Già da tempo, lo strumento ecografico viene utilizzato dagli infermieri per l’inserimento di cateteri PICC, al punto che si stanno diffondendo team interamente infermieristici per il loro posizionamento; tuttavia, è nel campo dell’area dell’urgenza/emergenza che l’utilizzo degli ultrasuoni da parte del personale infermieristico si sta sviluppando in misura maggiore, rendendosi ogni giorno, presso i nostri Pronti Soccorsi e ambulanze, ausilio prezioso sia nella valutazione di diverse problematiche rilevanti per la salute del soggetto che come coadiuvante alla pratica assistenziale; in particolare, nel primo caso gli ultrasuoni possono rivelarsi utili nella valutazione della presenza di edema polmonare, nell’individuazione di liquido libero in addome e nella valutazione di aneurisma dell’aorta addominale, mentre nel secondo caso,  nella valutazione, reperimento e posizionamento degli accessi vascolari.

Risultati immagini per ecografia infermieristicaParallelamente alla sua rapida espansione ed al suo sempre più frequente utilizzo presso  i nostri Dipartimenti di Emergenza, è inevitabilmente sorto il problema di delineare quali siano le aree di competenza dei professionisti sanitari relativamente a tale metodica; di fatto, nella cultura e nella pratica quotidiana lo strumento ecografico è sempre stato considerato di pertinenza prettamente medica, pertanto, negli ultimi anni, nei quali si è testimoniato un sempre più largo uso della pocanzi citata metodica da parte degli infermieri si è instaurata la necessità di rispondere alla questione se effettivamente l’avvalersi dell’ausilio ecografico possa essere adottato nella quotidiana pratica professionale infermieristica.

Come già in precedenza citato, l’utilizzo dell’ausilio ecografico si rende particolarmente utile e funzionale nell’area dell’urgenza/emergenza, area in cui la complessità assistenziale risulta tale da non poter permettere alle varie figure professionali di esimersi dall’utilizzare metodiche e tecniche il più valide ed aggiornate possibile, tra le quali spicca, anche grazie ai costi relativamente contenuti ed alla sua estrema versatilità, lo strumento ecografico.

Di fatto, questa tecnica di indagine tomografica del corpo umano ha come principale vantaggio il non utilizzo di radiazioni ionizzanti, sfruttando invece i principi legati all’acustica come l’emissione di eco e la trasmissione di onde ad ultrasuoni. L’ecografia presenta di per sé svariati vantaggi: infatti, oltre a non essere invasiva permette di ottenere rapidamente immagini in tempo reale ed è possibile utilizzarla al letto del paziente, tutti aspetti molto utili in un ambito come quello delle Unità di Pronto Soccorso, contesti in cui la rapidità e la facilità di impiego risultano essere sicuramente dei fattori non indifferenti.

Risultati immagini per ecografia infermieristicaNello specifico, grazie a questa metodica è possibile oggi, presso le Unità di urgenza/emergenza, valutare:

  • Strutture toraciche: il polmone, la pleura, il mediastino, la parete toracica e il diaframma, possono essere indagate tramite l’utilizzo degli ultrasuoni; è, infatti, possibile valutare il movimento di “sliding” delle pleure, la presenza di eventuale gas o liquido in cavità pleurica o all’interno del polmone stesso, aspetti, questi, importanti nella definizione della criticità dell’assistito e della conseguente priorità assistenziale;
  • Politrauma: La ECO-Focused Assessment with Sonography for Trauma (E-FAST) è un metodo valutativo dell’infortunato da trauma in emergenza, con il fine di ricercare raccolte di sangue nelle cavità corporee di torace e addome; gli infermieri che operano in ambito di urgenza/emergenza, adeguatamente formati, trovano in questa tecnica un valido strumento di supporto anche a livello extra-ospedaliero, al fine di un indirizzamento verso l’ospedale più adeguato (hub or spoke), a seconda della gravità del quadro clinico riscontrato. La procedura va ad indagare quattro porzioni dell’addome e del torace:

