Il Carbonchio o Antrace( dal greco ”ἄνθραξ” ossia carbone, per il colore che assumono le lesioni tipiche), rappresenta una malattia su base infettiva il cui agente eziologico è da riconoscersi in un batterio sporigeno Gram positivo, ossia, il Bacillus anthracis.Le spore di questo microrganismo sono altamente resistenti all’ambiente esterno nonché ad un largo spettro di agenti chimici e fisici.

A photomicrograph of Bacillus anthracis bacteria using Gram stain technique.
Anthrax is diagnosed by isolating B. anthracis from the blood, skin lesions, or respiratory secretions or by measuring specific antibodies in the blood of persons with suspected cases.

Si può affermare che, generalmente, la malattia colpisce molte specie di animali erbivori, che ingerendo spore dal terreno, contraggono il batterio, ma l’uomo può essere contaminato dal contatto con gli animali infetti o con prodotti alimentari da essi derivati.

Un fattore importante è l’utilizzo nel bioterrorismo e , dunque come arma biologica, di questo microrganismo. Può infatti essere diffuso in diversa maniera, ad esempio in aria tramite veicoli aerei, ma anche attraverso oggetti comuni contaminati dal batterio stesso. Le forme di contagio sono essenzialmente di 3 tipi:cutaneo, polmonare e gastrointestinale. Determinare la modalità di contagio è fondamentale perchè a seconda di questa, sono riscontrabili clinicamente quadri differenti.

È bene precisare che il periodo di incubazione va da 1 a 7 giorni dopo il contagio e ci sono 3 principali quadri clinici da distinguere:

  • Carbonchio cutaneo: dal punto di vista epidemiologico,sicuramente il maggiormente diffuso. Avviene per penetrazione delle spore attraverso la cute, principalmente mani, braccia e testa. Ha una sua evoluzione, nel senso che, si parte con la formazione di una vescicola che nell’arco di un giorno o due va incontro ad ulcerazione. Dopo circa una settimana compare un’escara indolore che cadrà alcune settimane dopo. Si parla di una prognosi buona in quanto, tale forma di carbonchio risponde bene alla terapia antibiotica.

  • Carbonchio polmonare da inalazione: tale forma della malattia è abbastanza rara. Esordisce generalmente come una sindrome simil-influenzale con tosse, astenia, febbricola, ma può rapidamente evolvere in una grave dispnea con seria compromissione respiratoria e febbre altissima. Nonostante si atui una terapia antibiotica mirata la mortalità legata a questa forma è molto elevata.

  • Carbonchio da ingestione: rappresenta epidemiologicamente la forma più rara della patologia. Inizialmente dopo l’ingestione di cibi contaminati, contenenti le spore batteriche, il soggetto presenterà febbre, nausea, vomito, astenia, mialgia, successivamente la patologia può evolvere in una diarrea profusa con rischio di grave disidratazione e , dato l’elevato stato infiammatorio del tratto gatrointestinale, il possibile sviluppo di ulcere e perforazioni con conseguente emorragia. Anche in questo caso, nonostante una terapia antibiotica adeguata, la mortalità è elevata.

Bisogna dunque ricordare, il ruolo pregnante della prevenzione. Un attento controllo sulla qualità dei prodotti acquistati nonchè dei loro rivenditori, è fondamentale, ma anche un attenta precauzione nel contatto con animali selvatici e non controllati. Se si dovesse essere esposti al contagio è opportuno eseguire una profilassi antibiotica di almeno due mesi. Sul versante vaccinale è bene ricordare che, pur essendo presente in U.S.A. un vaccino, questo viene solitamente riservato ai soggetti fortemente a rischio, quali i soldati, e non all’intera popolazione.

-ToTo

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