Il sintomo principale negli adulti è spesso la forfora, una produzione continua e abbondante di squamette del cuoio capelluto che seccandosi e cadendo causa il noto fenomeno così imbarazzante. La dermatite seborroica, però, non colpisce sempre e solo la testa, e non si può assimilare a semplice inestetismo. Come intuibile dal suffisso “ite”, questa condizione cutanea indica una infiammazione con arrossamento e formazione di chiazze squamose.

L’aggettivo “seborroica”, invece, si riferisce al tipo di dermatite, che colpisce le zone “oleose” della pelle, quelle più ricche di ghiandole sebacee. Ecco perché la cute della testa è spesso coinvolta, come in genere il viso nelle zone più untuose come ai lati delle narici, le sopracciglia, le orecchie, e talvolta anche il torace.

 

Cause

La dermatite seborroica per quanto condizione del tutto benigna, può creare notevoli disagi, tuttavia alla sua insorgenza concorrono fattori diversi, variabili da soggetto a soggetto. Per definizione la Dermatite Seborroica è una Dermatosi cronica, con formazione di Eritema e Desquamazione in regioni del corpo, dove le ghiandole sebacee sono numerose e più attive, legata a una diatesi ereditaria (fattori costituzionali), su cui intervengono diversi cofattori. Un lievito, chiamato Malassezia furfur, normalmente presente sulla superficie cutanea della maggior parte della gente sana, in alcuni casi può diventare “irritante”, provocando i sintomi infiammatori che a breve vedremo.

Altra possibilità è uno squilibrio ormonale, magari innescato o accentuato dai cambi di stagione, infatti la DS migliora d’estate e peggiora nei periodi invernali, o ancora in pazienti immuno-compromessi o ancora in patologie neurologiche come nel Morbo di Parkinson.

Qualunque sia la causa scatenante della dermatite seborroica, non è possibile intervenire direttamente su quella neutralizzando il disturbo definitivamente, perché come abbiamo detto, esiste una predisposizione individuale. Sebbene questa non sia una buona notizia, di positivo c’è la possibilità di trattare i sintomi principali.

Sintomi

A proposito di sintomi, i più comuni sono:
• Formazione di forfora sul cuoio capelluto, sulle sopracciglia, sulla barba o sui baffi negli uomini
• Comparsa di chiazze di cute oleosa che si ricoprono di squame o croste bianco-giallastre, visibili soprattutto sul cuoio capelluto, sulle sopracciglia, sul viso (ai lati del naso, nelle pieghe delle orecchie, sulle palpebre ecc.), sul torace, nelle donne sotto il seno, sotto le ascelle, nelle pieghe dell’inguine
• Pelle arrossata
• Prurito

 

Fattori di rischio

La dermatite seborroica è un disturbo molto diffuso, e quindi innumerevoli sono i fattori di rischio che incidono sull’insorgenza di questa forma di infiammazione cutanea, tra cui:
• Familiarità
• Malattie neurologiche (morbo di Parkinson e malattia di Alzheimer, tra le altre)
• Sistema immunitario indebolito, stress
• Malattia oncologica
• Cure farmacologiche
In molti casi, va detto che queste pre-condizioni non sono presenti, e gli unici fattori di rischio sono rappresentati dalla predisposizione genetica. Inoltre i sintomi tendono ad acuirsi tra autunno e inverno, specialmente quando il freddo è “secco”.

Trattamento e Prevenzione

Per sapere se la forfora e le crosticine pruriginose che vi affliggono siano proprio sintomi di dermatite seborroica, è necessario sottoporsi a visita dermatologica, al fine, soprattutto, di escludere altre malattie dermatologiche tra cui rosacea, psoriasi o dermatite atopica. Una volta giunti alla diagnosi, però, quali vie di cura si aprono?
Il problema di questa particolare forma di dermatite è che non esiste una terapia definitiva che “liberi” la pelle da croste untuose e cuticole, per sempre. Ciò che si può fare è curare l’igiene personale in modo scrupoloso, con prodotti detergenti delicati, specifici, in grado di non esacerbare il disturbo ma, semmai di ridurlo.
Nello specifico, servono:
• Prodotti a uso topico che riducano l’infiammazione a base di zolfo colloidale o di acido salicilico, L’uso dei cortisonici topici non è da considerare come terapia di elezione se non in casi strettamente necessari, in presenza di infiammazione imponente.
• Prodotti antimicotici a uso topico, per bocca nei casi più gravi
• Prodotti topici specifici, che rientrano nella categoria dei FANS cioè antiinfiammatori non steroidei.
Esistono altre misure igieniche e rimedi naturali che sono utili ad alleviare i disturbi e a prevenire le ricadute. Ad esempio:
• Usare oli vegetali o olio extravergine d’oliva periodicamente per ammorbidire e rimuovere le croste dal cuoio capelluto. Si tratta di una misura perfetta per i neonati, ma indicata anche per gli adulti.
• Lavarsi regolarmente ma non troppo spesso con detergenti naturali, blandamente antinfiammatori e delicati. Al bando prodotti schiumogeni aggressivi.
• Evitare le troppe tinte e trattamenti cosmetici per capelli che possono irritare la cute. Meglio evitare anche lacche e prodotti spray specialmente se contengono alcool.
• Indossare abiti traspiranti, non aderenti (soprattutto nelle zone afflitte dalla dermatite, come le ascelle o la zona del torace), in tessuti naturali come il cotone.
• Attenzione particolare alle ascelle. Se soggette a dermatite, è necessario depilarle in modo soft e detergerle con prodotti più delicati.
• Per gli uomini con baffi e barba, è importante lavare regolarmente queste zone con shampoo specifici e usare più o meno gli stessi accorgimenti necessari per i capelli. Anche la barba, infatti, può produrre forfora.
• Per la rasatura, invece, non è opportuno usare lamette (c’è sempre il pericolo di provocare micro lesioni su una cute già irritata) e saponi schiumogeni. Stop anche ai dopobarba alcolici. Meglio usare il rasoio elettrico con molta delicatezza.

In Scienza e Coscienza.

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