I diverticoli sono delle estroflessioni,  cioè una sorta di piccoli sacchi che si formano lungo le pareti intestinali. Tutti i settori del canale alimentare possono dare origine a diverticoli ma il colon è quello in cui la loro presenza è più comune  in particolar modo nella porzione terminale chiamata sigma mentre non sono mai presenti nel retto.

I diverticoli possono essere di natura congenita o acquisita. Nel primo caso l’estroflessione comprende anche la parete muscolare, tipico esempio è il diverticolo di Meckel,  nel secondo interessa soltanto le tonache mucosa e sierosa.

All’origine della patologia diverticolare, oltre ad una certa predisposizione genetica, c’è quasi sempre una dieta squilibrata, troppo ricca di grassi e zuccheri e troppo povera di acqua e fibre.

I diverticoli possono comparire a qualsiasi anche sé il periodo in cui sono più frequenti  è tra i 70 e gli 80 anni dove l’incidenza di diverticolite è del 75 %. Le donne hanno circa due volte più probabilità di sviluppare diverticoli rispetto agli uomini.

In senso stretto la diverticolosi del colon non è una vera e propria malattia ma un’anomalia congenita o acquisita. Solo quando i diverticoli si infiammano, evolvendosi in diverticolite, la malattia da segni di sé.

Cause

Gli studi hanno dimostrato che i diverticoli non si formano in punti casuali della parete intestinale, la loro insorgenza è invece favorita in quelle zone dell’intestino a cosiddetta minor resistenza.

I punti della parete intestinale in cui le arterie penetrano nel rivestimento muscolare liscio circolare, lungo le tenie ed attraverso i setti di tessuto connettivo, appaiono punti a minor resistenza: in queste zone la parete è più debole e può erniare, formando i diverticoli.

La formazione dei diverticoli è favorita, oltre che da un’intrinseca debolezza di alcuni punti della parete intestinale, anche da un aumento della pressione all’interno del canale alimentare, che va a spingere ed erniare la mucosa colica verso l’esterno.

È ormai noto dagli studi condotti nei primi anni ‘70 che una dieta ricca di fibre e acqua riduce la pressione presente all’interno del canale alimentare, facilitando così il transito delle feci.

Tuttavia  in una ricerca del 2012 la teoria sulle fibre non è stata confermata: gli studiosi hanno concluso che una dieta ricca di fibre, aumentando la frequenza dei movimenti intestinali, sarebbe associata ad un maggiore piuttosto che minore rischio d’insorgenza dei diverticoli. Quindi l’esatta  causa della diverticolosi è ancora ignota.

Diverticolosi– Diverticolite – stato prediverticolare

La presenza di diverticoli senza infiammazione viene detta diverticolosi ed è quasi sempre asintomatica. Mentre la diverticolite si manifesta in presenza di infiammazione ed è responsabile dei sintomi e delle complicanze della malattia. Tra la diverticolite e la diverticolosi o sidrome del colon irritabile, vi è uno stato intermedio chiamato stato prediverticolare.

Questa differenziazione è importante ai fini sintomatologici perche le tre condizioni diverticolari hanno sintomi ben diversi tra loro ai quali seguono diversi trattamenti ed indagini diagnostiche.

Sintomi Diverticolite

In genere solo il 20% delle persone portatrici di diverticoli manifesta sintomi e solo il 10-15% sviluppa la malattia diverticolare. Sebbene le percentuali siano apparentemente modeste si tratta comunque di cifre importanti, considerando che coinvolge ogni anno milioni di persone. La diverticolite del colon è quindi una patoliga ad altissimo impatto sociale.

I sintomi della malattia diverticolare sono piuttosto variegati:

  • Dolore addominale,
  • Meteorismo,
  • Dolori addominali localizzati nel fianco di sinistra,
  • Alterazioni dell’alvo,
  • Alternanza di stitichezza-diarrea,
  • Febbre,
  • Sanguinamento intestinale.

La complicanza più grave della diverticolite è la peritonite. I diverticoli infiammati possono infatti rompersi rilasciando le scorie intestinali all’interno del peritoneo.

Diagnosi

Generalmente la diagnosi di diverticolosi è del tutto casuale, in corso di indagini di controllo effettuate per altri motivi. La diverticolosi infatti di per sé è quasi sempre asintomatica.

Per giungere ad una diagnosi di certezza sarà tuttavia necessaria l’esecuzione di indagini più approfondite quali:

­

–  Clisma opaco,                    

–  Colonoscopia,

– TAC dell’addome,

– Colonscopia virtuale.

Il clisma opaco prevede l’introduzione per via rettale di un mezzo di contrasto (bario) e l’esecuzione di una radiografia: i diverticoli risulteranno facilmente visibili dal momento che, a differenza del colon, non presentano una parete muscolare per cui espelleranno il bario più lentamente.

In presenza di un sospetto di diverticolite, tuttavia, né il clisma opaco a doppio contrasto né la colonscopia dovrebbero essere effettuate perché l’insufflazione dell’aria potrebbe perforare il diverticolo infiammato.

Trattamento

La diverticolosi asintomatica non prevede cure farmacologiche. Chi sa di esserne affetto dovrebbe assumere fibre specie quelle insolubili come la cellulosa che consentono consentono la formazione di feci morbide e voluminose,favoriscono il transito fecale, riducono la pressione intestinale e irrobustiscono la parete intestinale ed infine bere molta acqua.

Si consiglia quindi un regime alimentare fondato su:

  • cereali integrali contenuti nel pane, pasta, riso, orzo.,
  • Molta verdura, sia cotta che cruda, in particolare: asparagi, carciofi, cicoria,lattuga, carote, sedano, quindi tutti alimenti  in grado di trattenere l’acqua ed aumentare il volume delle feci,
  • più porzioni di frutta al giorno, quale mele, pere, prugne, pesche, albicocche.

Le fibre possono essere assunte anche tramite integratori dietetici, quali crusca o psillio, su prescrizione medica.

È utile inoltre :

  • moderare il consumo di carne rossa e grassa,
  • limitare gli alimenti piccanti o le bevande che possono irritare la mucosa intestinale (vino, birra, superalcolici, caffè e thè),
  • assumere fermenti lattici solo se indicati dal medico.

In presenza di malattia diverticolare potrebbe essere utile assumere, su indicazione medica,

  • antispastici,
  • antibiotici topici,
  • mesalazina, un antiinfiammatorio con capacità antiossidante,
  • e probiotici (per esempio il Lactobacillus casei DG).

Secondo un recente studio italiano, infatti, un trattamento a cicli con mesalazina e probiotici sarebbe efficace sia per il controllo dei sintomi della malattia diverticolare sia per la prevenzione della diverticolite. L’intervento chirurgico è indicato nei casi in cui la terapia farmacologica non abbia dato risultati, o quando gli episodi d’infiammazione diventano frequenti. È importante operarsi “con i propri piedi” e non d’urgenza perché, in questo caso, l’intervento è di routine e si limitano le complicanze.

In Scienza e Coscienza.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Comment moderation is enabled. Your comment may take some time to appear.

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.