Con il termine distocia fetale, si indica un parto anormale e difficoltoso dovuto essenzialmente o ad un feto troppo grande rispetto alla conformazione anatomico pelvica della donna, o ad una scorretta posizione dello stesso nascituro che, anziché posizionarsi fisiologicamente di vertice, ossia con l’occipite anteriore, assume altre posizioni non normali e funzionali all’espletamento del parto naturale. Quando si parla di distocia, dunque, si viene a verificare una vera e propria emergenza ostetrica che pone il nascituro in forte sofferenza fetale. Si può andare incontro infatti a lesioni del feto stesso o, nei casi peggiori, ad un forte danno ipossico che porta alla morte del bambino.

In caso si sproporzione fetopelvica, si utilizza come metodologia diagnostica l’ecografia pelvica al fine di valutarne le dimensioni. Inoltre si valutano le condizioni generali della donna. Infine è importante controllare il travaglio affinchè questo non risulti troppo rallentato e dunque agire di conseguenza per evitare azioni lesive al feto.

Per quanto concerne invece le differenti posizioni del feto rispetto a quella fisiologica, la più comune è rappresentata da quella occipitale posteriore. Il collo fetale è solitamente un po’ flesso; in questo caso, attraverso il bacino deve passare una porzione del capo con diametro maggiore. Molte presentazioni occipitali posteriori richiedono il parto vaginale operativo o il taglio cesareo.

Un’altra presentazione anomala molto frequente, è quella podalica( le natiche in prima linea rispetto al capo). Questa può essere:

  • Podalica franca: i fianchi fetali sono flessi e le ginocchia estese, detta anche posizione del luccio.
  • Podalica completa: il feto sembra seduto con gambe e ginocchia flesse.
  • Presentazione di piede singola o doppia: una o entrambe le gambe risultano completamente estese e si presentano prima delle natiche.

I fattori predisponenti principali di questa presentazione sono, travaglio prematuro, anomalie uterine e anomalie fetali. Il principale rischio in cui si incorre è il danno ipossico. Questo avviene perchè la parte podalica non porta ad una sufficiente dilatazione, cosicché nel momento in cui il capo trova ad presentarsi nel canale vaginale, potrebbe provocare l’accidentale compressione del cordone con seri e gravi danni fetali. Prevenire le complicanze è più efficace e facile che trattarle, pertanto la presentazione anomala deve essere identificata prima del parto. Il parto cesareo viene solitamente eseguito alla 39a settimana o quando la donna inizia il travaglio, sebbene la manovra di rivolgimento cefalico esterno possa talvolta portare il feto in presentazione di vertice prima del travaglio, in genere a 37 o 38 settimane. Questa tecnica prevede una leggera pressione sull’addome materno per riposizionare il feto.

Si parla di posizione trasversa invece, quando l’asse lungo del feto si trova in obliquo o perpendicolarmente all’asse lungo del canale del parto.

Una condizione particolarmente interessante è rappresentata dalla distocia di spalla. Si tratta di una condizione poco frequente nella quale la presentazione è comunque di vertice, ma la spalla anteriore del feto resta bloccata dietro la sinfisi pubica dopo il parto della testa fetale, impedendo il parto vaginale. La distocia di spalla si riconosce quando la testa fetale appare sul perineo, ma sembra essere tirata indietro strettamente contro il perineo (il così detto segno della tartaruga).

I fattori di rischio sono rappresentati da: obesità materna, pregresse distocie di spalla, diabete mellito o un feto molto grande. Data l’elevata possibilità di lesioni meccaniche e funzionali al feto, nonché dell’elevata mortalità legata a questa anomala presentazione, non appena diagnosticata, bisogna avvalersi del personale di supporto per effettuare alcune manovre:

  • Manovra di McRobert: le cosce della donna vengono iperflesse per aumentare le dimensioni dello sbocco pelvico e si esercita una pressione sovrapubica per favorire la rotazione e il disimpegno della spalla anteriore.
    Manovra di Mc Roberts.
  • Manovra di Wood: si inserisce la mano nella porzione posteriore della vagina e si da una spinta alla spalla posteriore del feto al fine di raggiungere la posizione più agevole.
    Manovra di Woods. Premere sulla faccia anteriore della spalla posteriore in modo da farle eseguire una rotazione che la porta a diventare spalla anteriore.
  • Si inserisce una mano, flette il gomito posteriore, e ruota il braccio e la mano sul petto del feto per liberare l’intero braccio posteriore del neonato.

Tali manovre, pur in alcuni casi risultando abbastanza efficaci, non esulano dal rischio di lesioni, soprattutto fratture clavicolari. Se tuttavia queste manovre dovessero risultare inefficaci al raggiungimento di una posizione atta ad un parto vaginale, l’ostetrica applica la manovra Zavanelli, attraverso la quale flette la testa del feto, invertendo i movimenti del travaglio e riportando il capo nuovamente all’interno della vagina o dell’utero. A questo punto si esegue il cesareo.

-ToTo

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Comment moderation is enabled. Your comment may take some time to appear.

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.