L’immagine sottostante è quella di una tiroide asportata per diagnosi di gozzo multinodulare.

Questa “simpatica” patologia si verifica a carico della tiroide dove uno stimolo eccessivo e cronico da parte del TSH provoca l’iperplasia di quest’ultima con seguente formazione di noduli, variabili per dimensioni ( da pochi mm ad alcuni cm), che sommate all’accrescimento dell’organo conferiscono alla tiroide un aspetto non uniforme e rendendola appunto nodulosa sia al tatto che alla vista.

In alcuni casi questi processi possono essere tenuti sotto controllo tramite visite periodiche e terapie mediche.
Solo quando l’iperplasia diventa così importante, tale da provocare gravi sintomatologie quali dispnea, disfagia o entrambe, è necessaria l’indicazione chirurgica.

L’intervento consiste nella totale asportazione dell’organo che prende appunto il nome di di tiroidectomia totale. L’approccio classico si effettua tramite un incisone sul collo ( cervicotomia secondo Kocher) quella più complessa, nei casi in cui la tiroide è cresciuta a tal punto da invadere il mediastino, tramite una toracotomia.

I rischi maggiori di questo intervento si possono verificare sia al momento dell’ induzione anestesiologica, poiché l’eccessivo accrescimento della tiroide può provocare una deviazione della trachea e quindi rendere l’intubazione complessa, sia durante e post intervento per l’insorgenza di sanguinamenti, sia per danni a carico del nervo ricorrente responsabile della fonazione.

Scongiurate tali complicanze la prognosi clinica è più che positiva, il paziente dovrà solo assumere una terapia sostituiva a base di ormoni sintetici che sostituiranno la normale funzione tiroidea.

-Melatonina 🌻

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