L’astragalo, noto anche come talo, è un osso del piede che si articola superiormente con tibia e perone e inferiormente con il calcagno e anteriormente con il navicolare. È un osso che si compone fondamentalmente di tre parti: una testa, di forma tondeggiante, un corpo cuboidale e a collegare testa e corpo troviamo una parte di forma cilindrica, il collo.
È un osso importante in quanto trasmette tutto il peso del corpo sul piede. Ma la sua particolarità, risiede fondamentalmente nell’essere ricoperto in gran parte da strutture cartilaginee e ciò determina un apporto ematico non particolarmente abbondante.
Questo fa si che nelle fratture di astragalo, specie quelle più complesse, possa determinarsi come conseguenza più temuta la necrosi asettica, proprio a causa di uno scarso apporto nutritizio all’osso.


Le fratture di astragalo si manifestano in casi molto particolari tant’è vero che si parla di frattura del climber o del motociclista, proprio perchè i soggetti maggiormente predisposti allo sviluppo della suddetta patologia ossea, sono coloro che a seguito di uno sport estremo subiscono un impatto violento a carico del piede.


Le fratture di astragalo si distinguono in fratture periferiche ed in fratture del corpo, del collo e della testa. Le fratture periferiche si verificano frequentemente in corso di distorsioni di una certa entità e determinano piccoli distacchi con una prognosi buona e guariscono di regola facilmente con trattamenti conservativi, ossia l’utilizzo di apparecchi gessati o tutori.
Peggiori sono le fratture del processo laterale che si verificano per traumi in eversione, infatti solitamente sono tipiche di chi pratica sport come sci o snowboard e che spesso sono difficilmente visibili radiologicamente. Nei casi in cui il frammento è di dimensioni cospicue o scomposto è indicato il trattamento chirurgico di osteosintesi.

Classificazione delle fratture : I Composte II Con scomposizione e sublussazione III Con scomposizione e lussazione astragalica IV Con lussazione astragalo-navicolare e della caviglia

Molto gravi sono invece le fratture del corpo , del collo e della testa ; l’astragalo è un osso che per il 70% della sua superficie è rivestito da cartilagine articolare come accennato precedentemente, pertanto le fratture compromettono spesso la vascolarizzazione dell’osso e danneggiano la cartilagine articolare che come è noto è un tessuto che ha scarse potenzialità riparative. La conseguenza è che queste fratture , in particolare le fratture a più frammenti o quelle scomposte , si complicano in una alta percentuale di casi con necrosi dell’osso e con alterazioni articolari secondarie come ad esempio artrosi condropatie o rigidità articolare.


Il trattamento ovviamente varia in base all’entità della frattura. Nel caso di fratture più semplici come quelle periferiche si procede generalmente con l’immobilizzazione per almeno 3 mesi dell’arto interessato.
Nel caso in cui ci si trova di fronte a fratture scomposte che possono comunque minare l’integrità degli apparati vascolari adiacenti nonché il risanamento dello stesso osso, si procede attraverso trattamento chirurgico di osteosintesi e successivamente immobilizzazione dell’arto con apparecchio gessato. Si può generalmente associare una terapia antitromboembolica dati i tempi relativamente lunghi dell’immobilizzazione.

-ToTo

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