La disfunzione erettile, detta anche impotenza, è definita come l’incapacità dell’individuo di sesso maschile di mantenere un’erezione e quindi di portare a termine un rapporto soddisfacente.

In italia si stimano circa 3 milioni di uomini che ne sono affetti e una prevalenza globale del 13%.
Può avere tantissime cause, ma possono essere racchiuse in due grandi gruppi: le cause psicologiche e quelle organiche.
Tra le cause psicologiche più comuni vi sono la depressione, l’ansia e lo stress; tra le cause organiche ricordiamo quelle di tipo neurologico (ad esempio l’Alzheimer), di tipo endocrino (ad esempio ipogonadismo o sindrome di Cushing), di tipo vascolare, correlate a malattie croniche (come il diabete), correlate a trattamenti medici o all’utilizzo di farmaci.

Nuovi trattamenti chirurgici

Foto tratta da antoniniurology.com

Quando la terapia psicologica e/o quella farmacologica non portano i risultati sperati, si può ricorrere alla chirurgia. Al giorno d’oggi, la disfunzione erettile non rappresenta più un problema, grazie alle nuove tecniche chirurgiche, in particolare grazie alla tecnica mininvasiva messa a punto dall’urologo-andrologo Gabriele Antonini del Dipartimento di urologia “U. Bracci” del Policlinico Umberto I, unico chirurgo ad effettuarla in Italia.
L’intervento, dalla durata di soli 20 minuti, consiste nell’impianto con tecnica mininvasiva di una piccola protesi costituita da tre componenti: due cilindri che vanno nei corpi cavernosi, una piccola pompetta di attivazione e un serbatoio di soluzione fisiologica che vanno impiantati all’interno dell’organismo.

Vantaggi della tecnica mininvasiva

 

Questa nuova tecnica chirurgica sperimentata dal Dott. Antonini negli USA ed utilizzata ormai anche in Italia dallo stesso, prende il posto della tecnica “open”.

L’intervento con tecnica mininvasiva non solo ha ridotto i tempi (circa 20 minuti) ma ha ridotto quasi allo 0% anche il rischio di infezione correlato alla procedura chirurgica, poiché si effettua solo ed esclusivamente una piccola incisione di 2,5 cm alla base dell’organo sessuale, preservando anche la componente estetica.
E infine come spiega lo stesso Antonini, l’intervento viene effettuato in day hospital con anestesia locale.

Ad oggi sono ancora in pochi però gli uomini a conoscenza di questo nuovo trattamento terapeutico e in Italia si effettuano circa 300 interventi di questo tipo, ma sono in costante aumento e possono crescere fino a 10 volte di più se i pazienti fossero adeguatamente informati.

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