La BPCO è una malattia respiratoria cronica caratterizzata da ostruzione al flusso, persistente ed evolutiva, legata al rimodellamento delle vie aeree periferiche ed enfisema per abnorme risposta infiammatoria delle vie aeree  e del parenchima polmonare all’inalazione di fumo di sigaretta o di altri inquinanti.

Dall’analisi della definizione di BPCO, si evince:

  • Ostruzione al flusso: ostruzione al passaggio dell’aria all’ interno delle vie aeree; dall’esame spirometrico si evince in tali soggetti un pattern ventilatorio di tipo ostruttivo, con indice di Tiffenau più basso della norma in quanto la compromissione del VEMS O FEV1  (numeratore) è più marcata della capacità vitale, CV posta al denominatore.
  • Evoluzione dell’ostruzione: intesa come peggioramento → si parlerà quindi di malattia progressiva.
  • Persistenza dell’ostruzione: ostruzione sempre presente a differenza, ad esempio, dell’asma, malattia in cui l’ostruzione non è sempre presente, ma solo quando vi è crisi asmatica; infatti se si effettua la spirometria ad un paziente asmatico in piena crisi, il tracciato spirometrico sarà alterato, mentre se si effettua quando non è presente una crisi asmatica, la spirometria risulterà normale.
  • Rimodellamento delle vie aeree periferiche: a livello delle vie aeree più distali, vi sarà una sorta di rimodellamento, con vere e proprie modificazioni anatomiche; il lume del bronco è sempre ridotto in quanto l’ostruzione non è dovuta solo allo spasmo della muscolatura liscia bronchiale, caratteristico invece dell’asma. Dunque l’ostruzione bronchiale in parte è legata alla spasmo della muscolatura, ma quello che predomina sono le vere alterazioni anatomiche della parete bronchiale, ecco perché si parla di ostruzione persistente.
  • Enfisema: poiché la BPCO evolve verso l’enfisema determinando la distruzione dei setti interalveolari.
  • Abnorme risposta infiammatoria delle vie aeree  e del parenchima polmonare all’inalazione di fumo di sigaretta o di altri inquinanti: rappresenta la causa. Bisogna ricordasi che la BPCO sopraggiunge in un soggetto fumatore o in soggetti che per motivi lavorativi respirano sostanze inquinanti ed irritanti (un fabbro può sviluppare una BPCO).

Dunque nel soggetto BPCO predomina il fenomeno funzionale e mentre nel soggetto asmatico il danno anatomico.

EVOLUZIONE: dalla bronchite cronica semplice alla BPCO

La BPCO non nasce come tale, ma è un processo evolutivo; il tutto nasce come bronchite cronica semplice, definita dall’OMS come condizione morbosa caratterizzata da tosse ed espettorazione, ricorrenti da almeno 2 anni e presenti ogni anno per almeno tre mesi. Se non si interviene la patologia progredisce, dando vita ad un processo di cronicizzazione, che prende il nome di Bronchite Cronica Ostruttiva, caratterizzata dall’insorgenza progressiva di dispnea con difficoltà prevalentemente espiratoria, dovuta alla presenza di ostruzione bronchiale.

La bronchite cronica ostruttiva si evolve in Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva (BPCO), in quanto vi sarà una completa compromissione delle piccole vie aeree (bronchioli terminali e respiratori) e del parenchima polmonare. Nella BPCO la riduzione dei flussi espiratori è cronica, progressiva e solo parzialmente reversibile a seguito di appropriata terapia.

SINTOMATOLOGIA

I tre sintomi fondamentali (Tosse, Espettorazione e Dispnea) assumono differente rilievo a seconda che si tratti di bronchite cronica semplice o mucopurulenta, di bronchite cronica ostruttiva o BPCO: le prime due sono dominate dalla tosse e dalla espettorazione, che si presentano con maggiori accentuazioni nei mesi invernali o in occasione di esposizione a un più rilevante agente inquinante o di un uso più accentuato del fumo di tabacco.

  • TOSSE: la tosse, che ha finalisticamente il compito di eliminare all’esterno le secrezioni bronchiali, è condizionata dalle caratteristiche fisico-chimiche delle secrezioni (per es. maggiore o minore viscosità), e quindi dalla più o meno agevole possibilità ad essere distaccate dalle pareti e mobilizzate nei lumi bronchiali per essere quindi emesse all’esterno. La tosse in generale è presente di solito la mattina, in quanto è finalizzata alla rimozione delle secrezioni accumulatesi durante la notte Non bisogna mai sedare la tosse di un paziente affetto da BPCO, anzi bisogna insegnare al paziente una tosse efficace finalizzata all’eliminazione delle secrezioni.
  • ESPETTORAZIONE: la BPCO è in generale associata ad ipersecrezione, cioè il paziente nei periodi di riacutizzazione produce molto muco; l’espettorazione mucosa (bronchite cronica semplice) o mucopurulenta (bronchite cronica mucopurulenta), è soggetta ad ampie variazioni di ordine quantitativo e qualitativo.
  • DISPNEA: elemento caratterizzante delle bronchiti croniche ostruttive è la dispnea, essenzialmente espiratoria, a frequente andamento accessionale. E’ legata alla riduzione del calibro bronchiale, dovuto ad un aumento delle resistenze al flusso nelle vie aeree, e può avere variabile durata (da poche ore o alcuni giorni), sino a perdere nei quadri molto avanzati l’andamento accessionale e divenire dispnea persistente.

