Con Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA) si intende un gruppo di patologie caratterizzate da alterazione delle abitudini alimentari accompagnate da un’eccessiva preoccupazione per la forma fisica, il peso corporeo e un’alterata percezione della propria immagine corporea.
Lo spettro di possibili manifestazioni è molto ampio, e tra queste si individuano tre principali forme di disturbi alimentari:
• Anoressia nervosa. È caratterizzata dal timore di aumentare di peso, e per questo chi ne soffre controlla e riduce il proprio peso riducendo progressivamente e drasticamente l’introito di cibo, praticando attività fisica intensa, procurandosi il vomito o facendo uso di lassativi e diuretici.
• Bulimia nervosa. La bulimia si differenzia dalla anoressia principalmente per la ricorrenza di episodi di abbuffate. Durante questi episodi vengono ingerite grandi quantità di cibo in brevi intervalli di tempo. Generalmente, a seguito di questi episodi vengono adottati dei comportamenti compensatori volti a evitare l’aumento di peso.
• Disturbo da alimentazione incontrollata. È caratterizzato da episodi ricorrenti di abbuffate compulsive che avvengono in breve tempo, caratterizzate da un senso di totale mancanza di controllo sulla quantità o su che cosa si sta mangiando.
Questi episodi si associano a tre o più delle seguenti condotte: mangiare con una velocità molto superiore al normale, mangiare molto anche in assenza di fame, mangiare fino a una sensazione di malessere, mangiare in solitudine per l’imbarazzo, senso di colpa. In questo caso, le abbuffate si verificano almeno una volta alla settimana, in assenza di meccanismi compensatori.
Molte volte al disturbo alimentare si associano altre patologie psichiatriche, come depressione, disturbi d’ansia, abuso di alcool o di sostanze, il disturbo ossessivo-compulsivo e i disturbi di personalità. Possono manifestarsi anche comportamenti autolesionistici e tentativi di suicidio.

Causa

Poichè tali disturbi sono legati ad una serie di fattori di rischio che si sommano e interagiscono l’uno con l’altro, più che di cause sarebbe opportuno parlare di fattori di rischio. Fra questi si individuano:
• predisposizione familiare per disturbi del comportamento, abuso di sostanze, malattie depressive
• esposizione in età infantile o adolescenziale a eventi traumatici
• il contesto familiare e sociale, caratterizzato da una esplicita o implicita pressione verso modelli di magrezza.
• scarsa autostima, insoddisfazione della propria immagine corporea contrapposta a ideali di perfezionismo.

Epidemiologia

Questi disturbi insorgono più frequentemente durante l’adolescenza, anche se, soprattutto per anoressia e bulimia, l’età di insorgenza si sta progressivamente abbassando anche in età prepuberale, con conseguenze molto gravi sullo sviluppo a causa della malnutrizione. Secondo le stime ufficiali, il 95,9% delle persone colpite dai disturbi alimentari sono di sesso femminile.

Complicanze

Le conseguenze sulla salute possono essere molto gravi, soprattutto nel caso della anoressia nervosa, a causa della denutrizione e dei comportamenti di compensazione, potendo interessare tutti gli organi e apparati, fino alla morte per suicidio o arresto cardiaco. Per questo è fondamentale l’intervento di professionisti esperti nel trattamento di queste patologie.

Trattamento 

L’approccio ai pazienti che soffrono di disturbi dell’alimentazione, per risultare efficace, deve comprendere da un lato una rieducazione nutrizionale, dall’altro un trattamento psichiatrico/psicoterapeutico. A seconda della gravità del disturbo, una maggiore molteplicità di professionisti può venire coinvolta: psichiatri, dietologi, pediatri, endocrinologi, dietisti, psicologi, infermieri.

In Scienza e Coscienza.

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