“Il peggior dolore che abbia mai provato è stato ad un piede, mi ha reso impossibile uscire… dicono che sia una qualche forma di gotta”

“… indebolito come i vecchi uomini da problemi ai reni, dai calcoli e dalle coliche”

Ritratto di Michelangelo (Jacopo Dal Conte)
Ritratto di Michelangelo (Jacopo Dal Conte)
foto commons.wikimedia.org michelangelo portrait

Nel 1561 Michelangelo iniziò ad avere difficoltà a scrivere, ed è plausibile che ciò fosse dovuto ad un artrite cronica gottosa, nonostante un ritratto di Jacopo Dal Conte che raffigura l’artista in tarda età mostra delle tumefazioni alle articolazioni metacarpo-falangee, sedi più tipiche di osteoartrosi.

Michelangelo morì all’età di 88 anni dopo l’esordio di una febbre improvvisa dopo avere lavorato incessantemente alla pietà di Rondanini.

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