Fetus in fetu, non si tratta di uno scioglilingua ma di una rara condizione clinica che si verifica durante lo sviluppo embrionale.

Sostanzialmente i tessuti di un secondo feto invece di svilupparsi normalmente crescono all’interno del del feto gemello normalmente sviluppato.

Questo gemello, definito parassita, non sviluppa una coscienza od organi vitali ma solo degli abbozzi anatomici elementari come arti inferiori, superiori o altre strutture ossee.

Non condividendo organi vitali, come invece capita nei gemelli siamesi, il gemello nato sano dovrà sottoporsi ad uno o più interventi chirurgici che permetteranno  l’asportazione del gemello parassita e far sì che il primo torni a condurre una vita normale.

Nei casi più gravi invece il gemello parassita , seppur lentamente, può continuare a crescere a livello tissutale comprimendo così gli organi del fratello ospite fino a creargli seri problemi sia a livello cardiorespiratorio che motorio.

In altri casi casi invece il gemello parassita può essere completamente asintomatico e rimanere “nascosto” per anni, facendo si che la sua scoperta avvenga molto tempo dopo. In alcuni casi clinici sono addirittura documentate asportazioni chirurgiche avvenute quando il paziente era già adulto.

La storia di Rudy Santos è forse uno dei casi clinici più particolari nella storia della medicina.
Questo filippino sessantenne ha vissuto tutta la sua vita in compagnia del suo gemello parassita che di certo, a differenza di altri casi, non è mai passato inosservato.
Nel suo paese è infatti conosciuto come “octoman” a causa della sua terza gamba e delle sue quattro braccia.

Uno scherzo della natura? No, semplicemente un caso bizzarro di fetus in fetu. All’altezza del suo bacino, fuso insieme al suo scheletro, ci sono anche i resti del suo gemello parassita, dal suo addome spuntano due braccia, una gamba senza l’articolazione del ginocchio, un abbozzo di testa con un orecchio e un ciuffo di capelli.

Nel corso della sua vita Rudy ha sfruttato questa condizione lavorando come attrazione in un circo locale finché un gruppo di chirurghi ortopedici esperti non si era offerto di operarlo gratuitamente e nonostante fosse stato messo in guardia sui danni che il gemello parassita stava producendo al suo sistema cardiocircolatorio Rudy ha comunque deciso di non sottoporsi all’intervento perché, ormai essendosi abituato alla presenza del suo “parassita”, lo sentiva parte di se e  senza di lui non sarebbe stato più lo stesso, tornando così a condurre la sua vita quasi normale insieme alla moglie alla figlia e al suo ospite.

Un classico esempio di chi, nonostante tutti i possibili rischi, vede la propria diversità non come una condanna ma come una benedizione.

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