Oggi vogliamo parlare di una malattia infettiva che seppur rara, può portare con sé terribili conseguenze: il botulismo infantile.

La rarità della patologia la si comprende dal fatto che questa conta circa 100 casi l’anno negli USA, ma data la recente insorgenza di un caso di botulismo in Italia ad Ivrea (per leggere l’articolo cliccare qui) risulta doveroso porre chiarimenti in merito a tale malattia.

L’agente eziologico risulta essere il Clostridum Botulinum. Questo microrganismo viene a classificarsi come un batterio Gram positivo, sporigeno, alofilo (ossia in grado di crescere in soluzioni salate). È un batterio molto mobile, in grado di produrre una tossina (la tossina botulinica) che rappresenta uno dei veleni più potenti per l’uomo, basti pensare che soli 75 ng possono causare la morte. La tossina botulinica è di natura proteica, termolabile a 80°C e resistente ai succhi gastrici.

Le spore del germe vengono a trovarsi anche sul suolo, nella sporcizia e sui vegetali. L’uomo generalmente contrae il clostridio per ingestione di alimenti contaminati.

Clostridium Botulinum, batterio Gram positivo,sporigeno visto al microscopio

Per quanto concerne il botulismo infantile, la manifestazione patologica sembra essere conseguente all’ingestione di spore del Clostridium, che a livello intestinale germinerebbero rilasciando poi le tossine. La patologia si verifica nella quasi totalità dei casi nei lattanti di età inferiore ai 12 mesi, con maggiore elezione per i bambini di età compresa tra le 3 settimane e i 6 mesi di vita.

Molti dei casi di botulismo infantile, compreso quello verificatosi in Italia, trovano come causa principe l’ingestione di miele fatto in casa e non pastorizzato.

Una volta ingerita la spora i sintomi compaiono tra i 3 e i 30 giorni a causa della germinazione delle stesse e della liberazione delle neurotossine. Parliamo di neurotossine perché il bersaglio principale della tossina botulinica è proprio il sistema nervoso, tanto che si parla di paralisi flaccida che sintomatologicamente si concretizza in un quadro piuttosto complicato, caratterizzato da: stipsi (nel 90% dei casi), paralisi neuromuscolare che parte dai nervi cranici (espressione facciale piatta), suzione ridotta, pianti deboli simili a lamenti, riflesso del vomito diminuito, perdita delle secrezioni orali e deficit della deglutizione.

Costipazione e stipsi
Espressione facciale piatta con ptosi palpebrale
Ipotonia e movimenti rallentati

La gravità della patologia varia dalla letargia, ad una grave ipotonia con paralisi respiratoria.

deficit della deglutizione con fuoriuscita delle secrezioni orali
alterazioni del respiro

La diagnosi viene effettuata attraverso la ricerca delle tossine del Clostridium nelle feci del neonato.

provetta per la raccolta delle feci da analizzare per la ricerca della tossina botulinica

Il botulismo infantile potrebbe essere confuso con altre patologie, come la sepsi, la distrofia muscolare spinale o l’ipotiroidismo.

Il trattamento deve essere immediato, non appena si ha il sospetto diagnostico, attraverso ospedalizzazione con eventuale supporto ventilatorio se necessario. La terapia prevede l’utilizzo dell’immunoglobulina botulinica umana che è un’antitossina derivante da un gruppo di donatori con alto titolo anticorpale. Non sono indicati invece gli antibiotici nel trattamento, perché potrebbero lisare il Clostridium nell’intestino, favorendo un maggior rilascio di tossina.

La prevenzione però è tutto! Evitare di alimentare con miele i bambini di età inferiore ai 12 mesi. Controllare attentamente ogni singolo prodotto somministrato al lattante, affinché questo sia stato correttamente pastorizzato, evitando così l’ingestione di questo microrganismo che con le sue tossine può manifestarsi letale per i più piccoli e NON.

Pastorizzatore

-ToTo

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