William Withering foto da botany.csdl.tamu.edu
William Withering
foto da botany.csdl.tamu.edu

Correva l’anno 1775 quando William Withering si fermò a cavallo in una stazione postale della contea di Sropshire.

Era un medico, per cui gli fu chiesto di visitare un’anziana signora malata. La malattia che la affliggeva era una grave forma di anasarca, edemi diffusi causati dallo scompenso cardiaco severo.

Drenaggio di un ascite in paziente con anasarca (P. Barbette 1672) immagine da botany.csdl.tamu.edu
Drenaggio di un ascite in paziente con anasarca (P. Barbette 1672) immagine da botany.csdl.tamu.edu

William non poteva fare niente, la prognosi era infausta, per cui riprese il suo cavallo e se ne andò.

Nel viaggio di ritorno dopo due giorni si fermò di nuovo alla stessa stazione della contea di Sropshire, e restò meravigliato vedendo l’anziana signora risplendere di nuova luce. Era migliorata, gli edemi si erano ridotti di molto, respirava meglio, il suo polso scoccava più calmo. Cosa era accaduto?

William chiese ai familiari con cosa fosse stata curata e gli venne risposto che le era stato somministrato un infuso di almeno 20 erbe diverse. William, che era esperto di botanica, non ci mise molto a capire che quella responsabile dell’apparente miracolo fosse la Digitale.

Disegno della Digitalis Purpurea dal libro di W. Withering fonte http://collections.countway.harvard.edu/
Disegno della Digitalis Purpurea dal libro di W. Withering
fonte http://collections.countway.harvard.edu/

La Digitalis Purpurea è preziosa, oltre che per i suoi bellissimi fiori, soprattutto per le sostanze che contiene: la digitossina e la digossina.

Questi glicosidi riescono ad aumentare la forza di contrazione del miocardio (effetto inotropo positivo), rallentano la conduzione atrio-ventricolare (effetto dromotropo negativo) e aumentano il periodo refrattario del nodo atrio-ventricolare rallentando la frequenza cardiaca (effetto cronotropo negativo).

Gli effetti sul ritmo cardiaco e sulla conduzione dell’impulso vengono ottenuti grazie all’aumento del tono parasimpatico mediato dalle fibre del nervo vago a livello cardiaco.

L’effetto inotropo positivo della digossina è a mio avviso quello più affascinante, perché riesce a ridare potenza ad un motore che si è come “ingolfato”.

ciclo cardiaco fonte www.pinterest.com
ciclo cardiaco
fonte www.pinterest.com

Il lavoro del cuore tutto sommato è abbastanza semplice: si tratta di portare il sangue dai tessuti ai polmoni (cuore destro) e dai polmoni ai tessuti (cuore sinistro).

Immaginate che questa pompa, incaricata di svolgere questo compito vita natural-durante, si stanchi, non abbia più forza… Tutto il sistema si ingolfa, il sangue ristagna nei tessuti e nei polmoni, e non ha più energia per progredire nel suo circolo. E’ questo che succedeva all’anziana signora della contea di Sropshire, è questo che accade ai malati di insufficienza cardiaca congestizia.

Come fa la digossina a sbloccare questo meccanismo “ingolfato”dando potenza al nostro motore?

ATPasi Na/K legata alla digossina fonte http://www.ebi.ac.uk/
ATPasi Na/K legata alla digossina
fonte http://www.ebi.ac.uk/

La digossina si lega alla pompa sodio-potassio (ATPasi Na+/K+) bloccandone l’attività, in tal modo aumenta la quantità di sodio all’interno della cellula cardiaca. Fin qui niente a che vedere con la forza di contrazione del miocardio, se non fosse che le cellule cardiache hanno bisogno che la quantità di Na+ intracellulare sia bassa per poter buttare fuori il Calcio (Ca++). Se noi aumentiamo il Na+ intracellulare aumentiamo quindi indirettamente anche il Ca++, perché non può più essere espulso. Il Calcio è fondamentale per la contrazione del muscolo cardiaco: se ce n’è di più a disposizione il cuore batte con più forza, ed ecco in che modo la digossina, da quel viaggio di William Withering nel 1775, dà forza al cuore dei pazienti malati di scompenso cardiaco.