Fin da bambini ci è stato insegnato che praticare almeno uno sport in maniera regolare fa bene; guai a non avere almeno tre pomeriggi la settimana impegnati in un’attività sportiva di qualsiasi genere!

E se questo non fosse vero sempre?

Nell’articolo precedente ci siamo occupati di una parte dei benefici che l’esercizio fisico ci regala; ma vi ho lasciato con una postilla: “esistono patologie per le quali un’intensa attività fisica potrebbe risultare addirittura dannosa per la salute”.

Esiste, infatti, una piccola percentuale (0,048%) della popolazione mondiale che soffre di una particolare patologia denominata anafilassi da esercizio fisico o anafilassi da sforzo (AdS).

L’AdS è una patologia molto poco comune e di recente scoperta, il cui primo caso risale solo al 1979, e la cui incidenza è recentemente in aumento a causa di una maggiore tendenza a praticare più attività fisica.

Credit: medicina360.com

Si tratta di una vera e propria reazione allergica molto grave, la cui causa scatenante è lo sforzo fisico, del tutto paragonabile allo shock anafilattico causato, ad esempio, dalla puntura di una vespa.

Le cause

Essendo una patologia piuttosto rara, le informazioni che si hanno riguardo le cause ed  i meccanismi cellulari coinvolti sono relativamente poche; quel che è sicuro è che può colpire chiunque, donne e uomini, soggetti allenati o meno; può manifestarsi all’inizio, durante, o subito dopo l’allenamento o lo sforzo.

Il 30% dei casi di AdS sono correlati ad un cofattore, che può essere un clima caldo-umido o troppo freddo, il ciclo mestruale, alcuni farmaci come l’aspirina, l’aumento del polline o anche l’ingestione di un alimento verso il quale, in condizioni di riposo, non si è allergici: è proprio sull’AdS dipendente da cibo che si sono concentrati la maggior parte degli studi, grazie ai quali, si è giunti alla conclusione che, con ogni probabilità, l’insieme di eventi che contribuiscono all’innesco della reazione anafilattica ha inizio nell’intestino.

I protagonisti dell’anafilassi: i mastociti

La causa più probabile dell’intero processo è l’aumento dell’osmolalità cellulare (numero di molecole disciolte per chilogrammo di solvente), determinato dalla perdita di liquidi corporei durante uno sforzo, come accade, ad esempio, attraverso il sudore.

L’iperosmolalità incrementa la degranulazione dei mastociti presenti nella mucosa intestinale.

I mastociti sono cellule del sistema immunitario, al cui interno sono presenti granuli ricchi di eparina e istamina.

Mastociti di tessuto connettivo lasso che circonda i follicoli tiroidei.
Colorazione: blu di toluidina.
Credit: atlanteistologia.unito.it

Sono localizzati, in prevalenza, nei vasi sanguigni, nella mucosa intestinale e in quella dell’apparato respiratorio e nel tessuto connettivo lasso; per degranulazione, in seguito a stimoli specifici, i granuli sono rilasciati all’esterno delle cellule. In particolare, l’istamina è un vasodilatatore che determina, quindi, una maggiore permeabilità capillare.

A causa del rilascio di istamina a livello intestinale, si ha un aumento della permeabilità dell’intestino stesso, che tende, di conseguenza, ad assorbire una quantità più elevata e anche più variegata di sostanze, in quanto un intestino più permeabile può essere attraversato da molecole che hanno dimensioni maggiori.

L’improvviso incremento di sostanze nel flusso ematico, allerta i mastociti presenti nei vasi sanguigni, che, non riconoscendo queste nuove molecole, le etichettano come allergeni, scatenando reazioni allergiche, talvolta anche molto gravi, che si manifestano con i classici sintomi dello shock anafilattico.

Diagnosi, trattamento e prevenzione

Essendo una patologia rara e, pertanto, poco studiata, la sua diagnosi non è affatto semplice: è necessaria una storia clinica del paziente completa e quanto più dettagliata possibile principalmente per individuare se si tratta effettivamente di anafilassi da sforzo e, in tal caso, evidenziare eventuali cofattori coinvolti nella malattia.

La miglior cura è la prevenzione: il trattamento per l’AdS non differisce da quello per le anafilassi in generale;

Adrenalina autoiniettabile

ciò che fa davvero la differenza in questi casi è la conoscenza dei pazienti su come, innanzitutto, evitare di innescare gli attacchi, e su come comportarsi in caso shock anafilattico portando sempre con sé adrenalina autoiniettabile.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.