Il fuoco di Sant’Antonio, o nel suo nome scientifico Herpes Zoster, è una malattia infettiva molto dolorosa dovuta al virus della varicella infantile (varicella-zoster virus o VZV), lo stesso che causa la varicella.

In effetti la malattia è una vera e propria riattivazione del virus della varicella. Chi non ne ha sofferto, non può avere il fuoco di Sant’Antonio. La malattia si manifesta con un eruzione cutanea ricca di vescicole, molto dolorosa e di solito a forma di fascia e limitata a un solo lato del corpo.

Il nome Herpes Zoster deriva dalle parole greche serpente e cintura. In effetti queste due parole ben descrivono la manifestazione tipica dell’Herpes Zoster e la sensazione associata: una cintura infuocata che striscia sulla pelle.
In passato era chiamato anche “Fiamme di Satana” perché molto doloroso e perché crea un bruciore vivo a chi ne soffre.
Il suo nome più comune, fuoco di Sant’Antonio, deriva dall’usanza, nell’antichità, di invocare Sant’Antonio Abate a intercedere per la guarigione dalla malattia.
La malattia è nota fin dal 1700 quando i dermatologi inglesi Willan Robert e Bateman Thomas la descrivono e ne disegnano gli sfoghi sulla pelle. Fu però solo nel 1965 che si intuì il nesso tra l’herpes zoster e la varicella.

Come funziona

Quando si entra in contatto con il virus varicella-zoster (VZV), chi non è vaccinato si ammala di Varicella. Questa malattia colpisce per lo più i bambini tra i 5 e i 10 anni tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera, provocando un rash cutaneo tipico caratterizzato da vescicole pruriginose che presto si trasformano in croste per poi guarire. Alla guarigione dalla varicella, il sistema immunitario elimina il virus dalla maggior parte del corpo. Purtroppo il VZV si rifugia nelle cellule nervose, nel ganglio dorsale, adiacente al midollo spinale, lì resta inattivo o latente, cioè in una fase di “letargo”.

L’Herpes Zoster è una riattivazione del virus VZV. Dopo anni o anche decenni di letargia, il virus può uscire dalle cellule nervose, correre lungo il nervo e provocare l’infezione nella zona di cute su cui quel nervo passa. Inoltre il virus può passare tramite i gangli nervosi su più nervi e colpire così una zona più estesa. Il sistema immunitario solitamente blocca l’avanzare sul nervo del VZV, ricacciandolo nei gangli, da dove non può fare danni. facilmente.

Arrivato alla pelle lo Zoster scatena un’infiammazione locale con bolle, dette vescicole, che si riempiono di linfa e sangue per poi rompersi e formare croste. Questa fase dura tra i 10 e i 15 giorni. Poi le croste cadono e la pelle guarisce. Il forte dolore, che può comparire anche alcune settimane prima dell’eruzione cutanea e durare a lungo dopo che le croste sono passate, è dovuto all’infiammazione scatenata dal passaggio del virus sul nervo.

Contagio

 

I motivi per cui il virus della varicella si riattivi diventando uno Zoster non sono ancora sicuri. Quello che è chiaro è che l’immunocompromissione ha un ruolo fondamentale. Se le difese immunitarie si abbassano, è molto più facile che compaia la malattia.

Tra i fattori che possono diminuire le difese immunitarie, citiamo l’età avanzata, lo stress psicologico, la risposta ad alcuni farmaci, l’infezione da HIV e l’esposizione a immunotossine.

Il virus è molto infettivo, dunque può facilmente trasmettersi da una persona con la manifestazione cutanea a un’altra persona che ne tocchi le vescicole e che non abbia l’immunità al virus. La persona contagiata svilupperà però la varicella, e non lo Zoster. Il malato con il fuoco di Sant’Antonio, così come quello con la varicella, saranno contagiosi fino a quando le vescicole non si saranno trasformate in croste. Se le vesciche si devono ancora formare o se sono già passate, non si è contagiosi.


Sintomi

 

I sintomi precedenti l’eruzione cutanea sono molto vari e ambigui: mal di testa, febbre, malessere, ipersensibilità, sensazione di bruciore. Alle volte può esserci dolore, anche se è raro nei bambini. Il rash cutaneo caratteristico si può presentare da 1 giorno fino a 3 settimane dopo la comparsa dei primi sintomi. All’inizio i primi sintomi dell’herpes zoster non sono così specifici e possono quindi portare ad una diagnosi poco corretta. Di solito nel caso se ne intuisca il possibile arrivo, si procede con un esame del sangue che verifichi la presenza degli anticorpi Zoster IGM e IGG La presenza di questi anticorpi indica una risposta immunitaria attiva contro il virus.

Chi colpisce

Ogni anno in Italia sono oltre 300mila le persone colpite dal fuoco di Sant’Antonio. La frequenza della malattia è di circa 3 malati ogni 1.000 individui, ma la frequenza sale tra il 4 e il 12 per mille se si considera una popolazione di ultra 65enni. I tassi d’incidenza dello zoster sono simili in tutto il mondo. Inoltre non si verificano epidemie e non vi è un legame con la stagione. Le persone che solitamente hanno più probabilità di sviluppare questa malattia sono gli adulti di età superiore ai 50 anni e quelli che hanno le difese immunitarie più basse.

Prevenzione

Gli adulti che hanno contratto il virus VZV, se vengono in contatto frequentemente con bambini con la varicella ricevono una spinta immunitaria che previene la comparsa dello Zoster.

Per chi non avesse questa possibilità, da gennaio 2017 rientra nel nuovo piano vaccinale italiano la vaccinazione gratuita antizoster a partire dai 65 anni. Il vaccino agisce come profilassi, rafforza il sistema immunitario contro questo virus, ne previene la riattivazione.

E’ stato dimostrato che nella popolazione vaccinata l’incidenza del fuoco di Sant’Antonio si riduce di quasi il 50%.

Rimedi

Il trattamento dello Zoster si limita a far passare il dolore e a accelerare la fine della malattia. Per accelerare il decorso della malattia fino a bloccarla si usano farmaci antivirali. Questo trattamento riduce anche la gravità della malattia. Nel mentre, ci si concentra nell’attenuare il dolore. Sono utili a questo scopo:
• Impacchi freddi applicati sull’area colpita
• Sotto prescrizione del medico, analgesici se il dolore è lieve, meglio se in formula fluida o cremosa da applicare localmente sulla zona colpita dall’eruzione.

In Scienza e Coscienza.

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