Il termine medico associato ad angioma è “neoplasia benigna di origine mesodermica”.
Si tratta pertanto di neoformazioni vascolari benigne (o tumori vascolari) fatte di vasi sanguigni che proliferando disordinatamente formando dei piccoli agglomerati rossi in genere superficiali. Proprio per la loro natura, gli angiomi vengono anche definiti emangiomi e possono facilmente comparire sulla pelle degli adulti di solito sono di piccole dimensioni; mentre quelle che chiamiamo “voglie” o “morsi di cicogna”, presenti sulla pelle dei neonati(angiomi infantili), per lo più si riassorbono da soli o si riducono. Gli angiomi non sono solo cutanei infatti come anticipato, la formazione di questi “aggregati” di vasi sanguigni è possibile anche in organi interni come il fegato e il cervello.

Angiomi cutanei

Come abbiamo visto, gli angiomi della pelle sono di gran lunga le forme più comuni e innocue di questi “tumori” benigni di natura vascolare. Anche qualora un angioma cutaneo sanguini a seguito di una lesione, anche minima, prodotta magari da noi stessi mentre ci grattiamo, ciò non deve destare particolare preoccupazione. Tuttavia, anche gli angiomi della pelle non sono tutti uguali. A seconda della loro morfologia e stratificazione si possono classificare in:
Angiomi piani. Sono superficiale e “piatti”.
Angiomi tuberosi. Si tratta di papule o noduletti rilevati, di consistenza soffice ed elastica e di color rosso bluastro, di solito congeniti.
Angiomi cavernosi. Come si evince, in questo caso ci troviamo davanti a neoformazioni vascolari sottocutanee, che quindi si presentano coma una sorta di tumefazione bluastra spesso congenita.

Angioma rubino. Si tratta del tipo più comune, anche definito “senile” perché molto più frequente sulla pelle di chi sia in là con gli anni. Questo piccolo neo rosso delle dimensioni massime di 6millimetri circa e di forma ovale o circolare, viene anche chiamato macchia di Campbell de Morgan e si presenta come una sorta di “puntolino” di colore rosso con la superficie piana o, al limite, un po’ rilevata, a mo’ di cupoletta.

•  Angioma stellato. Anche detto angioma aracnoide (o spider naevus) è un tipo di angioma cutaneo più raro rispetto al precedente, con caratteristiche più pronunciate. Come facilmente intuibile, tale neoformazione trae il nome dalla forma raggiante, caratterizzata da papula centrale di colore rosso da cui si diparte una reticola di capillari più chiari simili ai filamenti di una ragnatela.
Angioma serpiginoso di Hutchinson. Si tratta di una rara malformazione vascolare che interessa i bambini e gli adolescenti, di origine genetica. Tali angiomi appaiono inizialmente come piccole papule simile a quelle degli eritemi, leggermente rilevate.

Angiomi interni

Neoformazioni vascolari, emangiomi, possono anche formarsi in un organo interno, e sebbene meno comuni rispetto agli angiomi cutanei, dobbiamo tenerne conto, soprattutto perché sono pressoché asintomatici. Sono due gli organi in cui con maggiore probabilità un angioma può formarsi in particolar modo gli angiomi epatici e cerebrali.

 

Angioma epatico

Si tratta di tumori vascolari in genere di piccole dimensioni, asintomatici, più frequenti nelle donne. Colpiscono in media tra il 5 e il 20% della popolazione adulta (over 40). Solo raramente gli emangiomi cavernosi del fegato possono aumentare di volume e in questo caso, quando superano la dimensione di 4 cm, possono dare segnali di sé premendo contro i tessuti epatici. Tra i sintomi si annoverano fastidio addominale e la sensazione di avere lo stomaco pieno, ma anche, meno di frequente, nausea e dimagrimento. La complicanza più problematica di questo tipo di angioma interno è la rottura con versamento di sangue, ma si tratta di un’eventualità eccezionale.

Angiomi cerebrali

 

Raro ma un po’ più serio il caso di un emangioma che si formi all’interno del cervello. Ve ne sono di due tipi:
Emangioblastoma. Si tratta di un tipo di tumore benigno a lento accrescimento che si origina da una abnorme proliferazione delle cellule epiteliali che formano lo strato interno dei vasi sanguigni, più frequentemente nel tronco encefalico o nel cervelletto.
Emangiopericitoma. Più rari degli emangioblastomi, questi tumori cerebrali di natura vascolare a rapido accrescimento, sia benigni che maligni si sviluppano a partire dai vasi sanguigni che irrorano le meningi.

Come si giunge alla diagnosi di un emangioma interno? Trattandosi, nella maggior parte dei casi, di malformazioni benigne asintomatiche, possono anche non essere rilevate mai nel corso della vita di chi ne è portatore. Tipicamente ci si accorge della loro presenza in modo accidentale, durante esami di screening strumentali quali TAC con mezzo di contrasto, radiografie, ecografie, risonanze magnetiche ecc. eseguite per altro scopo.


Angiomi infantili

Nei neonati e nei bambini gli emangiomi sono davvero molto comuni, ma in molti casi tendono a sparire, riassorbendosi, con la crescita. Colpiscono in media più le bambine, con un’incidenza tra il 3 e il 10% della popolazione infantile. Che caratteristiche hanno queste “macchie”? Intanto, possono essere congenite, quindi già presenti alla nascita, oppure comparire dopo qualche mese, in genere dopo il quarto. Ma non sono gli unici tipi di emangiomi infantili possibili. Vediamo una classificazione più accurata:

 

Angiomi infantili superficiali. Come già visto per l’angioma cutaneo in generale, si tratta della tipologia più frequente, che interessa oltre la metà del totale dei casi. Queste “macchie” della pelle sono popolarmente definite “voglie di fragola” per il loro colore di un bel rosso vivace.
Angiomi infantili profondi. Più rari rispetto a quelli piani, gli emangiomi profondi, o cavernosi dei bambini ugualmente compaiono qualche mese dopo la nascita sotto forma di tumefazioni sottocutanee di color rosso cupo o bluastro.
Angiomi infantili misti. In questo caso le neoformazioni vascolari presentano caratteristiche di entrambe le tipologie viste, ovvero hanno una parte superficiale, una “voglia”, cui si collega una parte più profonda sottocutanea.
Sono pericolosi gli emangiomi cutanei dei bambini? Fortunatamente gli emangiomi non sono pericolosi ma non vanno comunque sottovalutati per le possibili implicazioni funzionali.

Terapie

Gli angiomi in genere non si curano. Trattandosi, nella stragrande maggioranza dei casi, di neoformazioni di piccole dimensioni nonché di natura benigna, non necessitano di alcun trattamento. Questo vale sia per gli emangiomi cutanei che per quelli interni. Si devono rimuovere chirurgicamente solo nei seguenti casi:
• Quando sono troppo grandi, siano soggetti a trombosi, emorragie o lesioni di qualunque genere.
• Quando sono posizionati in zone della pelle in cui creino problemi funzionali (un esempio è la zona oculare e palpebrale, ma anche aa livello dei genitali).
• Quando sono di natura maligna. Come nell’ emangiopericitoma.
• Quando sono spiccatamente antiestetici.
Per quanto riguarda gli angiomi cutanei che debbano essere asportati, le tecniche utilizzate sono:
L’elettrocauterizzazione. Metodo che utilizza un sondino a conduzione elettrica per “bruciare” l’angioma.
• La crioterapia dermatologica. In questo caso è il “freddo” che brucia l’angioma.
• La chirurgia laser vascolare.
L’escissione tramite raschiamento.

In Scienza e Coscienza.

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