 

  • Sottocostale: ricerca di liquido presente in cavità pericardica, versamento pericardico e capacità di contrazione del miocardio;
  • Quadrante superiore destro dell’addome: ricerca di versamento nello spazio o tasca di Morrison, nella regione sovraepatica e nel cavo costo-diaframmatico di destra;
  • Quadrante superiore sinistro dell’addome: ricerca di versamento nell’arco perisplenico e costo-diaframmatico sinistro;
  • Pelvi: ricerca di versamento nello spazio sottovescicale, detto anche cavo del Douglas.

 

  • Aneurisma dell’aorta addominale: tramite gli ultrasuoni è possibile l’individuazione e la stima delle dimensioni di un eventuale aneurisma dell’aorta addominale, situazione che potrebbe, in caso di rottura, mettere potenzialmente in serio pericolo la vita dell’assistito e, dunque, bisognosa di massima attenzione;
  • Patrimonio venoso: l’ecografia è in grado di permettere al professionista la ricerca di vasi venosi utili all’inserimento di accessi venosi periferici (CVP), accessi venosi centrali (CVC); ciò si dimostra essere, maggiormente nell’area critica, un prezioso alleato soprattutto per quegli assistiti che, a causa di terapie endovenose protratte o con farmaci ad elevata osmolarità, si trovano spesso in una situazione di impoverimento del patrimonio vascolare. La venipuntura eco-guidata, dopo un’adeguata formazione e un periodo di training, consente la localizzazione delle vene periferiche profonde e/o vene centrali né visibili né palpabili. Anche in condizioni di grave ipotensione dell’assistito, e, dunque, di impoverimento per collasso del patrimonio venoso, gli ultrasuoni facilitano il reperimento di un adeguato accesso vascolare.

Alla luce di quanto detto finora, si può facilmente notare come sia evidente la rilevanza che questa metodica ha via via assunto negli ultimi anni e come essa sia oramai entrata a fare parte del quotidiano di molti infermieri che esercitano la professione nelle varie Unità di urgenza/emergenza.

Risultati immagini per eco fastÈ evidente, alla luce di quanto detto, che nel campo dell’urgenza/emergenza l’ecografia infermieristica rappresenti uno strumento importante per la valutazione dell’assistito critico nonchè un ausilio in grado di facilitare e rendere meno invasive determinate manovre necessarie al benessere della persona in questione. L’ecografia delle strutture toraciche può essere utile per accertare la presenza di uno pneumotorace o o per discriminare l’origine cardiogena o meno sottostante ad una dispnea, permettendo la corretta e rapida attuazione di tutti gli interventi del caso; la ECO-FAST risulta prezioso aiuto nella valutazione del politrauma e nell’accertamento di eventuali liquidi liberi in addome, permettendo il celere indirizzamento dell’assistito verso approfondimenti diagnostici o direttamente in sala operatoria; l’ecografia per la valutazione dell’aorta addominale può rivelarsi utile nell’individuazione precoce di aneurisma o di dissecazione di aorta addominale garantendo la posta in essere di tutti gli interventi necessari nel minor tempo possibile; infine, anche a livello meramente tecnico, lo strumento ecografico può venire in aiuto all’infermiere per il posizionamento di accessi venosi periferici in assistiti con un patrimonio venoso scarso o di difficile repere.

In estrema sintesi, l’ecografia infermieristica, interventistica e non diagnostica, viene sostenuta dalla letteratura in quanto capace di apportare numerosi benefici all’assistenza erogata, in termini qualitativi, attraverso una sostanziale diminuzione di complicanze e migliori risposte procedurali e assistenziali, e in termini di gestione efficiente delle risorse, grazie alla riduzione dei costi e, in molti casi descritti, all’aumento di soddisfazione della persona assistita e dello stesso infermiere.

 

 

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