La ciclopamina è una sostanza chimica che deriva da una particolare pianta che cresce sulle montagne degli Stati Uniti, e che si è dimostrata molto efficace nella lotta al medulloblastoma, tumore del cervello molto aggressivo che colpisce soprattutto i bambini. Si è notato dagli studi che la ciclopamina è capace di  bloccare alcuni canali di segnalazione che sono fondamentali  per la sopravvivenza del tumore, contro il quale ricordiamo non esiste una vera e propria cura.

I ricercatori dell’Howard Hughes Medical Institute hanno dimostrato che la ciclopamina è capace di distruggere cellule di medulloblastoma non solo nei topi ma anche negli esseri umani. In un articolo pubblicato su “Science” Philip A. Beachy,  capo della ricerca spiega che sarà difficile ottenere quantità sufficienti di ciclopamina, perché deve essere estratta e purificata dalla pianta sorgente, cioè la Veratrum californicum.Queste difficoltà però possono essere superate. Infatti Beachy fa notare che potrebbe essere seguita la stessa strada del taxolo, una medicina usata per curare i tumori al seno anch’essa inizialmente disponibile in piccole quantità. Tuttavia, quando il taxolo si dimostrò efficace, venne sviluppata una tecnica di sintesi del composto a partire da un precursore molto più abbondante presente nelle foglie della stessa pianta del pacifico orientale da cui venne estratto per la prima volta.

Ciò che ha portato Beachy e i suoi colleghi a indagare sull’eventuale utilizzo della ciclopamina contro il medulloblastoma furano i risultati di altri studi che avevano mostrato che il medulloblasoma si sviluppava con l’attivazione di uno specifico canale di segnalazione detto canale di Hedgehog. Questo canale a sua volta viene bloccato in fase embrionale dalla ciclopamina. Sovrapponendo le due scoperte si è ipotizzato che la ciclopamina potesse fare lo stesso nei tumori. Quindi hanno somministrato la ciclopamina su un animale modificato affinché sviluppasse la malattia tumorale. Gli esperimenti hanno fin da subito dimostrato la bontà dell’ipotesi scientifica e cosi dopo i primi successi, il passo successivo è stato quello di verificare l’efficacia della molecola sul medulloblastoma umano. Prima di giungere a una vera e propria sperimentazione clinica, però c’è bisogno di escludere che vi possano essere effetti secondari pericolosi. Infatti è proprio su questo, che si sta concentrando il nuovo filone di ricerca, dal quale se emergeranno dati positivi potrà iniziare la sperimentazione clinica, che nell’arco di pochi anni potrebbe portare all’eliminazione completa di un tumore ad elevatissima mortalità infantile.

In Scienza e Coscienza.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Comment moderation is enabled. Your comment may take some time to appear.

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.