Proprio perché è più difficile l’espirazione si verifica un fenomeno chiamato air trapping: l’aria rimane intrappolata nel territorio alveolare.

Questo ha anche una conseguenza per quanto riguarda la fase inspiratoria. Nella fase inspiratoria i muscoli devono vincere quella che e’ definita la peep intrinseca (positive end espiration pressure), ovvero la pressione positiva residua che si e’ realizzata a livello del territorio alveolare. Se c’e’ aria intrappolata alla fine dell’espirazione realizza una sorta di pressione piu’ alta del normale, che deve essere vinta dai muscoli espiratori.

Naturalmente le fasi avanzate di malattia, che configurano il quadro della  BPCO, sono caratterizzate dai segni di insufficienza respiratoria e dei perturbamenti cardiocircolatori.

COMPLICANZE

Al quadro sintomatologico sopra evidenziato, possono subentrare complicanze cardio-polmonari:

  • Episodi di riacutizzazione,
  • Microtromboembolie polmonari
  • Riduzione progressiva funzione respiratoria, con comparsa di ipossiemia;
  • Insufficienza respiratoria globale, con comparsa di ipercapnia;
  • Ipertensione polmonare, definito anche Cuore Polmonare Cronico;
  • Scompenso cardio-respiratorio

DIAGNOSI

L’iter diagnostico che si affronta per la diagnosi di BPCO prevede:

  • Anamnesi, in cui il paziente racconta i sintomi abbinati al suo stile di vita e al tipo di lavoro che svolge..
  • Esame obiettivo, per identificare eventi responsabili di riacutizzazione della broncopatia, intesa come “alterazione dello stato di quiescenza con aumento della quantità e della purulenza dell’escreato” oppure “insorgenza di sintomi suggestivi di infezione o peggioramento della dispnea”;
  • Esami radiologici, da cui si evince che alla base del polmone vi è un’accentuazione della trama broncovasale, mentre all’apice notiamo zone nerastre che rappresentano una evoluzione della fase enfisemigena; inoltre si notano notiamo i fenomeni di air trapping all’apice, cioè fenomeni di intrappolamento dell’aria.
  • Esami funzionali respiratori, quali la spirometria,  test di broncoreversibilità
  • Esami microbiologici, per evidenziare il germe infettivo, attraverso l’esame microbiologico dell’espettorato e/o broncoaspirato di secrezioni ottenute con aspirazione trans-tracheale; inoltre si richiede, non solo l’identificazione degli agenti batterici, ma anche lo spettro di sensibilità dei germi ai medicamenti.

TRATTAMENTO

Per chi soffre di BPCO smettere di fumare è la cosa più importante e allo stesso tempo più difficile da fare. L’astensione dal fumo permette di rallentare la progressione della malattia sino ad arrestarla

La terapia farmacologica per la BPCO si basa sull’utilizzo delle seguenti classi di medicinali:

  • BRONCODILATATORI: utilissimi nella fase acuta, quando cioè insorge una dispnea  importante. In caso di BPCO lieve vengono utilizzati solo al momento del bisogno e rappresentano l’unico trattamento farmacologico necessario. Esistono broncodilatatori a durata d’azione lunga (salmeterolo, formeterolo) ed ultralunga (indacaterolo) per l’utilizzo quotidiano in caso di BPCO moderata e severa. I broncodilatatori più utilizzati appartengono alla categoria dei beta 2-agonisti; meno utilizzati sono invece le metilxantine (teofillina) e gli anticolinergici (o antimuscarinici).
  • ANTIBIOTICI: utilizzati per prevenire e per curare le infezioni batteriche; si rendono spesso necessari in caso di peggioramento della tosse e della quantità di espettorato.
  • CORTISONICI: assunti esclusivamente sotto controllo medico (possono causare alcuni importanti effetti collaterali, soprattutto se assunti per via orale) vengono associati ai broncodilatatori nei casi più gravi di BPCO.
  • VACCINO ANTINFLUENZALE: particolarmente utile nell’evitare possibili aggravamenti della condizione

FISIOTERAPIA

La BPCO è una patologia che trova grande benefici dalla fisioterapia respiratoria le cui finalità sono:

  • Migliorare gli indici di funzionalità respiratoria
  • Ridurre la sensazione di fatica respiratoria attraverso la riduzione dell’air trapping, e la desufflazione dei polmoni, per migliorare soprattutto la tolleranza all’esercizio fisico.

Tutto questo attraverso esercizi di mobilizzazione attiva dell’aria per superare l’ostacolo causato dall’ostruzione bronchiale, training della tosse per migliorare ed incrementare l’espettorazione, Esercizi di mobilizzazione diaframmatica e mobilizzazione costale simmetrica per aumentare i flussi d’aria e combattere la deformazione del muscolo diaframma.

In Scienza e Coscienza.

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